Centro ricerche ambientali arpa Isola Polvese, Morroni, ottimizzare costi

 
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Centro ricerche ambientali arpa Isola Polvese, Morroni, ottimizzare costi

Centro ricerche ambientali arpa Isola Polvese, Morroni, ottimizzare costi

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi, durante la sessione dedicata al question time, l’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri regionali Simona Meloni (vice-presidente Assemblea legislativa) e Michele Bettarelli (vice-presidente Terza Commissione) in merito al futuro del “Centro di Ricerche sul cambiamento climatico e sulla biodiversità delle aree lacustri, di Arpa Umbria, che dal 2016 ha sede nell’ex Monastero degli Olivetani dell’Isola Polvese (Lago Trasimeno)”. Illustrando l’atto ispettivo, Meloni ha spiegato che “il Centro rappresenta un’assoluta eccellenza internazionale e merita di essere difesa e sviluppata per il valore che esprime sia sotto il profilo scientifico che ambientale.

Si tratta di una struttura di eccellenza che fa ricerca su qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, impiegando strumentazione all’avanguardia. Al suo funzionamento hanno preso parte in maniera collaborativa la cooperativa dei pescatori, l’Unione dei Comuni, l’Università di Perugia, Confcooperative, Legacoop e associazioni rappresentative dei cittadini stessi. Siamo preoccupati per eventuali azioni di ridimensionamento che porterebbero alla sua chiusura. Chiediamo quindi alla Giunta un rinnovato impegno sui temi legati alla biodiversità, all’ambiente e alla tutela degli ecosistemi, quali elementi strategici dall’agenda politica nazionale e locale e di sapere quale futuro attende il Centro ricerche di Arpa”.

L’assessore Morroni ha detto che “in questo periodo di emergenza c’è stata una rivalutazione della mission del Centro di ricerca Arpa, con una verifica dei costi di gestione e degli impegni finanziari allo scopo di ottenere un efficientamento delle strutture, degli strumenti, imbarcazioni e mezzi elettrici in dotazione. Con valutazione del direttore di Arpa si è ritenuto di tracciare nuove linee di azione: l’operatività sarà da concentrarsi nel periodo aprile-ottobre, poiché il periodo invernale grava di più sui costi da sostenere, quindi apertura non continuativa da novembre a marzo, evitando costi di riscaldamento, pulizia e trasporto del personale. Le attività di campo potrebbero essere effettuate in loco tramite natanti.

Si ritiene non indispensabile l’apertura invernale per attività congressuali, che potranno essere svolte nei centri lacustri in attività diffuse. Da aprile a ottobre il Centro sarà operativo con eventi programmati per minimizzare i costi di gestione. Saranno mantenuti progetti e ricerche e verranno sostenute e sviluppate quelle strategiche per le finalità del Centro. L’aspetto economico si avvarrà dell’integrazione nella concessione con la provincia di Perugia per minimizzare i costi di gestione; le attrezzature di laboratorio saranno spostate presso i laboratori Arpa di Perugia, con riduzione dei costi di gestione nel periodo invernale e per le attività non strettamente collegate al Centro.

Sarà mantenuta l’attività di ricerca e sostenuto il nuovo progetto Isola Polvese che riguarda l’unione di scienza, benessere, cibo, educazione ambientale per le scuole i cui studenti saranno accompagnati in visite nell’isola per un laboratorio a cielo aperto dove tutte queste cose si fondono. Arpa ritiene il Centro strategico e irrinunciabile, così come lo è il laboratorio didattico a cielo aperto. L’impegno manifestato si arricchirà di ulteriori strumenti su tutto il territorio del lago Trasimeno con beneficio dei Comuni e degli stessi pescatori”.

Nella replica conclusiva, Meloni ha detto che “se si va nella direzione della riduzione e ottimizzazione dei costi per una migliore sostenibilità economica, ci auguriamo che siano rafforzate le attività a cielo aperto, anche se sono da valutare in base alle stagioni, e d’altra parte che continui il rapporto con il territorio di un Centro che nasce a Isola Polvese ed è giusto che continui ad avere lì la propria base, con la collaborazione degli enti e delle associazioni che hanno dato il loro contributo. In ogni caso occorre lavorare perché il Centro venga valorizzato e si continui la ricerca, che è il suo vero punto di forza”.

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