Sindacati chiedono al Comune di rimuovere i ritardi
La questione delle case popolari a Terni continua a generare tensioni: secondo quanto riportano le organizzazioni sindacali Sunia, Sicet e Uniat, trenta alloggi di edilizia residenziale pubblica già pronti non vengono assegnati a causa della mancata convocazione della commissione comunale, ferma dal 17 luglio scorso. “Ci sono famiglie che aspettano da anni una soluzione abitativa e che vivono in condizione di disagio, spesso con pensioni minime o Isee basso, costrette a scegliere tra pagare l’affitto o nutrirsi”, hanno spiegato Rossano Iannoni, Matteo Lattanzi, Gino Bernardini e Jacopo Desantis, riportando la denuncia presentata durante la conferenza stampa del 14 ottobre.
La situazione, sottolineano i sindacati, riguarda non solo chi ha alto punteggio in graduatoria, ma anche coloro che potrebbero entrare in graduatoria in caso di esclusioni. Si tratta di un passaggio burocratico, necessario per la verifica dei requisiti e dei documenti già presentati, che potrebbe garantire finalmente l’assegnazione degli alloggi disponibili. Le organizzazioni invitano quindi l’amministrazione comunale, e in particolare il sindaco Bandecchi, a rimuovere gli ostacoli che impediscono la riunione della commissione. La mancata convocazione sta creando disagio sociale crescente e le famiglie coinvolte potrebbero sentirsi costrette a manifestare pubblicamente davanti al Comune.
Le parole dei sindacati evidenziano la necessità urgente di interventi rapidi: “È una vergogna che famiglie in difficoltà vivano ancora nell’incertezza. Serve responsabilità e attenzione alle persone”, concludono Iannoni, Lattanzi, Bernardini e Desantis, rimarcando il ruolo delle istituzioni nel garantire equità e rispetto dei diritti abitativi. La fonte di questa denuncia è il comunicato inviato dalle stesse organizzazioni sindacali degli inquilini.

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