In busta paga 143 euro in più al mese dal nuovo accordo
L’Umbria si conferma una delle regioni italiane con la maggiore incidenza di dipendenti pubblici: oltre 53mila persone lavorano in enti locali, sanità e amministrazioni regionali, pari a circa il 14,4% del totale dei lavoratori umbri. Per loro, è in arrivo un aumento medio in busta paga di 141,97 euro mensili, come stabilito dal recente accordo tra Governo e sindacati, siglato – esclusa la Cgil – con l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran).
L’intesa riguarda – come scrive M.N. su La Nazione – il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con l’obiettivo di riequilibrare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione nel triennio 2022-2024. Il patto prevede anche arretrati pari a 2.357 euro e ulteriori incrementi tra 90 e 135 euro per il periodo 2025-2027, portando così a 277 euro medi mensili dal 2027. Tuttavia, le cifre restano stime indicative: gli aumenti variano in base a qualifica, anzianità e posizione economica.
La Cgil ha scelto di non firmare, manifestando forti perplessità sull’efficacia del provvedimento. «Il principale motivo della nostra mancata sottoscrizione – spiega Andrea Pitoni, segretario generale della Fp Cgil di Terni – risiede nel fatto che questo aumento recupera solo un terzo dell’inflazione cumulata». Pitoni sottolinea che, a fronte di un’inflazione del 16%, le risorse stanziate dal Governo coprirebbero meno del 6%, giudicando insufficiente la legge di bilancio 2026, con appena 18 miliardi tra tagli e nuove imposte.
Inoltre, la detassazione del salario accessorio, che rappresenta un beneficio aggiuntivo compreso tra 5 e 12 euro mensili a seconda della fascia di reddito, viene considerata marginale dai sindacati più critici.
Nonostante le riserve, l’intesa è destinata a incidere concretamente sulle retribuzioni di oltre 50mila lavoratori umbri dei Comuni, delle Province e della Regione, rafforzando un comparto che nel “Cuore verde d’Italia” rimane essenziale per la macchina amministrativa e per la qualità dei servizi pubblici.

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