L’evento UNESCO dal 24-25 settembre per turismo sostenibile
La prestigiosa manifestazione internazionale dedicata alla promozione dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO farà ritorno nella città francescana per coincidere con le commemorazioni dell’ottavo centenario della scomparsa del santo patrono d’Italia. L’importante comunicazione è giunta durante la cerimonia di apertura dell’edizione romana del 26 settembre 2025, attraverso le dichiarazioni della governatrice umbra Stefania Proietti.
Il World Tourism Event, giunto alla sua sedicesima edizione, riabbraccia così le origini dopo un percorso itinerante che l’ha portato attraverso le principali metropoli italiane. La manifestazione, nata proprio ad Assisi nel 2010, aveva successivamente toccato centri di eccellenza come Padova, Siena, Torino, Verona, Genova e la Capitale, consolidando la propria reputazione di appuntamento di riferimento per il settore.
La location prescelta per accogliere questa significativa edizione sarà il Palazzo del Monte Frumentario, edificio storico risalente al 1267 che rappresenta uno dei primi esempi ospedalieri della penisola. Questa struttura medievale, attualmente destinata ad attività espositive e congressuali, si trova nel cuore del centro storico della città serafica, offrendo una cornice ideale per un evento che celebra il patrimonio culturale mondiale.
“Durante questi tre lustri, la manifestazione ha dimostrato un’efficacia straordinaria nel valorizzare i tesori riconosciuti dall’UNESCO, fungendo da catalizzatore per l’attrazione di visitatori internazionali”, ha sottolineato la presidente regionale durante il collegamento da Perugia. “Il ritorno nella città natale dell’evento, proprio nell’anno delle celebrazioni francescane, rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l’intera comunità regionale”.
L’occasione permetterà di mettere in evidenza l’eccezionale ricchezza dell’Umbria, territorio che racchiude patrimoni artistici, culturali e paesaggistici di inestimabile valore, arricchiti dai valori universali di pace e fratellanza che caratterizzano il messaggio francescano. La Regione conferma il proprio impegno nel sostenere la missione dell’evento, che si è affermato come custode e promotore del marchio UNESCO, orientando lo sviluppo verso forme di turismo responsabile e consapevole.
La manifestazione del 2026 si configura come una vetrina privilegiata per l’intero territorio regionale, con particolare attenzione ai beni riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Buyer internazionali e giornalisti specializzati avranno l’opportunità di esplorare le molteplici ricchezze territoriali, trasformandosi successivamente in ambasciatori delle eccellenze umbre nel mondo.
All’interno dello storico palazzo medievale verrà allestita un’area espositiva ad accesso libero, dove il pubblico potrà approfondire la conoscenza dei diversi patrimoni materiali e immateriali dell’umanità, scoprendo contestualmente le proposte turistiche territoriali. L’iniziativa prevede inoltre sessioni di approfondimento su tematiche di attualità relative al turismo nei siti UNESCO, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, operatori del settore ed esperti della materia.
“Riportare questa manifestazione internazionale ad Assisi nell’anno dell’ottavo centenario francescano costituisce un’opportunità irripetibile per il nostro territorio”, ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo Simona Meloni. “In quei giorni la regione umbra si trasformerà nell’epicentro del confronto mondiale sul turismo culturale e sostenibile, proponendo al pianeta un messaggio di serenità, spiritualità e qualità esistenziale profondamente radicato nella nostra essenza identitaria”.
L’esponente della Giunta regionale ha inoltre evidenziato come il turismo, se orientato da una prospettiva strategica di lungo termine, non rappresenti unicamente un propulsore economico, ma costituisca anche uno strumento di coesione sociale e rigenerazione territoriale. “Assisi e l’intera Umbria sapranno dimostrarsi all’altezza di questa importante sfida, trasformando l’evento in un vero e proprio laboratorio progettuale per le comunità locali e l’intero comparto”.
Le istituzioni e gli operatori del settore si confrontano sempre più frequentemente con la necessità di orientare il turismo verso approcci responsabili e sostenibili, garantendo la tutela di beni dal valore culturale e naturale eccezionale, quali sono appunto quelli riconosciuti come Patrimonio Mondiale. Parallelamente, emerge l’esigenza di implementare strategie di lungo respiro per la pianificazione e gestione dei flussi, capaci di equilibrare l’attività turistica, la salvaguardia dei beni e la sostenibilità delle comunità locali.
In questo scenario, il brand UNESCO ha acquisito negli ultimi anni un ruolo sempre più determinante nell’attrattività delle destinazioni turistiche, conferendo un significativo vantaggio competitivo che spesso si traduce in incrementi delle presenze già nei primi anni successivi al riconoscimento. L’iscrizione nella World Heritage List UNESCO esercita un’influenza crescente sulle motivazioni di viaggio di turisti sempre più informati e orientati alla ricerca di esperienze autentiche e significative.
La scelta di Assisi per il 2026 conferma la strategia di valorizzazione dei territori UNESCO, offrendo una piattaforma privilegiata per il confronto internazionale su tematiche cruciali per il futuro del turismo culturale mondiale.

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