Piattaforma fintech di Gepafin diventa modello nazionale innovativo
Bori rilancia il gemello digitale – Il vicepresidente della Regione Umbria con delega al Digitale, Tommaso Bori, ha presentato a Roma, durante l’assemblea dell’Associazione Nazionale Finanziarie Regionali (ANFIR), un progetto che segna un cambio di passo nella gestione dell’economia pubblica. Al centro dell’intervento, ospitato nella sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), la piattaforma fintech sviluppata da Gepafin, società finanziaria regionale, concepita per affrontare il problema della liquidità che affligge imprese e fornitori.
Il sistema, basato sulla compensazione multilaterale, consente di leggere l’intera rete di rapporti economici e di ottimizzare i flussi finanziari, riducendo al minimo i movimenti di denaro. Un modello che, secondo Bori, può diventare riferimento nazionale e dimostra come il digitale, se guidato da una visione pubblica solida e rispettosa dei diritti, possa trasformarsi in strumento di sviluppo e coesione.
Alla presentazione hanno partecipato figure di rilievo istituzionale e finanziaria: la vicedirettrice di Gepafin Cecilia Moretti, coordinatrice della commissione digitalizzazione di ANFIR; il presidente di Gepafin e vicepresidente ANFIR Carmelo Campagna; il presidente CNEL Renato Brunetta; il presidente ANFIR Michele Vietti; l’assessore della Regione Lazio Massimiliano Maselli e la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli.
Bori ha sottolineato che, compresa la potenzialità della piattaforma, la Regione ha deciso di estendere la stessa logica all’intero ecosistema pubblico: enti regionali, società partecipate e sistema sanitario. Il cuore del progetto è la creazione di un gemello digitale del territorio, capace di generare analisi economiche dinamiche e simulazioni di scenari, anticipando criticità e supportando decisioni più efficaci.
Il vicepresidente ha rimarcato l’attenzione alla sicurezza e alla privacy: i dati sensibili non escono mai dai sistemi delle imprese e vengono anonimizzati con processi crittografici avanzati, nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali.
Il percorso, graduale e strutturato, punta a una mappatura completa del sistema economico regionale, con arricchimento progressivo del modello e regolazione dei pagamenti. I benefici attesi sono concreti: pagamenti più puntuali, maggiore liquidità per le imprese, un sistema economico più solido e una pubblica amministrazione più trasparente ed efficiente.
Il progetto, che vedrà la luce nei primi mesi del 2026, rappresenta una nuova visione della governance pubblica, fondata su dati, responsabilità e innovazione. In Umbria si sperimenta così un paradigma che supera la logica dell’intervento ex post, aprendo la strada a una gestione preventiva e intelligente delle dinamiche economiche.

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