La nomina al CSM simbolo di una generazione perugina
Siamo cresciuti a Perugia con lo zaino sulle spalle, il freddo della mattina presto addosso e l’idea che, con impegno e determinazione, nulla fosse davvero fuori portata. Erano anni fatti di sogni concreti, di discussioni infinite tra banchi di scuola e aule universitarie, tra letture, impegno, passione civile e amicizie che non erano passeggere, ma radici.
Eravamo ragazzi di una città che non ha mai smesso di formarci, dentro e fuori, e che ci ha insegnato a credere nella serietà delle cose.
Oggi vedere Daniele Porena eletto al Consiglio Superiore della Magistratura non è solo motivo di orgoglio personale.
È il segno che quella generazione, la nostra, ha saputo crescere con coerenza, passo dopo passo, senza mai perdere il senso di ciò che è giusto e utile per la collettività.
Daniele ha sempre avuto una dote rara: la capacità di unire competenza giuridica e rigore morale con un senso profondo delle istituzioni.
Lo conosco da una vita.
Abbiamo condiviso un percorso lungo, fatto di ideali, crescita, rispetto reciproco. In un tempo in cui spesso si confonde visibilità con valore, Daniele rappresenta esattamente l’opposto. Il merito silenzioso che lavora, studia, costruisce e infine arriva dove serve, quando serve.
Non è solo un traguardo personale, è un messaggio potente per tanti ragazzi che oggi camminano nelle stesse vie dove camminavamo noi.
Un messaggio che vale ancora la pena credere nella formazione solida, nello studio e nel sacrificio.
Perugia ci ha cresciuti.
Noi proviamo, ogni giorno, a esserne all’altezza.
di Marco Squarta, parl euorpeo FDI

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