Nuovo ospedale, Opposizione attacca Proietti sul piano Terni

Nuovo ospedale, Opposizione attacca Proietti sul piano Terni

Opposizione chiede area certa, fondi e tempi definiti subito

🏥 Nuovo ospedale di Terni, l’opposizione attacca la presidente Stefania Proietti: “Ancora fermi al punto di partenza”. Critiche su area, tempi e fondi. I consiglieri chiedono decisioni definitive e un piano concreto ora.


L’opposizione contesta l’esito della conferenza stampa

Il nuovo ospedale di Terni torna al centro dello scontro politico regionale. I consiglieri di opposizione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria criticano la presidente della Regione Stefania Proietti dopo la conferenza stampa dedicata al futuro del Santa Maria e sostengono che, nonostante gli annunci, manchino ancora certezze definitive sull’area, sui finanziamenti e sui tempi di realizzazione.

La posizione è stata espressa da Donatella Tesei ed Enrico Melasecche della Lega Umbria, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti di Fratelli d’Italia, Andrea Romizi e Laura Pernazza di Forza Italia e Nilo Arcudi di Tp-Uc.

Secondo i consiglieri, dopo quasi due anni di governo regionale sarebbe stato necessario presentare un quadro ormai definito, con un cronoprogramma preciso, una localizzazione certa, risorse individuate e un percorso operativo capace di trasformare il progetto del nuovo ospedale in un’opera concretamente avviata.

Le critiche dopo la presentazione del Docfap

L’intervento dell’opposizione arriva dopo la presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap, attraverso il quale la Regione ha confrontato le diverse ipotesi per la realizzazione del nuovo ospedale.

La presidente Stefania Proietti ha indicato Sabbione come l’area risultata prima nella valutazione tecnica, ma secondo i consiglieri di minoranza la situazione non potrebbe ancora essere considerata definitivamente chiusa.

“Dopo quasi due anni di governo regionale ci saremmo aspettati una svolta concreta sul nuovo ospedale di Terni, un cronoprogramma chiaro, la certezza dell’area, un quadro finanziario definito e soprattutto l’avvio di un percorso capace di trasformare un progetto atteso da anni in un’opera reale”, dichiarano gli esponenti dell’opposizione.

La loro valutazione sulla conferenza stampa è fortemente critica. I consiglieri sostengono infatti che non sarebbero stati presentati elementi sufficientemente nuovi rispetto alle fasi precedenti del confronto sul Santa Maria.

Sabbione indicata, ma resta il dibattito pubblico

Uno dei punti contestati riguarda proprio la localizzazione di Sabbione.

L’opposizione osserva che, da una parte, la presidente Proietti ha indicato quest’area come quella che ha ottenuto il miglior risultato nell’analisi tecnica. Dall’altra, viene annunciato un dibattito pubblico della durata indicativa di quattro-sei mesi nel quale saranno considerate le diverse ipotesi contenute nel Docfap.

Per i consiglieri regionali, questa impostazione produrrebbe un’incertezza sulla scelta finale.

“La presidente Proietti afferma di aver individuato nell’area di Sabbione quella più indicata per la realizzazione del nuovo nosocomio. Tuttavia annuncia un confronto pubblico che durerà fino alla fine dell’anno, dai quattro ai sei mesi, dove si discuterà non della scelta di Sabbione, ma di tutte le ipotesi di aree idonee individuate nel Docfap”, affermano.

Da questa lettura nasce l’accusa politica secondo la quale al passo avanti rappresentato dalla graduatoria tecnica non corrisponderebbe ancora una scelta definitivamente consolidata.

L’opposizione chiede una decisione definitiva sull’area

La questione della localizzazione viene considerata centrale anche rispetto ai tempi dell’intera operazione.

Gli esponenti di minoranza chiedono quindi alla presidente della Regione se l’indicazione di Sabbione rappresenti effettivamente la decisione sulla quale procedere o se il percorso sia ancora aperto alle diverse alternative.

“Dopo due anni di governo regionale la Presidente ha davvero deciso dove vuole costruire il nuovo ospedale oppure siamo ancora nella fase delle discussioni preliminari?”, chiedono i consiglieri.

Secondo l’opposizione, ogni ulteriore fase decisionale potrebbe incidere sui tempi complessivi, poiché alla scelta dell’area dovranno seguire progettazione, copertura finanziaria, procedure autorizzative e realizzazione.

La minoranza collega quindi la necessità di definire rapidamente il sito alla possibilità di arrivare alla costruzione del nuovo Santa Maria entro tempi considerati compatibili con le esigenze della città.

Il nodo degli otto anni richiamato dai consiglieri

Nella nota viene inoltre richiamata la tempistica indicata durante la presentazione del progetto.

I consiglieri sostengono che la stessa presidente abbia parlato di circa otto anni per il percorso di realizzazione, sottolineando come eventuali rallentamenti nella fase iniziale possano ripercuotersi sul completamento dell’opera.

Per questo la minoranza insiste sulla necessità di arrivare quanto prima a decisioni non più modificabili sulle principali caratteristiche dell’intervento.

Secondo la loro posizione, continuare a discutere della localizzazione significherebbe aggiungere ulteriore tempo a un progetto che Terni attende da anni.

L’opposizione lega questa valutazione alla necessità di garantire alla città una struttura ospedaliera moderna ed efficiente, ritenendo prioritario trasformare la pianificazione in un percorso esecutivo.

Critiche anche sul quadro finanziario

Un secondo elemento centrale della nota riguarda le risorse necessarie alla costruzione del nuovo ospedale.

Secondo i consiglieri di opposizione, dalla conferenza stampa non sarebbe emerso un piano finanziario sufficientemente definito per sostenere l’intervento.

“Ancora più grave è il silenzio totale sulle risorse necessarie”, affermano i firmatari della nota, sostenendo che la presidente Proietti non avrebbe illustrato un quadro economico completo dell’operazione.

L’opposizione richiama inoltre il riferimento alla richiesta di ulteriori fondi statali attraverso l’articolo 20, ritenendo che questa indicazione non rappresenti ancora una certezza finanziaria per l’intera opera.

Per i consiglieri, un intervento considerato strategico per la sanità regionale dovrebbe essere accompagnato da numeri già definiti e da una chiara individuazione delle fonti necessarie a coprirne i costi.

Richieste certezze sulle risorse dell’opera

La minoranza insiste quindi sul rapporto tra scelta progettuale e sostenibilità finanziaria.

Secondo i firmatari, non sarebbe sufficiente individuare una possibile area senza stabilire contemporaneamente come finanziare l’intervento e con quali risorse procedere nelle diverse fasi.

“Un’opera strategica di questa portata non può vivere di annunci e richieste generiche, servono certezze di numeri”, affermano i consiglieri.

La contestazione riguarda dunque sia il calendario sia la copertura economica: due aspetti che, secondo l’opposizione, dovrebbero essere definiti contemporaneamente alla localizzazione per offrire una prospettiva concreta sul nuovo Santa Maria.

Il richiamo alla conferenza del dicembre 2025

La nota politica confronta inoltre la conferenza stampa del 31 luglio 2026 con quella tenuta nel dicembre 2025, quando era stato illustrato lo studio Binini.

Secondo i consiglieri regionali di opposizione, anche in quella occasione erano state prospettate soluzioni per il futuro ospedale senza arrivare, a loro giudizio, a un avanzamento decisivo dell’opera.

La conferenza più recente viene quindi descritta dagli esponenti della minoranza come una riproposizione di un percorso già visto.

“Quella di oggi è stata una conferenza stampa fotocopia rispetto a quella già andata in scena nel mese di dicembre 2025, quando è stato illustrato lo studio Binini”, sostiene la nota.

L’espressione utilizzata dai consiglieri rientra nella dura critica politica rivolta alla Giunta regionale, accusata di privilegiare la comunicazione rispetto all’avanzamento effettivo dell’intervento.

Lo scontro politico sul metodo della Giunta

La posizione dell’opposizione non riguarda soltanto gli aspetti tecnici del nuovo ospedale, ma investe direttamente il modo in cui la presidente Proietti e la Giunta stanno gestendo il dossier.

I firmatari parlano di una gestione che, a loro giudizio, avrebbe prodotto annunci senza ancora trasformarli in decisioni definitive.

L’accusa viene formulata in termini politici e coinvolge la stessa presidente della Regione, che viene indicata come responsabile del percorso seguito fino a questo momento.

“Ancora una volta emerge una Presidente più interessata all’apparenza che alla realizzazione delle opere”, affermano i consiglieri nella parte conclusiva della nota.

Si tratta di una valutazione dell’opposizione, che contrappone alla strategia della Giunta la richiesta di arrivare rapidamente a decisioni operative.

I consiglieri chiedono tempi, investimenti e scelte certe

Nel documento diffuso dai gruppi di minoranza viene ribadita la necessità di concentrare l’attenzione su tre aspetti: scelta definitiva dell’area, certezza dei tempi e individuazione delle risorse.

“Terni non ha bisogno di passerelle o annunci, ma di decisioni, tempi certi e investimenti”, concludono gli esponenti dell’opposizione.

La richiesta è quindi quella di superare la fase che i consiglieri considerano ancora interlocutoria e arrivare a un percorso nel quale siano chiariti sia il luogo nel quale sorgerà il nuovo Santa Maria sia il calendario necessario per la sua costruzione.

A questo si aggiunge la necessità, secondo la minoranza, di rendere definito anche il quadro economico dell’intervento.

Il nuovo Santa Maria diventa terreno di confronto politico

Il dossier sul nuovo ospedale di Terni entra così in una nuova fase di confronto politico regionale.

Da una parte, il Docfap individua Sabbione come soluzione che ha ottenuto il miglior risultato nella valutazione tecnica. Dall’altra, l’opposizione ritiene che il successivo dibattito pubblico e la mancata definizione, secondo la propria lettura, di tutti gli aspetti finanziari e temporali mantengano ancora aperte questioni essenziali.

La critica dei consiglieri si concentra quindi sul fatto che l’indicazione tecnica dell’area non coinciderebbe ancora, a loro giudizio, con la conclusione definitiva dell’intero processo decisionale.

Il confronto dei prossimi mesi riguarderà proprio il passaggio dalle valutazioni contenute nel Documento di fattibilità alle successive decisioni sul progetto.

Per la minoranza, tuttavia, dopo il tempo già trascorso sarebbe necessario accelerare. Il nuovo ospedale viene considerato un intervento troppo importante per Terni perché localizzazione, finanziamento e cronoprogramma restino ancora oggetto di incertezza politica.

La nota firmata da Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti, Andrea Romizi, Laura Pernazza e Nilo Arcudi apre dunque un nuovo fronte nel dibattito sul Santa Maria, con la richiesta alla Giunta Proietti di passare dalle valutazioni alle decisioni considerate definitive dall’opposizione.

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