Indagini sulla presunta violenza a Pian di Massiano
15enne aggredito – La procura di Perugia prosegue con il massimo riserbo le indagini sulla violenza sessuale denunciata da un quindicenne, avvenuta nella serata di venerdì all’interno di una nota piscina pubblica situata a Pian di Massiano. La vittima, un ragazzo di origini straniere, ha raccontato agli inquirenti di essere stata aggredita mentre si trovava sotto la doccia. Il presunto assalitore, un uomo di circa cinquant’anni, secondo il racconto iniziale avrebbe colto il momento di vulnerabilità per costringerlo con la forza a un atto sessuale. Il giovane sarebbe stato buttato a terra e immobilizzato dal peso dell’uomo, che poi si sarebbe dato alla fuga senza lasciare tracce evidenti.
Gli investigatori della squadra mobile, guidati dalla dirigente Maria Assunta Ghizzoni, lavorano coordinati dalla procura della Repubblica, con il fascicolo d’indagine affidato al sostituto procuratore Laura Reale. L’ipotesi di reato formulata è violenza sessuale aggravata. Fondamentale per la ricostruzione dei fatti sarà una nuova audizione della vittima, che verrà ascoltata nuovamente dagli inquirenti nei prossimi giorni. Alcune parti del suo racconto iniziale, espresso in uno stato di forte turbamento, avrebbero infatti mostrato elementi da chiarire. La priorità è ottenere una versione chiara, lucida e coerente che possa guidare con precisione l’attività investigativa.
Parallelamente, come scrive Egle Priolo su Il Messaggero di oggi, la polizia scientifica ha effettuato rilievi tecnici nei locali dove si sarebbe consumata l’aggressione. Le immagini delle telecamere interne ed esterne alla struttura sono ora al vaglio degli investigatori. Anche se gli spogliatoi non sono coperti da sorveglianza visiva, gli inquirenti ritengono che il responsabile possa essere stato ripreso nei percorsi d’accesso o all’interno della struttura. La raccolta dei filmati è considerata cruciale per tentare l’identificazione dell’aggressore e tracciare i suoi movimenti prima e dopo il fatto.
15enne aggredito
Intanto emergono elementi precedenti all’aggressione che potrebbero rivelarsi significativi. Alcune frequentatrici della piscina hanno riferito di aver notato un uomo dall’atteggiamento insolito e dall’aspetto poco rassicurante aggirarsi nello spogliatoio femminile già nella serata di giovedì, cioè il giorno prima della denuncia del quindicenne. In quell’occasione, il sospetto era caduto su un possibile ladro intenzionato a rubare effetti personali, ma gli sviluppi successivi hanno spostato l’attenzione verso ipotesi più gravi. Anche alcune bambine presenti quel venerdì avrebbero segnalato, secondo quanto riferito dai genitori, la presenza inquietante di un uomo che le fissava. Tuttavia, data l’età dei testimoni, sarà necessario procedere con estrema cautela nella verifica dell’attendibilità delle loro osservazioni.
Il personale della piscina, una delle più frequentate della città e punto di riferimento per l’attività sportiva e ricreativa locale, ha espresso piena collaborazione alle autorità. Dopo l’episodio, sono stati proprio gli operatori a notare il ragazzo in stato di forte agitazione, in lacrime tra alcuni amici. Sono stati loro a richiedere immediatamente l’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine. La direzione della struttura ha già consegnato tutto il materiale utile, compresi i filmati di videosorveglianza, e ha ribadito l’impegno per la sicurezza degli utenti, ricordando l’attivazione di sistemi di controllo e la presenza regolare di addetti alla vigilanza.
L’inchiesta in corso, pur mantenuta in totale riservatezza per tutelare la giovane vittima e garantire l’efficacia degli accertamenti, ha suscitato forti reazioni nell’opinione pubblica cittadina. L’accaduto ha riacceso l’attenzione sulla necessità di garantire ambienti sicuri all’interno di strutture pubbliche destinate anche a minori. Gli investigatori sono determinati a identificare con certezza l’aggressore, sfruttando ogni elemento disponibile. La speranza è che le immagini raccolte possano offrire riscontri oggettivi a quanto denunciato.
In parallelo alle attività tecniche, gli inquirenti stanno analizzando anche eventuali precedenti segnalazioni che possano correlarsi all’episodio, come testimonianze di comportamenti anomali, denunce archiviate o presenze sospette nella stessa struttura. La possibilità che l’uomo fosse già noto o che avesse già avuto accesso all’impianto sportivo in momenti precedenti viene attentamente vagliata. La ricerca del responsabile prosegue anche attraverso l’incrocio di dati anagrafici, testimonianze e potenziali riscontri raccolti nel corso degli accertamenti.
Per ora, il lavoro investigativo si concentra sull’analisi delle immagini, sull’ascolto della vittima e sul consolidamento delle testimonianze indirette raccolte all’interno della piscina. Le autorità giudiziarie restano in attesa degli sviluppi utili per compiere ulteriori passi concreti verso l’identificazione certa del colpevole.

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