Trasimeno Blues, a Castiglione domani i ritmi travolgenti dell’afrobeat di Seun Kuti, figlio di Fela Kuti

Trasimeno Blues, a Castiglione domani i ritmi travolgenti dell'afrobeat di Seun Kuti, figlio di Fela Kuti

Trasimeno Blues, a Castiglione domani i ritmi travolgenti dell’afrobeat di Seun Kuti, figlio di Fela Kuti

Una gremita Rocca Medievale di Castiglione del Lago si è accesa ieri sera, giovedì 21 luglio, per celebrare un concerto-evento con protagonisti due mostri sacri del blues e della canzone d’autore. L’energia, il gusto, la presenza scenica e la straordinaria abilità tecnica della Treves Blues Band, capitanata dalla bandiera del blues italiano Fabio Treves, si è unita magicamente alla “Musica Ribelle” e all’indomabile “Anima Blues” del cantautore “Extraterrestre” Eugenio Finardi. Entrambi, felici di esibirsi insieme in un anfiteatro così suggestivo, dal palco hanno ricordato come il festival del Trasimeno, giunto alla 27esima edizione, sia una delle case più accoglienti del blues in Italia e non solo.

Ora Trasimeno Blues cambia atmosfere e si prepara ad accogliere sabato 23 luglio, sempre alla Rocca Medievale, i ritmi travolgenti dell’Afrobeat di Seun Kuti con la storica formazione degli Egypt 80 (ore 22.00, ingresso 15 euro).

Seun Kuti è figlio di uno degli artisti più influenti del XX secolo, Fela Kuti, “The Black President”, rivoluzionario, musicista e attivista nigeriano, inventore dell’Afrobeat. Con lui, la storica formazione degli Egypt 80 – “la più infernale macchina ritmica dell’Africa tropicale” -, nome che Fela dette agli Africa 70 nel 1977, rifacendosi all’antica civiltà egizia.

Come il padre, Seun lotta con la musica per l’affermazione del proprio popolo. Fela Anikalapo Kuti è ora un’icona dell’Africa combattente che ritiene di potercela fare con le proprie forze e la propria cultura, contro l’ingiustizia, la corruzione, l’arroganza del potere. E’ questa la sensazione trasmessa dalla musica di Seun, da sonorità che tengono conto della storia dell’ultima Black Music. “Voglio fare l’afrobeat per la mia generazione – commenta l’artista – invece che ‘alzati e combatti’, il messaggio deve diventare: alzati e pensa”.

Sassofonista e cantante, Seun Kuti cita fra i propri ispiratori Miles Davis, il musicista e poeta afro-americano Gill Scott Heron, i rapper Timbaland e Dr Dree, pur restando fedele allo spirito del padre. Nel proprio lavoro tiene conto della storia della Black Music degli ultimi anni, introducendo le inflessioni del Rap e del New Soul nel fragore della ‘locomotiva’ dell’Afrobeat.

Oltre alla musica, ciò che colpisce sono i testi delle canzoni, come se il discorso sviluppato da Fela non si fosse interrotto: “Ogni africano ha problemi: il problema della casa, problemi per strada, problemi di lavoro, problemi nella scuola, problemi etnici, problemi con i governi”.

In un’epoca in cui l’Afrobeat viene sempre più riscoperto e citato in molteplici ambiti musicali moderni, dall’Hip hop alla Techno ed a tutta la Tropical Music, Seun Kuti & Egypt 80 rappresentano l’autentica radice originale, ma rinvigorita dalla giovane energia e da una notevole apertura a collaborazioni e contaminazioni artistiche.

Presentano uno show che ripercorre la discografia dell’artista dal primo album “Many Things” del 2008 fino all’ultimo EP “Night Dreamer Direct-To-Disc Sessions” registrato in presa diretta con i brani dall’ultimo disco ‘Black Times’, co-prodotto con il pianista Jazz Robert Glasper e candidato ai Grammy Awards come miglior album world. L’album contiene anche un featuring con Carlos Santana ed è sicuramente il suo album più appassionato, completo e onesto.

La giornata di sabato inizia alle ore 17.30 con la presentazione del libro “People are strange – un poeta di nome di Jim Morrison” di Riccardo Lestini (Palazzo della Corgna, ingresso gratuito). La Cronistoria della parabola artistica ed esistenziale di Jim Morrison per indagarne la scrittura, fra testi musicali, poemi, appunti e spoken word. Lestini è scrittore, regista e insegnante di Passignano sul Trasimeno, che oggi vive a Firenze. Ha scritto romanzi e libri di poesie e autore di saggi e per il teatro ha firmato varie regie.

Non mancheranno anche le incursioni musicali per le vie del centro storico, dalle ore 18 alle 23, della soul marching band Gli Sbandati. Street band composta da 15 elementi con strumenti a fiato e percussioni e con la voce di una cantante che partecipa allo spettacolo in forma itinerante. Incredibilmente empatici e versatili, propongono un repertorio comprendente brani Funk, Soul, R&B, Swing e Jazz. La loro performance animerà il centro storico contribuendo ad alimentare un’atmosfera festosa e spensierata.

Alle ore 18.30, in piazza Mazzini ad ingresso gratuito, anche il concerto con Lebron Johnson & Andy Pitt Band. Nuovo volto della Black Music in Italia, Lebron Johnson è un cantante dalla voce potente e raffinata al tempo stesso, con una timbrica calda e suadente. Originario della Nigeria, Lebron è da sempre attratto dalla Soul Music, in tutte le sue derivazioni. Dal recente sodalizio con il chitarrista Andy Pitt è scaturito un progetto particolarmente interessante che unisce le nuove sonorità del moderno Soul al chitarrismo di matrice prettamente Blues, derivandone un sound intenso intriso di groove e feeling. Formazione: Lebron Johnson: voce; Andy Pitt: chitarra; Alberto Pavesi: batteria; Paolo Mazzardi: tastiere; Davide Medicina: basso.

Gran finale di giornata, dalle ore 24, alla Darsena Bar Caffè (ingresso 5 euro) con The Wild Side. Il gruppo orvietano propone un repertorio di grandi classici della musica Soul ed R’n’B dagli anni ’60 ad oggi, passando per generi affini come il Rock’n’roll ed il Rock Blues. Brani riadattati all’anima che unisce i componenti del gruppo, da cui scaturisce un sound morbido ed emozionale, sopra il quale il sax riesce a trovare il giusto spazio d’espressione e dove la voce si incastra perfettamente tra le dinamiche decisamente avvolgenti della base ritmica. Formazione: Francesco Wanniaratchy: voce; Marco Cocchieri: sax; Valerio Bellocchio: chitarra; Antonio Sessa: basso; Guglielmo De Simone: batteria.

Trasimeno Blues, con la sua quarta e penultima giornata a Castiglione del Lago, spinge sull’acceleratore per la volata finale proseguendo il suo percorso con le migliori espressioni contemporanee del Blues e delle sue varie declinazioni. Sono infatti giornate intense di musica e cultura (fino al 24 luglio) quelle che stanno animando il centro storico di Castiglione del Lago e che vedono lo scenario magnifico della Rocca Medievale ospitare alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena internazionale.

Mentre stasera (venerdì 22 luglio) è attesa la leggenda della musica Soul e Funk Martha High, background singer di James Brown per oltre trent’anni, accompagnata dalla The Italian Royal Family (ore 21.30, Rocca Medievale), per la serata finale in programma c’è lo straordinario bluesman Eric Gales, tra i più grandi chitarristi della scena Rock Blues attualmente in circolazione e fresco vincitore del “Blues Music Award” quale miglior chitarrista dell’anno (24 luglio).

L’edizione numero 27 del Trasimeno Blues Festival è realizzata con il sostegno del Comune di Castiglione del Lago, del Comune di Panicale e dei “Fondi POR FESR Umbria 2014-2020 – Az. 3.2.1 – Avviso Pubblico per partecipazione Progetto Spettacoli dal Vivo”.

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