L’Umbria e il mare. Certo che c’è è, quello delle acque termali

 
Chiama o scrivi in redazione


L’Umbria e il mare. Certo che c’è è, quello delle acque termali

L’Umbria e il mare. Certo che c’è è, quello delle acque termali

di Stella Carnevali 
L’Umbria ha un mare di acque termali e minerali che può essere, un’ alternativa al turismo di coste e riviere.

Un’eredità dell’antica Roma che, ovunque estendesse il suo dominio, costruiva per prima strade, acquedotti e terme, acqua curativa permettendo.

E l’Umbria non fa eccezione se non per il fatto che la tradizione e la cultura termale sembra aver lasciato tracce prevalentemente archeologiche e tiepido entusiasmo negli anni Sessanta e Settanta, periodo boom del turismo termale in altre parte d’Italia.

 Se ha prevalso, in questa fase, la cultura della piscina al cloro, oggi sono risorte in parte le termeche hanno trovato sostenitori nell’Umbria verde e francescana.

 All’interno degli sforzi politici ed imprenditoriali riconducibili alla filiera ambiente, cultura e turismo, quale sintesi di una delle sfide di punta per il rilancio dell’economia regionale.

Insomma la romanica eredità termale sta riscuotendo più fiducia e conseguente successo.

Delle cinque località termali presenti in Umbria sono oggi attive solo quelle di Fontecchio di Città di Castello, Sanfaustino a Massa Martana  e a Spello Le Terme francescane village. Dove troviamo strutture per un’accoglienza completa per chi volesse fare, anche da umbro,  una vacanza termale.

Le terme nella Roma antica

L’abitudine di fare il bagno all’aperto inizia con l’era repubblicana (340 a.C.). Nei primi luoghi adibiti alle terme l’acqua era fredda e le costruzioni semplici e spartane.In seguito anche nelle case patrizie si comincia a costruire la sala da bagno, l’acqua viene riscaldata e si aggiungono altre stanze per i massaggi e la sauna.

Ma è durante il periodo imperiale che le costruzioni termali diventano edifici importanti e articolati, curati anche sotto il profilo architettonico, dell’arredo e delle rifiniture. Alle piscine erano annesse palestre, biblioteche, solarium, giardini e passeggiate. Sotto i portici le botteghe artigiane e commerciali.

Tutti i romani andavano ogni giorno alle terme senza distinzioni di ceto. I bagni erano pubblici cioè costruiti e gestiti dallo Stato ed il costo d’ingresso era tenuto basso per permettere a tutti di accedervi.

In seguito furono ammesse anche le donne alle quali erano riservate apposite sale ed orari diversi da quelli degli uomini.

Le terme nella società romana, così come il mercato ed il teatro, rappresentavano non solo ciò che oggi è conosciuto come centro di benessere dove curare e rilassare il proprio corpo, ma erano anche luoghi di socializzazione, di incontri d’affari, di scambi culturali.

I romani conoscevano anche le proprietà terapeutiche delle acque e alcuni tra i più famosi medici dell’epoca come Celso e Galeno elaborarono schede analitiche delle proprietà delle acque termali e i relativi benefici terapeutici. Anche se è ad Erodoto che dobbiamo lo studio e  la documentazione più completa.

Nei primi giorni, a digiuno, il bagno durava mezz’ora, raggiungeva la durata massima di due ore per poi tornare alla mezz’ora nell’arco del trattamento che durava quattro settimane. I periodi migliori erano l’autunno e la primavera.

La pratica termale si interrompe con le invasioni barbariche e la caduta dell’impero romano, ma è con il progressivo  dominio della religione e delle cultura cristiana che la cultura delle terme viene censurata perché la nudità, la promiscuità, l’assenza di pudore, il benessere e il piacere vennero considerati usanze e costumi in contrasto con la cura dello spirito.

Le terme romane in Umbria

Assisi. Terme di Santo Raggio ad Assisi. Danno acqua oligominerale bicarbonato alcalino terrosa, che cura forme uricemiche e gottose, dispepsie, atonie gastrointestinali, litiasi delle vie urinarie e biliari.

Bevagna.Nei pressi della Porta Guelfa (Piazza Garibaldi) ci sono i resti delle antiche Terme romane con diversi mosaici ben conservati.

 Collemancio di Cannara. Appartiene ai primi scavi il rinvenimento di un tempio di età ellenistica preesistente all’insediamento municipale e di una importante “domus”, dai cui ambienti termali è venuto alla luce lo splendido mosaico policromo raffigurante un paesaggio nilotico, con animali (coccodrilli, ippopotami, serpenti, pesci, uccelli), pigmei, in una cornice di ricca vegetazione. Attualmente il mosaico è esposto proprio al museo di Cannara.

Gualdo Tadino. L’umbra Tarsina, nelle Tavole Eugubine, ai piedi dell’Appennino, nel 266 a. C. divenne la romana Tadinum che si svilupperà poi accanto alla Via Flaminia. Nota per le sue sorgenti terapeutiche e per i suoi bagni, fu prefettura, colonia, municipio, sede di ristoro e di servizio per gli eserciti in transito lungo la strada consolare.

Gubbio. Il passato romano ha lasciato soprattutto tracce di edifici pubblici: il teatro del I secolo d.C. a Gubbio, unitamente al mausoleo di Pomponio Grecino; le terme romane, del II secolo d.C.

Passignano. Nelle vicinanze della chiesa romanica di San Vito, sorta a ridosso di un singolare campanile, che era stato in precedenza una torre, forse un faro, bizantino. Non molto lontano, ci sono dei ruderi delle terme romane.

Trevi .A 2 km da Trevi, in direzione di Foligno, nei pressi della Flaminia ritrovamenti delle terme romane.

Spello.Nell’area in cui sorgevano le terme romane troviamo oggi la cinquecentesca Villa Fidelia.

Bagni di Nocera Umbra. L’idropinoterapia era praticata fin dal Cinquecento con un centro termale che andò in a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Oggi le acque sono condottate verso lo stabilimento di Nocera Umbra sorgente Flaminia.

Spoleto. Casa romana in via di Visiale, alla sinistra della scalinata del Palazzo comunale. L’edificio del I secolo d.C., già restaurato nel II secolo, fu riportato alla luce nel 1885 a seguito di scavi al di sotto del Municipio. Dall’iscrizione dei resti di una casa si può dedurre la proprietà di Vespasia Polla, madre di Vespasiano.Ne rimangono l’atrio con pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, il pluvio circondato da un mosaico ad onda.

Cerreto terme di Triponzo. I luoghi del cuore,una iniziativa di repubblica.it tesa a segnalare pezzi di Italia da salvare.Tra questi,in Umbria, c’è segnalato Triponzo,la piccola frazione termale nel Comune di Cerreto

Carsulae di Terni. Si presenta oggi come  una suggestiva cittadina “fantasma”, completa di ogni elemento necessario per renderla un esempio-tipo di municipium romano.

 Le terme oggi, dove e come.

 Città di Castello.Terme di Fontecchio, luogo di cura e soggiorno con parco piscina ed impianti sportivi, a 3 Km. dal centro. Nel verde di un bellissimo parco secolare, in un contesto naturale fra i più suggestivi dell’Umbria, ricco di boschi, sorgenti naturali e testimonianze di storia e di cultura provenienti da un passato recente e lontano. Già negli anni 80 dopo Cristo, Plinio il giovane accompagnava ai Bagni di Fontecchio la bellissima moglie Calpurnia. Sono oggi un moderno ed attrezzato stabilimento per le cure termali, con acque medio minerali alcalino-sulfuree, particolarmente indicate per la cura delle malattie osteoarticolari, dell’apparato respiratorio e della pelle.Aperte da marzo a dicembre.

Bagni di Triponzo di Cerreto di Spoleto L’efficacia dell’acqua sulfurea dei Bagni di Triponzo è indicata per le infiammazioni osteoarticolari, per le loro qualità antinfiammatorie per le affezioni della pelle, come eczemi, acne, dermatite, perché lo zolfo è un batteriostatico e il peeling naturale dato dalla balneazione purifica e rinnova il derma. Le qualità salutari delle acque termali sulfuree degli Antichi Bagni di Triponzo sono tradizionalmente riconosciute ed ancora oggi apprezzatissime.

Spello.Terme Francescane Village. Le cure termali del complesso sono quelle inalatorie e balneoterapiche, che sfruttano i benefici dell’acqua sulfurea. Il centro è rivolto anche a chi vuole coniugare la cura psico-fisica, alla possibilità di fare il turista, vista la vicinanza delle più importanti città turistiche dell’Umbria a cominciare da Assisi.

Le terme francescane di Spello si sono rivelate subito insufficienti ad accogliere il pubblico che, soprattutto nel semestre turistico, le affolla. E’stata così costruita la quarta piscina oltre ad altri ambulatori per le cure inalatorie  per le affezioni alle vie respiratorie e quelli per la cura delle malattie della pelle. In convenzione con il Sistema sanitario regionale

Sanfaustino a Massa Martana. Stabilimento denominato Collina del benessere: fanghi, bagni turchi, peeling, massaggi e idromassaggi. L’hotel delle terme di San Faustino è dotato di una piscina esterna al parco che circonda la struttura.

Stabilimenti dove si può bere l’acqua termale

 San Gemini. Nel parco, due fonti, la San Gemini e la Fabia, per le cure idropiniche. Le indicazioni terapeutiche riguardano malattie dell’apparato urinario, del ricambio, epatobiliari e gastroenteriche. È accertata una particolare efficacia dell’acqua anche nella cura dell’osteoporosi e nell’alimentazione dei più piccoli.

Amerino di Acquasparta.A nord del paese di Acquasparta. Vuole la leggenda che siano state benedette da San Francesco. Le acque che sgorgano qui sono bicarbonato-alcalino-terrose, a media o bassa mineralizzazione, particolarmente indicate per migliorare la diuresi e curare le malattie gastroenteriche, urinarie, epatiche e biliari.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*