Umbria, De Rebotti attacca Trenitalia: «Così non va»

Trasporto ferroviario: l'Umbria difende la Orte-Roma
ph. tommyB

Diffida sul treno delle 17 e stop agli annunci disattesi

Per l’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti la vicenda del treno regionale veloce RV 4514, il convoglio delle 17 da Roma Termini a Foligno, è diventata il simbolo di un rapporto istituzionale che rischia di incrinarsi tra Regione Umbria, Trenitalia e Rfi. Al centro del contenzioso ci sono il sovraffollamento cronico del treno, la gestione della fermata di Orte e una serie di decisioni annunciate ai cittadini ma non trasformate in atti concreti.​

L’assessore ricostruisce una sequenza di passaggi che, a suo giudizio, non possono essere ignorati né derubricati a semplice incomprensione tecnica. Dopo le segnalazioni insistenti dei pendolari umbri e laziati, la Regione ha aperto un’interlocuzione formale con Trenitalia e Rfi, chiedendo un confronto strutturato sui problemi del RV 4514 e sull’impatto della fermata di Orte in termini di carico e puntualità. Nel tavolo del 3 novembre la Regione, in qualità di titolare del contratto di servizio, ha messo sul piatto soluzioni concrete per salvaguardare il diritto alla mobilità, provando a mantenere la fermata senza scaricare i disagi sui viaggiatori.​

Tra le proposte avanzate figuravano l’aumento delle carrozze attraverso un investimento aggiuntivo sul personale, l’impiego di treni duplex a maggiore capienza e il declassamento di una carrozza di prima classe per ricavare più posti a sedere per i pendolari. Nessuna di queste ipotesi, tuttavia, è stata accolta da Trenitalia e Rfi, che hanno opposto un rifiuto a ogni ipotesi di potenziamento strutturale del servizio. Di fronte a questo muro, la Regione ha ritenuto inevitabile chiedere la soppressione della fermata di Orte, pur riconoscendo che era nata per rispondere alle esigenze dei territori del sud dell’Umbria e del nord del Lazio.​

La richiesta formale di soppressione è stata trasmessa il 4 novembre, con l’obiettivo di alleggerire il carico sul treno delle 17 e prevenire ulteriori situazioni di sovraffollamento giudicate non più sostenibili. Il 3 dicembre 2025 Trenitalia ha comunicato alla Regione che il servizio RV 4514 sarebbe stato programmato senza la fermata di Orte, arrivando anche a informare direttamente i cittadini di questa modifica attraverso risposte scritte alle associazioni dei pendolari. Per De Rebotti, però, il punto di rottura arriva quando, a distanza di oltre un mese, la fermata risulta ancora presente nei programmi di esercizio e nei canali di vendita, creando una frattura evidente tra ciò che viene annunciato agli utenti e ciò che accade realmente sul binario.​

Di fronte a questa discrasia, l’assessore parla di un comportamento “non accettabile” e decide di formalizzare la propria posizione con un atto di diffida. Il 19 dicembre invia una comunicazione ufficiale a Trenitalia chiedendo che, nel più breve tempo possibile, l’azienda proceda o al declassamento di una carrozza di prima classe o alla cancellazione effettiva della fermata di Orte, mettendo fine a una situazione definita grave sia sul piano operativo che su quello della trasparenza verso l’utenza. De Rebotti giudica “assurdo” che l’operatore continui a rispondere direttamente ai pendolari dichiarando una configurazione del servizio che non corrisponde a quanto i viaggiatori vedono sui sistemi di vendita e sugli orari.​

Il dossier non riguarda solo il RV 4514. L’assessore insiste infatti sulla necessità di riportare in Direttissima l’Intercity 598 di Orvieto, considerato un collegamento strategico per i pendolari umbri e per la competitività di un territorio che chiede collegamenti più veloci con Roma e con il resto della dorsale tirrenica. Il timore è che il mantenimento del treno sulla linea convenzionale, con tempi di percorrenza più lunghi e maggiori rischi di ritardi, penalizzi ulteriormente chi ogni giorno si sposta per lavoro o studio, aggravando un quadro già segnato da proteste e malcontento.​

Sul fronte delle agevolazioni tariffarie, De Rebotti chiarisce un altro nodo che considera decisivo per la correttezza dell’informazione ai cittadini. La Regione Umbria vanta infatti oltre 200 mila euro di penali nei confronti di Trenitalia, maturate in base alle clausole del contratto di servizio per disservizi e inadempienze. Queste risorse, sottolinea l’assessore, devono essere riconosciute alla gestione regionale e non possono essere presentate come un gesto generoso dall’azienda, trattandosi di somme derivanti da obblighi contrattuali e da un sistema di penalità definito in sede di gara.​

Per dare piena trasparenza al quadro, gli uffici regionali stanno predisponendo un atto che definisca con precisione il perimetro dell’operazione, declinando nei dettagli la destinazione delle somme, le modalità di utilizzo a favore degli utenti e il legame tra le penalità e specifici disservizi registrati. L’obiettivo dichiarato è trasformare le sanzioni in strumenti concreti per migliorare il servizio, senza lasciare margini a interpretazioni ambigue sul ruolo delle aziende ferroviarie e sulle responsabilità della Regione.​

In questa cornice, De Rebotti rivendica la scelta di coinvolgere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendone la presenza al tavolo con Trenitalia e Rfi. Per l’assessore, la partecipazione del dicastero è indispensabile per garantire correttezza istituzionale, rispetto dei ruoli e coerenza tra gli impegni presi a livello nazionale e le esigenze dei territori. La Regione Umbria, in quanto titolare del contratto di servizio, considera non negoziabile il diritto a ottenere risposte rapide e coerenti quando chiede interventi puntuali su orari, fermate e tipologia dei treni che incidono sulla vita quotidiana di migliaia di persone.​

De Rebotti rimarca infine che ai cittadini non bastano più annunci o rassicurazioni verbali che rischiano di rimanere confinati sulla carta. I pendolari umbri, sottolinea, chiedono soluzioni reali, treni meno affollati, collegamenti più affidabili e un quadro di regole in cui ogni promessa assuma la forma di un atto operativo verificabile. Solo in questo modo, conclude l’assessore, può essere ricostruita la fiducia tra utenti, istituzioni e gestori dei servizi ferroviari in una fase in cui il trasporto pubblico rappresenta una leva cruciale per la coesione sociale e lo sviluppo economico regionale.​

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