Trasporti ferroviari, Umbria in crisi: linee lente per tutti i regionali

Trasporti ferroviari, Umbria in crisi: linee lente per tutti i regionali

Disagi per pendolari umbri: da dicembre treni veloci su linee lente

Trasporti ferroviari – A partire dal prossimo mese di dicembre, la Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) prevede un’importante modifica nel servizio ferroviario per l’Umbria. Secondo le informazioni ricevute dalla Regione, tutti i treni regionali interregionali saranno instradati sulla linea lenta, con gravi ripercussioni sulla qualità del servizio. La Regione ha espresso forti preoccupazioni in merito a questa scelta, che potrebbe comportare notevoli disagi per i pendolari, studenti e lavoratori umbri. L’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, ha definito tale decisione “inaccettabile”, criticando la politica del governo in tema di trasporti.

I disagi per i pendolari umbri si preannunciano già a partire dalla prossima estate. Durante i mesi di giugno e agosto, infatti, il traffico ferroviario sarà fortemente compromesso da cantieri, modifiche agli orari e riduzioni delle tratte disponibili. Per esempio, alcuni treni frequenti tra Roma e Terni, come quello delle 17.02, partiranno da Roma Tiburtina anziché dalla più centrale Roma Termini. Altri treni subiranno ritardi e cambiamenti nei tempi di percorrenza, rendendo ancor più difficile il viaggio per chi ogni giorno utilizza i treni per motivi di lavoro o studio.

Trasporti ferroviari

La novità più significativa è quella che riguarda l’intenzione di Rfi di modificare l’organizzazione dei treni veloci interregionali, spostando tutti i collegamenti dalla linea direttissima a quella lenta. Questa manovra, se confermata, allungherebbe i tempi di viaggio e renderebbe il servizio complessivamente meno efficiente, vanificando gli investimenti fatti dalla Regione Umbria per modernizzare il materiale rotabile. I treni nuovi, veloci e confortevoli destinati alla linea direttissima, che avrebbero dovuto garantire velocità d’esercizio fino a 200 km/h, rischiano così di essere inutilizzati, riducendo drasticamente la qualità del trasporto ferroviario.

De Rebotti ha sottolineato come la decisione di spostare i treni sulla linea lenta non sia giustificata da ragioni legate ai cantieri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ma risulti essere una scelta di politica trasportistica che rischia di penalizzare gravemente i cittadini. A suo avviso, l’intenzione di Rfi e dell’Autorità Regolazione Trasporti (Art) dimostra una chiara volontà di favorire i servizi ferroviari commerciali, come quelli delle Frecce e di Italo, a scapito dei treni regionali, utilizzati quotidianamente dai pendolari.

In risposta, la Regione Umbria ha già intrapreso azioni legali per fermare quella che considera una “scelta dissennata”. In particolare, è stato richiesto a Rfi di rispettare l’accordo quadro sottoscritto con la Regione, che prevedeva il mantenimento dei treni regionali sulla linea direttissima, garantendo la qualità del servizio e i tempi di percorrenza. La Regione non esclude l’ipotesi di rivolgersi a tutte le istituzioni competenti, compreso il governo, per fermare quella che definisce una “deriva” nel settore dei trasporti.

Dal punto di vista operativo, oltre alla programmazione estiva, le modifiche alle linee e agli orari non riguardano solo la parte regionale, ma anche alcune linee a lunga percorrenza. Tra i treni interessati dalle modifiche, oltre ai regionali, ci sono anche gli Intercity Roma-San Benedetto del Tronto, che saranno instradati sulla linea lenta, con conseguente allungamento dei tempi di viaggio. Allo stesso modo, anche il treno Intercity Napoli-Milano subirà modifiche sia negli orari di partenza che nella durata del percorso.

Una delle problematiche più gravi riguarda la linea Orte-Falconara, che vedrà la conferma di alcuni treni sulla linea lenta, nonostante i lavori previsti dal Pnrr. La decisione di prolungare questo stato di cose oltre la fase temporanea di lavori suscita preoccupazioni tra i pendolari umbri, che temono che le modifiche possano diventare strutturali e permanenti. Il Coordinamento dei comitati pendolari umbri ha già espresso il suo dissenso, chiedendo misure compensative per mitigare i disagi che si verificheranno durante i lavori e le modifiche agli orari.

Per quanto riguarda la linea Orte-Terni, i lavori previsti dal 6 agosto al 6 settembre coinvolgeranno un interruzione temporanea dei binari, con limitazioni alle corse dei treni. Si prevede che il traffico ferroviario sarà interrotto per circa 30 giorni, con una divisione tra i binari pari e dispari, con disagi per i viaggiatori che saranno costretti a fare i conti con l’interruzione dei collegamenti.

Il Coordinamento pendolari ha chiesto inoltre l’istituzione di un convoglio di riserva, da stazionare a Terni, per far fronte a eventuali guasti o ritardi che potrebbero verificarsi durante la fase di transizione. Si è chiesto anche un piano di compensazione per i passeggeri che subiscono i disagi derivanti dalle modifiche al servizio, e la possibilità di trovare soluzioni che riducano l’impatto dei cantieri sulle persone che dipendono quotidianamente dai treni per i loro spostamenti.

La situazione attuale è quindi di grande incertezza per i pendolari umbri, che vedono il proprio futuro in una condizione di estrema difficoltà. Mentre la Regione Umbria chiede un incontro urgente con i parlamentari umbri per cercare di ottenere una soluzione, i comitati dei pendolari continuano a sollecitare una risposta adeguata da parte delle autorità competenti. Le modifiche e i disagi previsti, uniti alla possibile riorganizzazione del servizio ferroviario in una chiave meno favorevole per gli utenti, sono al centro di una battaglia che si preannuncia lunga e complessa.

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