Tpl, Filt Cgil: nuovi dubbi sulla gara e i limiti di aggiducazione

Tpl, Filt Cgil: nuovi dubbi sulla gara e i limiti di aggiducazione

Tpl, Filt Cgil: nuovi dubbi sulla gara e i limiti di aggiducazione

L’Autorità nazionale di regolazione solleva perplessità sulle economie di scala. Zeno (Filt Cgil): è quello che diciamo da due anni 

Un documento che non era emerso, almeno fino alla richiesta di accesso agli atti presentata dalla Filt Cgil dell’Umbria: l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che tra le sue funzioni ha quella di definire gli schemi dei bandi delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto, ha inviato nel mese di gennaio 2024 le sue “osservazioni sulla relazione di affidamento” dei servizi di Tpl della Regione Umbria. Un documento molto interessante, nel quale l’Autorità solleva una serie di dubbi e avanza richieste di approfondimento sul percorso di riorganizzazione del Tpl che la Regione Umbria ha intrapreso.
L’Autorità scrive testualmente che le motivazioni addotte da Umbria Tpl e Mobilità e dalla Regione a sostegno della necessità di suddividere il Tpl umbro in 4 lotti, con un limite di aggiudicazione massimo di due lotti per singolo partecipante, “non paiono del tutto condivisibili”. 
“Il problema che viene posto è esattamente quello che noi abbiamo sollevato dal primo momento – ha spiegato Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil Umbria in una conferenza stampa – e cioè quello delle economie di scala. È infatti evidente che, per le dimensioni ridotte dell’Umbria, lo spezzatino voluto, con una testardaggine difficilmente comprensibile, dall’assessore Melasecche e dalla Regione, renderà impossibile il perseguimento dell’efficienza della gestione, scoraggiando la partecipazione dei maggiori player del trasporto pubblico locale, non solo italiani, ma internazionali”. 
Non a caso l’Autorità scrive, ancora testualmente, che “si ritiene necessario un approfondimento sulle ragioni alla base dell’introduzione del limite di aggiudicazione attualmente previsto e sull’opportunità del suo mantenimento”. 
D’altronde, secondo la Filt Cgil Umbria, basta guardare a quello che succede in altri parti di Italia, per capire che l’Umbria sta andando “nella direzione sbagliata”.
“In Emilia Romagna stanno creando una holding regionale per la gestione del Tpl con un fatturato da mezzo miliardo e noi spezzettiamo in 4 l’atomo – ha osservato ancora Zeno – Non si capisce davvero quale sia la ratio di questa operazione, né si capisce come si possa sostenere che non succederà niente ai lavoratori nonostante un taglio di decine di milioni di euro di costi”. 
Secondo la Filt Cgil, insomma, ci sono tutti i motivi per fermarsi una buona volta e ragionare. “Noi siamo convinti che il Tpl vada riorganizzato, perché ce n’è bisogno, perché l’Umbria cambia e nascono nuove esigenze di trasporto – ha concluso Zeno – Ma siamo anche convinti che solo attraverso una gestione unitaria della nostra piccola regione si possano garantire servizi di qualità e posti di lavoro. È il caso che la Regione e l’assessore mettano da parte il loro orgoglio personale e finalmente aprano il confronto”. 

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