Tensione politica a Terni dopo la scelta contestata dalla Regione
Il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, interviene con una nota dai toni duri contro la decisione di rinunciare al servizio della metropolitana di superficie Terni-Cesi, parte del progetto di rilancio della Ferrovia Centrale Umbra. Una scelta che definisce un “gravissimo affronto” verso Terni, città che a suo giudizio continua a subire marginalizzazioni nelle politiche regionali.
Un progetto avviato negli anni ’90 e rimasto incompiuto
Melasecche ricostruisce l’origine del progetto, ricordando come la Regione avesse previsto due servizi paralleli: la metropolitana di superficie Perugia–Ponte San Giovanni e, in linea, quella Terni–Cesi. I lavori per quest’ultima, con opere civili ed espropri, erano partiti alla fine degli anni ’90, quando lo stesso Melasecche ricopriva l’incarico di assessore ai lavori pubblici.
Nel suo racconto, il primo ventennio del Duemila viene descritto come un periodo di forte instabilità per il trasporto locale, segnato da scelte gestionali sbagliate, costi crescenti e un riformismo rimasto sulla carta. La crisi di Umbria Mobilità e la mancanza di manutenzione avrebbero portato alla chiusura dell’intera FCU, con binari deteriorati e convogli soggetti a deragliamenti.
La ricostruzione della FCU e le aspettative sul servizio ternano
Secondo Melasecche, la ricostruzione della linea, avviata nella precedente legislatura, aveva ricevuto un impulso decisivo, rendendo l’attuale fase una semplice esecuzione di quanto già progettato e finanziato. Ricorda inoltre come parte della sinistra, a suo dire, avesse ostacolato il percorso.
L’apertura nel 2022 della metropolitana di superficie Ponte San Giovanni–Sant’Anna viene indicata come un passaggio chiave, che avrebbe dovuto procedere parallelamente alla realizzazione della tratta Terni–Cesi. Nelle interlocuzioni con RFI e Trenitalia, afferma, non sarebbe mai stata messa in discussione la conferma del progetto, se non per una possibile riduzione delle stazioni e un’estensione del servizio fino a Sangemini e Acquasparta. Tra le ipotesi valutate, anche una stazione a Cardeto per intercettare gli utenti diretti verso il centro.
Le critiche all’assessore De Rebotti e la richiesta di chiarimenti
Melasecche contesta la risposta fornita a dicembre dall’assessore De Rebotti, che aveva parlato di difficoltà tecniche senza ulteriori dettagli. La mancanza di aggiornamenti lo ha spinto a presentare una nuova interrogazione e a valutare una mozione, ritenendo “inaccettabile” che una decisione di tale portata possa essere assunta senza un confronto politico trasparente.
Ricorda inoltre l’accordo che aveva permesso di ottenere 163 milioni dal PNRR e altri 150 milioni dal Governo per la ricostruzione della FCU, risorse che renderebbero incomprensibile — secondo la sua posizione — l’esclusione dei tre comuni del Ternano dal servizio metropolitano.
Appello ai sindaci e annuncio di un esposto alla Corte dei Conti
Il capogruppo invita i sindaci del territorio ad attivarsi immediatamente, denunciando una gestione delle risorse che, a suo giudizio, favorirebbe altre aree della regione. Richiama anche il contenzioso sul progetto stadio/clinica e la situazione dell’ospedale di Terni come esempi di una presunta disparità di trattamento.
Conclude annunciando la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti, affinché venga verificata la correttezza delle scelte e l’eventuale danno derivante dalla mancata realizzazione di opere già finanziate.

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