Gianni Porzi commenta viabilità e uso del mezzo pubblico a Perugia
Oltre alle strade Perugia ha anche un altro problema a mio avviso rilevante. Si tratta dell’uso dell’auto da parte dei Perugini e dell’uso, a dir poco scarso, dei mezzi pubblici. Va premessa la distinzione tra le linee urbane, che servono Città e prima periferia e quelle extraurbane che invece collegano la Città con i centri abitati della periferia più lontana ed eventualmente dei Comuni confinanti. Nel caso del servizio urbano, a mio avviso, andrebbero impiegati autobus di dimensioni più contenute (ad esempio minibus o similari) in modo da far circolare mezzi meno ingombranti (viste le strade in genere abbastanza strette della Città) e limitare anche il consumo di carburante.
Di Gianni Porzi
Inoltre, andrebbero adottati interventi tali da rendere “appetibile” al potenziale utente l’uso del mezzo pubblico piuttosto che quello privato. Per ottenere ciò occorre innanzitutto offrire ai cittadini un servizio efficiente, specialmente in certe ore particolari della giornata in cui la richiesta è maggiore – cosa facilmente realizzabile controllando (con apposite apparecchiature) il traffico privato nei punti strategici della città in determinate ore del giorno.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di far sì che il cittadino sia invitato all’uso del mezzo pubblico e pian piano si abitui. Ritengo ciò possibile rendendo gratuito l’uso dell’autobus per un certo periodo di tempo e poi facendo pagare un biglietto inizialmente ad un prezzo basso per poi aumentarlo nel tempo quando si percepisce che i cittadini hanno risposto positivamente. Contestualmente, andrebbero anche ampliate le zone a traffico limitato (ZTL).
Un’operazione del genere fu fatta a Bologna a metà degli anni ’70 (se ben ricordo) perché il traffico cittadino era diventato caotico e l’inquinamento aveva raggiunto, in certi punti della Città, livelli preoccupanti, specialmente nei mesi caldi in cui l’aria ristagna e sia le PM10 che l’ozono possono raggiungere valori elevati. Contrariamente a Perugia, che è ventosa, a Bologna non tira quasi mai vento. Motivo per cui quando il tasso di inquinamento raggiunge certi limiti il Comune ricorre a misure di emergenza con vari tipi di limitazione del traffico privato. Comunque, il tentativo di indurre i cittadini all’uso dell’autobus durò del tempo, ma alla fine un servizio pubblico molto efficiente (sia urbano che extraurbano) con elevate frequenze delle corse (l’attesa di un autobus è di pochissimi minuti) convinse molti a preferire, quando possibile, il mezzo pubblico all’auto privata. Certo, oggi il biglietto, che ha una durata di 75 minuti, è arrivato a € 1,5, ma gli autobus, specialmente nelle ore di punta, sono pieni perché il servizio è molto buono sotto tutti gli aspetti. Il controllo dei biglietti (che oggi si possono fare anche con il bancomat) e degli abbonamenti è frequente e le multe sono giustamente salate, a fronte di un servizio di alto livello.

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