(umbriajournal.com) TERNI – L’Istituto nato a Terni vari decenni or sono per volontà della Regione per approfondire la Ricerca sui Materiali Speciali ha avuto una storia travagliata. Fondato in pompa magna, dotato inizialmente di un laboratorio all’avanguardia costato decine di miliardi di lire di investimenti, doveva costituire il fiore all’occhiello della ricerca applicata, fiancheggiare l’industria siderurgica e quella chimica,supportare il Corso di Laurea di Ingegneria e, grazie alle alte professionalità che ne costituiscono l’ossatura, ai servizi erogati, ai brevetti registrati e commercializzati, doveva gradualmente emanciparsi economicamente.
Purtroppo di errori in questi anni ne sono stati fatti molti e le scelte politiche di Regione e Comune di Terni, che lo partecipa al 24%, non sono spesso andate nel senso della managerialità vera.
Hanno avuto incarichi retribuiti dirigenti e pseudo dirigenti politicizzati i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un anno fa sollecitammo il Sindaco a rispondere in un consiglio comunale straordinario e ricevemmo garanzie che l’ISRIM sarebbe stato rilanciato e valorizzato.
Oggi le notizie sono di tutt’altro tono.
Terni non può accettare che l’intera politica regionale degli ultimi trent’anni di promozione della ricerca, della formazione tecnica, della creazione di imprese finisca nel peggiore dei fallimenti, con i licenziamenti dei lavoratori e la promozione dei politici che svicolano dalle proprie responsabilità.
Umbria Innovazione, BIC, Consorzio Aree Industriali tutte iniziative insediate a Terni hanno avuto negli ultimi tempi l’accelerazione di una fine ingloriosa, ma il personale, salvo qualche eccezione frutto di epurazione politica, è stato assorbito da Sviluppumbria.
Sollecitiamo allora il Sindaco ed il suo Assessore allo Sviluppo Economico, a fare il proprio dovere: meno parole al vento, meno promesse di posti di lavoro aumentando all’infinito la grande distribuzione, già in grande difficoltà, ma salvaguardando le professionalità già esistenti di un Istituto, al 68% pubblico, il cui rilancio deve avvenire con criteri di serietà e competenza.
La città non può accettare una serie ormai lunghissima di de profundis di quelli che erano i propri fiori all’occhiello.
Presentiamo una interrogazione perché la politica seria non va in vacanza e la scelta proprio dei giorni di ferragosto per sferrare questo attacco subdolo all’ISRIM non può passare.
Il Parlamento lavora?
Si riconvochi il Consiglio per discutere con assoluta urgenza questo argomento come quello dei lavoratori del 187 della Telecom su cui vorremmo conoscere quali iniziative ha preso il Comune e quali risultati sono stai prodotti.
Enrico Melasecche

Commenta per primo