PIATTAFORMA INTERMODALE DI FOLIGNO

piatta forma intemodale(UJ.com3.0) FOLIGNO – Condivido e apprezzo l’istanza, pur tardiva,  che il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e tutti i capi-gruppo consiliari, a seguito dell’interpellanza da me presentata, hanno finalmente inviato alla Regione Umbria per sollecitare la realizzazione della Pittaforma Logistica Intermodale di Via Cagliari. Foligno, per la sua centralità stradale e ferroviaria, nonché per la disponibilità di un aeroporto sottoutilizzato, costituisce la sede ideale di una tale struttura, inclusa tra le opere strategiche di interesse nazionale già dalla legge obbiettivo n. 443 del 2001.  Il costo previsto è di quasi 30 milioni di Euro, interamente finanziati dallo Stato e dalla Regione Umbria.  La conclusione dei lavori era  stata ipotizzata per la fine del 2008. Evidenti i grandi vantaggi  per il territorio, derivanti dalla esecuzione dei lavori di realizzazione e soprattutto dalla effettiva operatività di un grande snodo del trasporto intermodale. La RegioneUmbria, tuttavia, solo nel 2009 ha bandito la gara d’appalto.   Nel 2010, ad esito dell’espletamento della procedura, è stata approvata l’ aggiudicazione provvisoria,  in favore di un gruppo di imprese locali. Gli organi regionali avrebbero dovuto eseguire,  a quel punto,  una rapida verifica documentale  ed effettuare l’aggiudicazione definitiva. Invece le strutture regionali cominciarono a tergiversare.

 

E così, nel frattempo, una delle imprese che componevano l’ATI aggiudicataria cadde in default. Veniva sostituita con un impresa marchigiana, che accettò di subentrare nella posizione dell’impresa purtroppo divenuta insolvente. La Regione continuò ad attendere, finchè pure l’impresa subentrata fallisce. Le imprese sopravvissute si dichiarano pronte a coprire la posizione della impresa venuta a mancare. Ma la Regione prende tempo: chiede vari pareri legali e infine si rivolge all’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici, che a quanto sembra, ancora non avrebbe ancora risposto. Ma cosa si aspetta?  Che anche le altre imprese aggiudicatarie falliscano? La Regione Umbria e L’Autorità di Vigilanza sembrano non considerare che un ritardo di anni o anche di mesi nella concreta assegnazione di un appalto del valore di decine di milioni di euro può da solo determinare il fallimento di qualsiasi impresa.  Ed è evidente che se l’ATI vincitrice della gara, per qualche ragione, fosse esclusa, nel migliore dei casi dovrebbe essere interpellata l’ATI seconda classificata, che ovviamente ha fatto un’offerta meno conveniente.

 

Ma altissimo sarebbe il rischio di dover ricominciare da capo tutta la procedura di gara. Con la conseguenza che il progetto della Piattaforma logistica di Foligno potrebbe definitivamente sfumare. Tale ipotesi forse non dispiacerebbe a qualcuno. Il progetto complessivo prevede, infatti, la realizzazione  di tre piastre: quella di Foligno, quella di Narni e quella di Città di Castello. I lavori a Narni e a Castello  sono già iniziati, ma ci si sta accorgendo che i costi  sono maggiori  di quelli preventivati e che le risorse disponibili sono comunque insufficienti per concludere i lavori. Se la Piastra di Foligno saltasse, il relativo finanziamento potrebbe essere utilizzato per il completamento delle due piattaforme già iniziate. Al di là di questa infausta prospettiva, non è ammissibile che le nostre pubbliche amministrazioni continuino ad operare  con questi tempi assurdi. L’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici impiega mesi per dare un parere che un buon professionista fornirebbe in una settimana. Forse non ci si rende conto che ogni giorno chiudono migliaia di imprese, spesso anche a causa dei vergognosi ritardi delle pubbliche amministrazioni. È bene che anche la Regione Umbria si svegli, solleciti uffici e organi, facendoci comunque sapere che sorte avrà la progettata Piastra Intermodale di Foligno.

 

Daniele Mantucci

 

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