Guardie giurate chiedono tutele e fine delle disparità locali
Le mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno attraversato diverse regioni italiane hanno riportato al centro dell’attenzione il nodo irrisolto dei contratti integrativi territoriali della vigilanza privata. Un comparto che opera ogni giorno in condizioni di rischio elevato continua a scontare accordi bloccati da anni, con effetti pesanti sul reddito e sulla stabilità professionale degli addetti.
In Umbria la situazione è considerata tra le più critiche. A Terni, il contratto integrativo è fermo da così tanto tempo che molti lavoratori faticano persino a ricordare l’ultima firma. Anche Perugia vive uno scenario simile, con trattative arenate e nessuna prospettiva concreta di aggiornamento. La distanza temporale accumulata ha generato un quadro che gli operatori definiscono ormai insostenibile.
Alle difficoltà legate allo stallo negoziale si aggiungono disparità economiche interne alla stessa Regione. Il contratto integrativo ternano, infatti, non contempla i buoni pasto, mentre quello perugino sì. Una differenza che incide in modo diretto sul bilancio mensile degli addetti e che, secondo le organizzazioni sindacali, non trova alcuna base normativa o contrattuale che possa giustificarla. Per molti lavoratori, questa asimmetria rappresenta un’ulteriore ferita in un settore già segnato da turni pesanti, responsabilità crescenti e retribuzioni considerate insufficienti.
La Confederazione Sindacale Europea Lavoratori e Pensionati – Umbria, attraverso il Commissario Regionale Niccolò Francesconi, sollecita un intervento immediato delle istituzioni competenti. La richiesta è chiara: avviare senza ulteriori rinvii un confronto formale presso le Direzioni Provinciali del Lavoro, definire un contratto integrativo regionale unico e chiudere definitivamente una fase di immobilismo che penalizza da anni le Guardie Giurate umbre.
Francesconi ribadisce che il 2026 deve segnare una svolta concreta, con un accordo capace di garantire tutele reali, condizioni dignitose e uniformità di trattamento. La Confederazione sottolinea come non sia più accettabile che un comparto così delicato – esposto a criminalità, aggressioni, turni notturni spesso svolti in solitaria e rischi operativi crescenti – continui a essere ignorato sul piano contrattuale.
Le Guardie Giurate rappresentano un presidio essenziale per la sicurezza di imprese, infrastrutture, siti sensibili e comunità locali. La loro attività, spesso svolta lontano dai riflettori, costituisce un elemento strutturale del sistema di protezione del territorio. Per questo, affermano le organizzazioni sindacali, è indispensabile riconoscere condizioni economiche e normative adeguate, superare definitivamente le disparità territoriali e restituire piena dignità professionale a una categoria che ogni giorno garantisce sicurezza a cittadini e aziende.

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