| In Umbria la retribuzione persa dai dipendenti in cassa integrazione nel 2020 è dunque di 111.493.860 euro, di cui 57.775.430 per l’ordinaria, 24.542.600 per quella in deroga, e 29.175.829 per il FIS e i Fondi di solidarietà bilaterali.
Pertanto, nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali che si sta discutendo in questo momento occorre tenere ben presente, osserva la segretaria UIL confederale Ivana Vronese, il tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione e della loro rivalutazione, fissati oggi per Legge, a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48 euro.
Oltre all’innalzamento dei massimali – aggiunge Gino Venturi della UIL Umbria – la rivalutazione dei sussidi dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua che, come noto, negli ultimi anni ha registrato indici molto vicini allo zero. Inoltre è necessario velocizzare e semplificare le procedure, per garantire una più rapida erogazione delle indennità, riducendo i ritardi nei pagamenti che, in questo periodo, hanno messo in grave difficoltà milioni di lavoratrici e lavoratori.
7 marzo 2021.
Gino Venturi, segr. UIL Umbria |
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