Vertenza aperta, appello per occupazione e continuità produttiva
📢 Sindacati in allarme per la vertenza Italpoltrone Style: Fillea Cgil Umbria e Feneal Uil Umbria chiedono di tutelare occupazione, continuità produttiva e diritti dei lavoratori coinvolti nella procedura aperta a Spoleto.
Difendere occupazione e continuità produttiva
La salvaguardia dei posti di lavoro e della capacità produttiva dello stabilimento rappresenta la priorità indicata dalle organizzazioni sindacali Fillea Cgil Umbria e Feneal Uil Umbria, che hanno espresso forte preoccupazione per gli sviluppi della procedura riguardante Mobili Italia S.a.s. e il ramo d’azienda oggi gestito da Italpoltrone Style Srl.
Secondo quanto reso noto dalle sigle sindacali insieme alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, le decisioni maturate nell’ambito della procedura potrebbero produrre conseguenze rilevanti sia sul piano occupazionale sia sulla prosecuzione dell’attività industriale. L’attenzione resta concentrata sulla tutela delle persone impiegate nello stabilimento e sulla necessità di preservare una realtà produttiva che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio.
Una realtà storica del comparto manifatturiero
La vicenda interessa uno stabilimento storico dell’area spoletina, specializzato nella produzione di arredi per interni di alta qualità. Nel corso degli anni l’azienda ha mantenuto un’attività costante, consolidando competenze professionali e capacità artigianali riconosciute nel settore.
L’attività produttiva prosegue infatti nello stabilimento di San Martino in Trignano, dove Italpoltrone Style gestisce il ramo d’azienda preso in affitto nell’ambito della procedura di concordato preventivo che riguarda Mobili Italia. Proprio questa particolare configurazione societaria e amministrativa rende delicata la fase attuale e aumenta le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali.
Le decisioni che incidono sulla procedura
Al centro della vicenda vi sono le determinazioni assunte dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia, dall’INPS di Perugia e dagli organi competenti della procedura presso il Tribunale di Spoleto. Secondo Fillea Cgil Umbria e Feneal Uil Umbria, gli effetti di tali decisioni potrebbero incidere direttamente sui diritti dei lavoratori e, allo stesso tempo, compromettere la continuità dell’attività produttiva.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come la situazione richieda particolare attenzione, considerata l’importanza dell’azienda sia per il comparto manifatturiero locale sia per il mantenimento delle competenze professionali sviluppate negli anni.
Quindici lavoratori direttamente coinvolti
La procedura interessa direttamente quindici lavoratrici e lavoratori, inseriti in un contesto produttivo che occupa complessivamente oltre trenta addetti. Si tratta quindi di una vicenda che, pur coinvolgendo un numero definito di persone nella fase immediata, potrebbe avere ricadute più ampie sull’intera organizzazione aziendale.
Il segretario di Fillea Cgil Umbria, Cristian Benedetti, e il segretario di Feneal Uil Umbria, Nicola Brauzzi, evidenziano che i lavoratori non dovrebbero sostenere le conseguenze di una vicenda amministrativa e giudiziaria e ribadiscono la necessità di individuare soluzioni capaci di garantire contemporaneamente occupazione, tutela dei diritti e prospettive industriali.
L’appello ai soggetti coinvolti
Nel rispetto delle competenze del Tribunale di Spoleto e degli organi incaricati della procedura, le due organizzazioni sindacali chiedono che ogni valutazione tenga conto non soltanto degli aspetti amministrativi ed economici, ma anche delle ricadute sociali e occupazionali che le decisioni potrebbero determinare.
Secondo Fillea Cgil Umbria e Feneal Uil Umbria, il valore del lavoro svolto nello stabilimento e la continuità garantita in questi anni rappresentano elementi da considerare attentamente nella ricerca di un equilibrio tra le esigenze della procedura e la tutela dell’occupazione.
Il valore della produzione per il territorio
Nel corso degli ultimi anni lo stabilimento ha continuato a operare, mantenendo attiva la produzione e valorizzando competenze specialistiche nel settore dell’arredo di interni di fascia alta. I lavoratori hanno assicurato continuità operativa e qualità delle lavorazioni, contribuendo al mantenimento di una filiera manifatturiera caratterizzata da un elevato contenuto artigianale.
Le organizzazioni sindacali richiamano inoltre il contesto economico del territorio, già interessato negli ultimi anni da chiusure aziendali, crisi industriali e riduzione dei livelli occupazionali. In questo scenario, ribadiscono che la difesa del lavoro qualificato e della presenza produttiva rappresenta un elemento essenziale per la tenuta economica e sociale dell’area spoletina e dell’intero comparto manifatturiero umbro.

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