Inflazione: Perugia la seconda città più cara d’Italia

Inflazione: Perugia la seconda città più cara d'Italia

Inflazione: Perugia la seconda città più cara d’Italia

L’Istat ha reso noto i dati dell’inflazione di gennaio delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, sulla base dei nuovi dati del paniere Istat.

In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Napoli dove l’inflazione pari a +1,9%, la più alta tra i capoluoghi di regione e i comuni con più di 150 mila abitanti, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 419 euro per una famiglia media, in aumento rispetto alla spesa che ci sarebbe stata con i vecchi dati Istat, pari a 384 euro.

Al secondo posto Perugia, dove il rialzo dei prezzi dell’1,7%, la seconda inflazione più alta ex aequo con Trieste, determina un incremento di spesa annuo pari a 417 a famiglia (sarebbero stati 391 euro con i dati Istat ormai superati).

Medaglia di bronzo per Trieste che con +1,7% ha una spesa supplementare pari a 415 euro annui per una famiglia tipo (erano 395 euro lo scorso anno).

Appena fuori dal podio Bolzano (+1,4%, al 3° posto per inflazione, pari a 405 euro), poi Venezia (+1,4%, 369 euro), al sesto posto Firenze (+1,4%, +366 euro), poi Livorno (+1,4%, 357 euro), Milano (+1,2%, 343 euro) e Verona (+1,1%, 283 euro). Chiude la top ten Rimini (+1%, +272 euro).

Nella graduatoria delle città più virtuose d’Italia, 3 città addirittura in deflazione (Tabella n. 2). Vince Campobasso dove l’inflazione pari a -0,7% si traduce in un risparmio equivalente, in media, a 145 euro su base annua. Medaglia d’argento per Reggio Emilia, dove la diminuzione dei prezzi dello 0,4% determina un calo di spesa annuo pari a 109 euro per una famiglia tipo. Sul gradino più basso del podio delle città più risparmiose, Ancona che con -0,3% ha un taglio delle spese pari a 66 euro annui per una famiglia media.

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