Commercio: modelli e strategie per i distretti urbani

Commercio: modelli e strategie per i distretti urbani

Nuova fase del progetto biennale presentato a Perugia oggi

Il ruolo del terziario e le nuove sfide delle città

Il comparto commerciale si conferma una colonna portante per la crescita economica della regione Umbria. Tra il 2007 e il 2023 il valore aggiunto reale di questo segmento ha registrato un incremento del 31 per cento, un dato superiore rispetto alla media riscontrata su scala nazionale. Questa evoluzione testimonia l’importanza cruciale del terziario non soltanto per quanto concerne la creazione di occupazione e ricchezza, ma anche per il mantenimento del tessuto sociale e della vivibilità dei centri cittadini.

Nonostante l’andamento positivo degli indicatori economici, le imprese devono fare i conti con mutamenti strutturali rapidi e complessi. L’espansione dei canali digitali, la diffusione del commercio elettronico, la flessione della capacità di spesa delle famiglie e la progressiva chiusura delle attività di vicinato stanno modificando l’aspetto dei contesti urbani. Per gestire tali dinamiche emerge la necessità di impiegare formule innovative e pianificazioni coordinate.

Il progetto comune tra Umbria e Lombardia

In questa ottica si colloca l’iniziativa intitolata “Distretti del commercio: il futuro delle nostre città”. Il percorso biennale vede la collaborazione sinergica tra le rappresentanze territoriali di Perugia e Bergamo, con il supporto di Confcommercio nazionale e il contributo scientifico dei rispettivi atenei universitari. La finalità principale è la condivisione di buone pratiche per contrastare l’impoverimento commerciale nei centri storici.

Nel capoluogo umbro si è svolto un vertice per fare il punto sulle diverse esperienze locali. Se nel territorio lombardo i Distretti Urbani del Commercio costituiscono una realtà radicata fin dal 2008, in Umbria il cammino operativo è entrato di recente nella sua fase iniziale, mancando ancora di una regolamentazione definitiva e di stanziamenti economici dedicati da parte dell’amministrazione regionale.

L’analisi dei dati e la contrazione delle piccole superfici

Durante i lavori ospitati a Palazzo Donini sono emersi elementi statistici significativi riguardanti la rete distributiva umbra. Le analisi indicano che dal 2000 al 2024 i punti vendita al dettaglio in sede fissa sono passati da 14.427 a 10.910 unità, facendo registrare un calo complessivo del 24 per cento. La flessione ha colpito in modo particolare i negozi di dimensioni ridotte, compresi tra 1 e 50 metri quadrati, diminuiti del 32,5 per cento.

Al contrario si osserva una crescita per le strutture di media dimensione e un vero e proprio boom per gli operatori che svolgono attività esclusivamente online, i quali sono aumentati in quindici anni da 108 a 625 unità. Sul versante lombardo lo studio condotto dall’Università di Bergamo evidenzia l’efficacia del modello dei distretti, capaci di attivare 166 municipalità grazie alla presenza di figure manageriali dedicate e alla pianificazione di eventi per la cittadinanza.

Gli impegni istituzionali e le scadenze normative

La competitività delle piccole e microimprese si lega in modo stretto alla capacità di fare sistema, abbandonando le logiche individuali per accedere a finanziamenti e competenze di marketing condiviso. I distretti rappresentano quindi uno snodo per elevare le competenze digitali e gestionali degli operatori economici.

L’assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Umbria ha manifestato l’intenzione di supportare questa transizione attraverso una fase di sperimentazione che coinvolgerà i due capoluoghi e alcuni centri inseriti nelle aree interne. I fondi strutturali della prossima programmazione disporranno di quote riservate per il comparto. Inoltre i vertici regionali hanno confermato l’avvio della fase di partecipazione per il nuovo Testo Unico del Commercio entro il mese di settembre, ponendosi come traguardo l’approvazione finale del documento entro il termine dell’anno in corso.

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