ASM Terni, Sindacato di base, sarà venduta ai privati

 
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ASM Terni Partito Comunista Terni, Leonardo Lagini fa gioco delle tre carte

ASM Terni, Sindacato di base, sarà venduta ai privati

Su ASM Terni S.p.A. l’USB aveva chiesto un incontro fin dal mese di settembre all’A.C., stante la preoccupazione crescente riguardo all’Azienda con un bilancio in passivo, condizione che necessariamente determina ricadute sia sui servizi erogati ai cittadini ed al territorio che sui lavoratori, dipendenti diretti ed indiretti di ASM: finalmente il 19 dicembre u.s. l’Assessore alle Aziende Partecipate del Comune di Terni ha incontrato i Sindacati con i vertici aziendali.

L’Assessore ha premesso telegraficamente la ferma intenzione di “valorizzazione dell’Azienda” quale obiettivo dell’A.C. nei confronti di ASM: nonostante le notizie a mezzo stampa presentino una fuga in avanti, che a suo parere non c’è stata, ha ammesso che ASM è al centro di molte trattative, perché ha tutte le carte in regola per diventare la più grande multiutility del Centro Italia.

Tale visione passa attraverso una riorganizzazione generale delle fin troppo numerose Aziende Partecipate del Comune di Terni, che vedrà Terni Reti diventare la holding di tutte quelle aziende e per ASM, l’idea è quella di deliberare un aumento di capitale molto consistente per potenziare l’Azienda: tra qualche mese andrà quindi presa la decisione per la scelta di un partner, sulla base di un progetto globale di rilancio oltre che della immissione di capitali, ma con la condizione inderogabile del mantenimento del controllo pubblico.

A tal proposito registriamo una inversione ad U, che ci appare deprecabile e preclusiva rispetto a future trattative, anche da parte del Presidente del CdA, che pochissimi mesi fa aveva escluso una vendita di ASM Holding, pur prendendo in considerazione la possibilità di partecipazioni minoritarie di privati nei vari settori di business.

Particolare attenzione ha anche destato quanto espresso in relazione al settore “GAS” di ASM , per quanto attiene alla vendita entro il 2019 della rete di distribuzione del gas, che dovrà essere necessariamente acquisita da un unico soggetto.

La partita “Sii”, infine, e le azioni ad essa relative che sono state illustrate, sembrerebbero andare nella giusta direzione di una riappropriazione del controllo pubblico, pur restando USB nella convinzione che il controllo pubblico non sia sufficiente, ma che si debba puntare sulla qualità della gestione, soprattutto in settori come quelli in questione, perché l’obiettivo deve essere esclusivamente l’interesse dei cittadini e dei territori, con l’esclusione del profitto.

Questo vale, ovviamente, anche per quanto riguarda la riorganizzazione delle Aziende Partecipate del Comune di Terni, con la trasformazione di “Terni Reti” in “Terni Holding”, come per la questione relativa alla vendita della rete di distribuzione del gas, rispetto alla quale sarebbe opportuno fare riferimento ad esperienze italiane ed anche europee (vedi per esempio Berlino) in cui c’è stata una riacquisizione del controllo pubblico delle reti idriche e del gas.

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È evidente quindi l’assoluta contrarietà di USB alla vendita al privato, anche solo di una quota minima di ASM, perché, come già ampiamente esplicitato, un’Azienda che eroga servizi pubblici essenziali deve essere totalmente pubblica, infatti il semplice “controllo” pubblico (ne abbiamo esempi concreti proprio con Sii) non garantisce aspetti fondamentali, quali la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, il livello dei servizi erogati e le relative tariffe applicate.

Ma non solo: la presenza del privato cambia di fatto il DNA di un’Azienda, portandola ad avere come obiettivo primario il profitto, senza considerare che alcuni soggetti privati, che con certezza sono interessati ad avere una partecipazione in ASM, hanno degli interessi in palese conflitto con quelli del nostro territorio e dei cittadini, in particolare per quanto attiene al Servizio Igiene Ambientale ed alla raccolta differenziata.

Proprio per questo non possiamo nascondere le forti perplessità

Proprio per questo non possiamo nascondere le forti perplessità rispetto al principale obiettivo espresso dall’Assessore, quello di far diventare ASM la più grande multiutility del Centro Italia: un’Azienda pubblica, al servizio dei cittadini deve avere una stabilità economica, ma non la vocazione al profitto che può derivare da politiche espansionistiche, ed ASM dovrebbe puntare sì a raggiungere tale stabilità economica, ma per poter, ad esempio, allestire gli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti, cosa che porterebbe, tra l’altro ad una crescita dei livelli occupazionali.

Quello che si è presentato alla città come il governo del cambiamento, opera dunque su ASM come su altro, senza soluzione di continuità con le amministrazioni precedenti.

Le RSU – USB di ASM S.P.A.

La Federazione USB Lavoro Privato – Terni

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