Zitta e muta dovrà pagare multa, oltre ai danni dell’auto, una disavventura perugina

Zitta e muta dovrà pagare multa, oltre ai danni dell'auto, una disavventura perugina

Zitta e muta dovrà pagare multa, oltre ai danni dell’auto, una disavventura perugina

PERUGIA – Proprio così. Dovrà pagare una multa e basta. Secondo il codice della strada avrebbe fatto una manovra non autorizzata dalle leggi e quindi la polizia municipale di Perugia l’ha sanzionata, rischiando pure la decurtazione dei punti della patente. Per la legge la signora ha sbagliato, ma per la logica umana no.

Il tutto è successo mercoledì scorso intorno le ore 10.30 in via Gustavo Benucci per andare verso San Martino in Campo, la via che parte da Ponte San Giovanni, attraversa la zona industriale, dal lato sinistro della superstrada, arrivando verso Torgiano, quasi all’altezza dello svincolo che porta a Balanzano.

Ecco il racconto della donna che riportiamo qui di seguito: 

«Con l’auto io e una persona, lato passeggero, prendiamo la via Gustavo Benucci. Appena si superano le due stazioni di servizio, che si trovano su entrambi i lati, si incontra un tratto di strada che potrebbe ricordare un campo minato in una zona di guerra. Un manto di strada non a norma di legge poiché pieno di buche, anche profonde. Lo stesso vale per la segnaletica che determina le corsie. Qualcosa di completamente sbiadito, in certi tratti assente (la via Benucci è una strada molto lunga).

Succede che per evitare di prendere una serie di buche che si trovano nel lato destro della mia corsia, sterzo verso sinistra prendendo in pieno un’altra buca della profondità di circa 20 cm la quale fa dare una botta alla mia macchina.  Mi fermo appena possibile, circa 15 metri, più avanti per controllare cosa fosse successo e noto un sostanzioso rigonfiamento sulla gomma davanti sinistra. Ritorno indietro a piedi per capire cosa fosse stato e trovo in mezzo alla carreggiata una buca con una lunghezza di circa 45-50 cm, una larghezza di cm 40 circa e una profondità di 20 cm circa.

Ritorno alla mia macchina e cerco di chiamare i vigili. Prima parlo col Comune, poi parlo con un ufficio, poi parlo con un altro ufficio, poi parlo ancora con un altro ufficio poi qualcuno mi chiude la chiamata.  Faccio il 112 e infine riesco a parlare con un responsabile che ci chiede umilmente scusa e mi spiega che lui da giorni non fa altro se segnalare ai Vigili e al Comune di macchine in difficoltà per via del manto stradale disastrato nel perugino. Dopo circa 40 minuti arriva una vigilessa piuttosto scocciata che insieme a me va a controllare il manto di strada da me indicato, e mi informa che mi farà una multa poiché la buca si trova al centro della carreggiata che divide le due corsie e io conseguentemente mi sono avvicinata troppo alla sinistra della mia corsia facendo un gesto controlegge. 

Manifesto il mio disappunto e faccio presente che mi sono dovuta avvicinare al lato sinistro perché alla mia destra vi erano diverse buche, che ho cercato di evitare per non rovinare la macchina, non perché mi piace fare lo slalom sulla strada. Mi viene detto che per legge ho il dovere di andare sempre e comunque dritto. Ho risposto che non sempre la teoria e la pratica combaciano poiché vi sono situazioni che magari non consentono questo (attraversamento improvviso di persone o animali per esempio). La signora vigilessa mi accusa chiedendo se le mie intenzioni sono quelle di investire altre macchine. Ecco, non so se rendo l’idea del trattamento che ho subito.

Appurato dalla vigilessa che le buche in quella strada sono veramente un pericolo, poiché hanno una profondità sostanziale, la vigilessa chiama il furgone del catrame che arriva immediatamente e che chiude diverse buche che sono un autentico attentato alla vita delle persone. Arriva un altra pattuglia chiamata dalla vigilessa che ci fa un verbale e tutti e tre i vigili mi cantano la stessa cantilena. Mi siamo troppo avvicinata al centro della carreggiata e questo comportamento merita la multa. 

Ho di nuovo cercato di spiegare che questo è successo perché la via Benucci per certi tratti e, a causa di tutte quelle buche, non è a norma di legge e questo mi ha obbligato a sterzare verso sinistra. O oltretutto non si capisce dove vengono divise le due corsie perché vi sono tratti completamente sbiaditi, assenti o coperti da continuo asfalto rifatto. Ho ricevuto altre frasi poco carine dalla parte delle forze dell’ordine: tipo se sto cercando delle buche di proposito o che sono fortunata che non mi applicano la legge 40 o che mi tolgono due punti dalla patente. 

Ecco. Ho perso 3 ore in mezzo alla strada, recandomi dal gommista ho dovuto sborsare euro 130,00 per una nuova gomma, mi è stata fatta una multa da quasi euro 40,00 circa perché anche se la strada non è a norma io non ho il diritto di avvicinarmi alla sinistra della mia corsia. Sono stata anche trattata male da chi a mio avviso doveva soltanto aiutarmi e avere la coerenza di costatare il disastro e il pericolo delle strade umbre. Io, e la persona che viaggiava con me, siamo allibiti e ci sentiamo offesi per quello che abbiamo dovuto vivere perché per responsabilità di chi NON gestisce a norma di legge la sua viabilità, io ne pago pesantemente le conseguenze. E’ democrazia questa?»

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