Vicenda Luis Suarez, tutto cominciò con la telefonata di Cherubini

 
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Vicenda Luis Suarez, tutto cominciò con la telefonata di Cherubini

Vicenda Luis Suarez, tutto cominciò con la telefonata di Cherubini

Federico Cherubini, il dirigente della Juventus, per primo ha chiesto informazioni per indirizzare Luis Suarez all’università per Stranieri di Perugia. Lo ha fatto telefonando al rettore dell’Univesità di Perugia, Maurizio Olivieri, estraneo ai fatti.

Il mio ruolo nella vicenda – ha spiegato il rettore – si è limitato a mettere in contatto il club calcistico con l’Università per stranieri di Perugia. Sono stato contattato da un conoscente (il rettore non ha mai fatto il suo nome), attualmente impegnato nell’entourage della Juventus, per sapere se presso l’Università degli Studi di Perugia fosse possibile sostenere l’esame per la certificazione di conoscenza della lingua italiana. Ho comunicato all’interlocutore che presso il nostro Ateneo non è disponibile questo tipo di servizio e che, probabilmente, faceva confusione tra il noi e l’Università per stranieri. Sia per ragioni di cortesia istituzionale, sia per il beneficio che la Città e il territorio ne avrebbero presumibilmente potuto trarre, ho provveduto a mettere in contatto l’interlocutore con la Governance dell’Università per stranieri.

Tengo inoltre a precisare che in nessuna occasione ho subito od operato alcuna sollecitazione, esplicita o implicita, che potesse lasciare intendere qualcosa di diverso rispetto alle semplici informazioni oggetto della conversazione.  Il mio ruolo nella vicenda si è quindi esaurito nelle brevi interlocuzioni necessarie allo scopo. Specifico che l’unica volta in cui sono entrato in contatto con il Dott. Paratici è stata in occasione di una garbata telefonata di cortesia, ricevuta alcuni giorni dopo l’esame, con la quale lo stesso voleva comunicarmi che l’entourage del calciatore era molto soddisfatto per l’accoglienza ricevuta presso l’Università per stranieri.  

Inoltre, è mio dovere chiarire – anche a causa della confusione creatasi nella diffusione della notizia – che l’Università degli Studi di Perugia e l’Università italiana per stranieri di Perugia sono due istituzioni accademiche totalmente autonome e distinte e che la prima non ha avuto alcun ruolo nella vicenda che sta occupando in questi giorni gli organi di stampa”.

Proseguono, intanto le indagini. Alcune immagini durante la prova confermerebbero le ipotesi investigative. Un video – riporta oggi il Messaggero dell’Umbria – racconterebbe questo esame durato pochi minuti. Un esame, quello per l’ottenimento del diploma di livello B1. Un pdf inviato pochi giorni prima della prova. Secondo la ricostruzione degli inquirenti ci sarebbero le “indicazioni” per l’esame da sostenere. Quel file è stato inviato – secondo le indagini – dalla professoressa Spina a Suarez tramite la piattaforma Teams e studiato nel corso delle quattro lezioni. Il file Pdf che gli investigatori hanno recuperato sarebbe identico a quanto poi chiesto durante l’esame. Questa mattina, in procura, si terranno gli accertamenti tecnici irripetibili sui computer sequestrati, alla ricerca di prove e conferme delle accuse. Tutti gli indagati insistono sulla correttezza del proprio operato.

“Il caso Suarez è preoccupante sotto diversi aspetti. Sarà la magistratura, naturalmente a ricostruire fatti ed eventuali reati, ma in ogni caso l’Università per Stranieri di Perugia, uno dei simboli dell’apertura internazionale della città, “ambasciatrice” della lingua e della cultura italiana nel mondo, rischia seriamente di cedere sotto questo ennesimo colpo. Sarebbe opportuno, per questo, attendersi dai vertici dell’Ateneo un gesto di grande chiarezza, per il bene e nell’interesse dell’istituzione, di chi ci lavora e della città tutta”. Così in una nota Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, e Domenico Maida, segretario generale della Flc Cgil Umbria.
“Da tempo l’Università per Stranieri vive una crisi profonda – continuano i due rappresentanti sindacali – in termini prima di tutto di nuove iscrizioni, ridotte ai minimi storici. E poi ci sono le ormai annose e ricorrenti inchieste della magistratura che gettano pesanti ombre sull’operato dell’amministrazione universitaria”. A tutto questo ora si aggiunge il nuovo deprecabile episodio, finito sulle prima pagine dei giornali di tutto il mondo: “Dare l’impressione che i potenti e i ricchi possano ottenere diplomi e riconoscimenti senza sforzo alcuno, mentre gli studenti comuni devono studiare duramente per conseguire gli stessi risultati, è un pessimo modo per rilanciare un’immagine già sbiadita di quella che è stata la più importante istituzione culturale per stranieri nel nostro Paese. Di fronte al silenzio imbarazzante delle istituzioni locali, Comune e Regione in primis – concludono Sgalla e Maida – la Cgil, nell’interesse prima di tutto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università per Stranieri, chiede con forza segnali di discontinuità e rinnovamento. Ne va del futuro di una istituzione fondamentale per l’Umbria”.

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