Il cellulare trovato da un passante ha ristretto l’area di ricerca
Si sono concluse tragicamente le ricerche dell’uomo di circa ottant’anni scomparso giovedì scorso. Il corpo dell’anziano è stato ritrovato senza vita oggi nel territorio comunale di Umbertide, al termine di un’imponente operazione che aveva impegnato senza interruzioni soccorritori e forze dell’ordine.
L’uomo, residente a San Venanzo, in provincia di Terni, era affetto da Alzheimer. Le ricerche si erano progressivamente concentrate nel territorio di Umbertide dopo il ritrovamento della sua automobile.
La Suzuki Jimny nera utilizzata dall’ottantenne era stata infatti individuata nella tarda serata di venerdì in località Racchiusole. Da quel momento l’intero dispositivo di soccorso era stato riposizionato nell’area circostante, avviando perlustrazioni sempre più capillari.
Il cellulare trovato intorno a mezzogiorno
Una svolta nelle ricerche è arrivata nella mattinata di oggi. Intorno alle 12 un passante ha ritrovato il telefono cellulare dell’uomo, fornendo ai soccorritori un elemento che ha consentito di restringere ulteriormente l’area da controllare.
Le squadre si sono quindi concentrate in una zona situata a circa un chilometro in linea d’aria dal punto nel quale era stata trovata l’automobile.
Le caratteristiche del territorio hanno reso particolarmente difficili le operazioni. La presenza di una vegetazione molto fitta rallentava infatti l’avanzamento a piedi, imponendo ai soccorritori un’attenta perlustrazione dell’area.
Poco dopo il ritrovamento del cellulare è arrivato il tragico epilogo: le squadre hanno individuato il corpo dell’ottantenne, ormai privo di vita.
Ricerche proseguite anche durante la notte
Il dispositivo di ricerca aveva continuato a operare anche nelle ore notturne, soprattutto dopo il rinvenimento della Suzuki Jimny a Racchiusole.
Il coordinamento sul posto era stato affidato ai Vigili del Fuoco, attraverso l’Unità di Comando Locale e il personale specializzato TAS, Topografia Applicata al Soccorso.
Nel corso delle operazioni sono stati impiegati diversi nuclei specialistici dei Vigili del Fuoco di Perugia, compresi gli operatori TAS e SAPR, questi ultimi dotati di sistemi aerei a pilotaggio remoto.
Alle ricerche hanno partecipato inoltre il nucleo cinofilo e l’elicottero Drago, utilizzati per estendere le verifiche anche alle aree più difficili da raggiungere.
Mobilitato un vasto dispositivo di soccorso
Accanto ai Vigili del Fuoco sono stati impegnati i volontari della Protezione Civile, i Carabinieri e il SASU, che hanno collaborato nelle perlustrazioni del territorio.
L’operazione aveva interessato un’area particolarmente complessa proprio per la conformazione del terreno e la presenza di vegetazione, richiedendo l’impiego coordinato di uomini, mezzi, unità cinofile e sistemi tecnologici.
Il ritrovamento dell’automobile aveva rappresentato il primo elemento decisivo per circoscrivere le ricerche. Quello del telefono cellulare, avvenuto oggi, ha permesso di restringere ulteriormente il raggio delle perlustrazioni.
Con il rinvenimento del corpo dell’ottantenne si conclude il dispositivo di ricerca attivato dopo la sua scomparsa e proseguito senza sosta fino al tragico ritrovamento di oggi.

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