Trovato tablet, in mano a un detenuto, nel carcere di Capanne
In seguito a un’attività di monitoraggio e controllo impegnativa che si è protratta per diversi giorni, è stato rinvenuto un tablet insieme a una SIM card con connessione dati e possibilità di effettuare chiamate, appartenenti a un detenuto italiano di circa 40 anni condannato all’ergastolo per omicidio. L’operazione è stata portata a termine dalla Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Perugia, “Capanne”, come comunicato da Angelo Romagnoli della segreteria regionale U.I.L.P.A..
Grazie alla competenza e all’intuizione degli Agenti di Polizia Penitenziaria, guidati dal Dirigente Aggiunto Andrea Tosoni, attualmente comandante facente funzioni, è stato possibile individuare il tablet ancora in possesso del detenuto e procedere al suo sequestro. L’intero episodio è stato prontamente segnalato alle autorità giudiziarie.
Nonostante l’entrata in vigore di una recente disposizione penale, l’articolo 391 ter del Codice Penale, che prevede sanzioni per l’ingresso e la detenzione illegale di dispositivi di comunicazione all’interno degli istituti penitenziari, sembra che il problema non abbia diminuito la sua portata.
L’Organizzazione sindacale esprime apprezzamento per l’operato del personale della Polizia Penitenziaria coinvolto nell’azione e auspica un riconoscimento adeguato per la loro competenza e dedizione. Allo stesso tempo, sollecita l’Amministrazione Penitenziaria a intraprendere azioni immediate. Tra le possibili misure, è fondamentale considerare l’installazione di apparecchiature atte a schermare le strutture carcerarie. Queste iniziative mirano a neutralizzare la possibilità per i detenuti di utilizzare mezzi di comunicazione non autorizzati, contribuendo così a preservare la sicurezza e l’integrità delle istituzioni penitenziarie.

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