Uno dei sanitari risarcisce la Regione con pagamento ridotto
Un ritardo diagnostico ha provocato la morte di un paziente presso l’ospedale Santa Maria di Terni, con conseguente danno erariale da 500 mila euro a carico della Regione Umbria, che ha risarcito in via stragiudiziale i familiari della vittima. La Corte dei conti dell’Umbria ha ora riconosciuto la responsabilità contabile di quattro medici, tra cui il direttore della struttura complessa di Urologia, due urologi e un internista. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria.
I fatti risalgono al 30 settembre 2014, quando il paziente era stato sottoposto a nefroureterectomia per una neoplasia renale. Nei giorni successivi si erano manifestati sintomi progressivi – tachicardia, sudorazione, dispnea – che, secondo quanto ricostruito dalla Procura contabile, non furono valutati con la dovuta tempestività. La diagnosi di embolia polmonare bilaterale e trombosi venosa fu formulata solo il 7 ottobre, poche ore prima dell’arresto cardiaco risultato fatale.
La Consulenza tecnica d’ufficio del processo civile ha rilevato una condotta «gravemente omissiva, imprudente, imperita e negligente» da parte dei sanitari, che avrebbero sottovalutato i sintomi del paziente tra il 3 e il 6 ottobre, ritardando gli esami cruciali.
L’importo complessivo del danno è stato suddiviso in quote da 125 mila euro ciascuna. Uno dei medici ha chiesto la definizione anticipata del procedimento, risarcendo 37.500 euro (pari al 30% della quota a lui imputata), con parere favorevole della Procura. Il collegio giudicante della Corte dei conti – composto da Giuseppe De Rosa, Giuseppe Vicanolo ed Elisabetta Conte – ha accolto la richiesta.
Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle responsabilità medico-sanitarie e alle ricadute erariali per le aziende ospedaliere, spesso chiamate a rispondere economicamente per errori che generano contenziosi civili e risarcimenti elevati.

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