Il Comune ha rinunciato, la BolaWrap non è priorità
Le tre pistole Taser acquistate dal Comune di Perugia sono ancora chiuse in un armadio blindato e lì continueranno a restare. La giunta guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi ha infatti deciso di interrompere il percorso avviato dall’amministrazione precedente, che aveva dotato la polizia locale di questo strumento di difesa ritenuto innovativo. La scelta ha riaperto il dibattito in città, soprattutto dopo i recenti episodi registrati a Olbia e Genova, dove l’utilizzo dell’arma elettrica ha sollevato perplessità e polemiche.
Era il mese di ottobre 2024 quando la giunta Romizi aveva – come scrive Michele Nucci su La Nazione – concluso la fase sperimentale durata sei mesi e messo all’ordine del giorno della Commissione Affari istituzionali un regolamento volto a disciplinarne definitivamente l’impiego. Quel passo doveva sancire l’ingresso stabile del Taser tra gli strumenti a disposizione degli agenti municipali. Tuttavia, la discussione non arrivò mai in aula. La nuova sindaca Ferdinandi convocò i capigruppo di maggioranza per un confronto sulla prosecuzione del progetto e l’indicazione politica maturata fu quella di fermarsi. Da allora il dossier è rimasto congelato.
L’investimento sostenuto dal Comune non è stato irrilevante: 17.500 euro per le tre pistole elettriche, a cui si aggiungono 1.240 euro per l’armadio blindato destinato alla loro custodia. Una spesa complessiva che oggi appare immobilizzata insieme agli strumenti.
A febbraio scorso la prima cittadina aveva motivato la decisione richiamando le valutazioni delle autorità sanitarie, secondo cui il Taser, se impiegato su persone con gravi alterazioni psicofisiche, può trasformarsi in un dispositivo potenzialmente letale. «È dovere di un’amministrazione – spiegò allora Ferdinandi – puntare a strumenti di deterrenza che non comportino un rischio così elevato». In quest’ottica fu presa in considerazione un’alternativa già sperimentata in altri comuni, come Pavia: la BolaWrap, una pistola che lancia una cordicella in grado di immobilizzare un soggetto senza effetti fisici potenzialmente mortali.
Nel mese di luglio si svolse a Palazzo dei Priori una riunione alla Sala Rossa con la partecipazione della sindaca, di tecnici comunali e dei rappresentanti dell’azienda produttrice della BolaWrap. Successivamente la stessa società organizzò una dimostrazione pratica presso la sede della polizia locale. Ma dopo quella giornata nulla si è mosso: il progetto si è arenato e il tema non è stato più messo all’attenzione dell’agenda politica.
Il consigliere comunale delegato alla Sicurezza, Antonio Donato, ha commentato che «al momento la BolaWrap non rappresenta una priorità». Una dichiarazione che lascia intendere come anche questo dispositivo, presentato come opzione sostitutiva e meno rischiosa rispetto al Taser, rischi di fare la stessa fine e restare inutilizzato.
Intanto, il dibattito cittadino resta aperto. C’è chi sottolinea come le pistole elettriche, se ben regolamentate, possano garantire maggiore tutela agli agenti in situazioni di pericolo. Altri invece ribadiscono le criticità legate alla salute delle persone coinvolte e alla possibilità che l’uso di tali strumenti sfoci in conseguenze gravi e imprevedibili.
Il nodo rimane politico e amministrativo: da un lato la necessità di dotare la polizia locale di mezzi efficaci di difesa e contenimento, dall’altro la volontà di ridurre al minimo i rischi di lesioni gravi. In questo equilibrio, la scelta dell’amministrazione Ferdinandi sembra orientata a sospendere ogni decisione definitiva, lasciando di fatto gli strumenti chiusi in un armadio.
Mentre altre città italiane proseguono sperimentazioni e test su nuove tecnologie di immobilizzazione non letali, a Perugia l’intero dossier resta in stallo. Nessuna nuova direttiva, nessuna sperimentazione attiva. Solo apparecchiature costose e sigillate, simbolo di una discussione che divide politica e opinione pubblica, senza trovare al momento una via d’uscita concreta.

Evidentemente per l’amministrazione attuale la SICUREZZA dei Cittadini non è una priorità. Tra quattro anni ci saranno di nuovo le elezioni comunali e gli elettori si ricorderanno di tutto, non solo della sicurezza, ma anche dello stato delle strade.