La decisione d’urgenza consente l’accesso agli esami orali
È stata sospesa e allontanata dall’aula nel corso della prima prova scritta dell’esame di maturità per la sola presenza di un telefono cellulare nello zaino. Ora, con un provvedimento cautelare, il Tar dell’Umbria ne ha disposto la riammissione alla sessione suppletiva degli esami di Stato. La vicenda riguarda una studentessa di un istituto superiore di Terni, esclusa il 19 giugno durante l’avvio della sessione d’esame. Il tribunale amministrativo ha stabilito che potrà svolgere le prove a partire dal 2 luglio.
Secondo quanto ricostruito nei documenti ufficiali, la ragazza si era regolarmente seduta al proprio posto quando, prima dell’inizio della prova vera e propria, è stata trovata in possesso di un cellulare. Non vi è traccia di un uso effettivo del dispositivo, né di un tentativo di utilizzo improprio. Tuttavia, la semplice presenza del telefono ha determinato l’immediata interruzione della sua partecipazione all’esame e l’annullamento delle prove. Il dirigente scolastico ha formalizzato l’esclusione immediata dalla sessione ordinaria, con divieto di prosecuzione o ripetizione delle prove scritte.
La studentessa, che presenta una media scolastica superiore all’otto, ha presentato ricorso urgente al Tar dell’Umbria, sostenendo l’illegittimità della misura adottata. La difesa ha chiesto l’annullamento del provvedimento scolastico e di ogni disposizione che interpreti il possesso di un cellulare, indipendentemente dal suo uso, come causa sufficiente per l’esclusione definitiva dall’esame. Il ricorso è stato esaminato con procedura d’urgenza.
Il presidente del Tar, Pierfrancesco Ungari, ha firmato un decreto cautelare in cui si accoglie la richiesta della ricorrente, evidenziando la necessità di tutelare il suo interesse a concludere l’iter scolastico con la sessione suppletiva già fissata. Il giudice ha ritenuto prevalente la tutela del diritto allo studio rispetto al mantenimento di una misura disciplinare che, allo stato attuale, non è supportata da una valutazione sulla concreta volontà di eludere le regole dell’esame.
Nel decreto si legge che, alla luce dell’articolo 56 del codice del processo amministrativo, vi sono le condizioni per un provvedimento d’urgenza a tutela della studentessa. L’interesse della ricorrente a sostenere l’esame nella sessione suppletiva del 2 luglio, prevista per l’anno scolastico 2024/2025, è stato ritenuto prioritario, anche in considerazione del fatto che tale misura non comporta per l’amministrazione scolastica un pregiudizio rilevante, né in termini organizzativi né d’immagine.
L’ammissione della studentessa alla sessione suppletiva è stata disposta “con riserva”, lasciando aperta la possibilità che, nel caso emergano nuovi elementi o una diversa interpretazione dei fatti, il provvedimento cautelare possa essere modificato o revocato. Nel frattempo, la scuola è incaricata di calendarizzare la prova orale e comunicarne con tempestività la data alla candidata.
Non è stato specificato, nel testo del decreto, il nome dell’istituto scolastico coinvolto. Anche il Ministero dell’Istruzione non si è costituito in giudizio, mentre la difesa della ragazza è stata assunta dall’avvocato Maria Di Paolo. Il Tar ha fissato la trattazione collegiale del ricorso per il prossimo 22 luglio, data entro la quale si valuteranno nel merito le motivazioni del provvedimento scolastico e le istanze presentate dalla ricorrente.
L’episodio riapre il dibattito sull’interpretazione delle disposizioni relative all’uso e al possesso dei dispositivi elettronici durante gli esami di Stato. Le disposizioni del Ministero vietano l’utilizzo di telefoni cellulari durante le prove, ma non specificano le conseguenze per il solo possesso, qualora questo non si accompagni a un comportamento scorretto. Il caso di Terni, pertanto, assume rilievo non solo per l’impatto individuale sulla carriera scolastica della studentessa, ma anche per il potenziale precedente giurisprudenziale che potrebbe determinare.
Il provvedimento del Tar si inserisce in un contesto normativo che prevede misure cautelari per salvaguardare i diritti fondamentali degli studenti, tra cui il diritto all’istruzione e al completamento del percorso scolastico. In attesa della pronuncia definitiva del tribunale amministrativo, la studentessa potrà dunque concludere gli esami nella sessione riservata ai candidati ammessi con riserva o impossibilitati a partecipare alla sessione ordinaria per cause documentate.

Commenta per primo