Stazione ferroviaria Ponte San Giovanni, allarme attraversamenti a raso

 
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Stazione ferroviaria Ponte San Giovanni, pericolo attraversamenti a raso

Stazione ferroviaria Ponte San Giovanni, allarme attraversamenti a raso

Di Gino Goti
Le lamentele dei cittadini abitanti vicino alla stazione ferroviaria di Ponte San Giovanni (per l’inquinamento acustico e ambientale) hanno destato interesse e considerazioni di chi ha letto gli articoli apparsi sui giornali. Qualcuno ha fatto notare che nella stazione di Umbertide sono parcheggiati locomotori elettrici, magari dipinti dai soliti “pittorucoli” che si credono Raffaello, ma elettrici e stanno fermi e inutilizzati.

E poi a proposito della stazione di Ponte San Giovanni qualcuno si è chiesto “ma con tutti i lavori e i soldi spesi per il sottopassaggio avveniristico ancora i passeggeri in partenza sul secondo e terzo binario sono costretti ad attraversare i binari come nel 1800, quando fu inaugurata la stazione. Il sottopasso serve soltanto il quarto e quinto binario con ampie scale e con un ascensore per i disabili.

Però i due binari più attivi (il primo è praticamente inutilizzato e le rotaie si sono arrugginite) si devono raggiungere attraversando i binari con il comprensibile disagio e pericolo che creano anche se il servizio di altoparlanti mette in guardia del pericolo e delle attenzioni da tenere per l’attraversamento. Si era annunciata una “stazione” dall’alto livello di funzionalità tipo quelle dove transitano e fermano i treni ad alta velocità, ma molte cose sono, inspiegabilmente, rimaste al 1800, cioè oltre 150 anni fa’.

E noi continuiamo a far salire a Terontola turisti, operatori commerciali, lavoratori (provenienti dal nord) su locomotori che puzzano di gasolio bruciato e diffondono il cattivo odore nelle stazioni e lungo il percorso. Un bell’invito all’ingresso nel cuore verde d’Italia: che verde sarà, per fortuna, ma maleodorante e pericoloso per la salute e per l’immagine di degrado e arretratezza.

E si ha il coraggio di parlare di treni alimentati a idrogeno per la tratta Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna, una eterna costruenda ferrovia che sta costando al contribuente 600.000 euro al mese e deturpando un paesaggio idilliaco, quello che il cartografo perugino Cipriano Piccolpasso, nel 1600 o giù di lì, definì: “vero paradiso terrestre, ricco di frutti, di viti, di olivi e di orti.”

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