Gip dispone il divieto di avvicinamento dopo la denuncia donna
Una vicenda di presunti atti persecutori ai danni di una giovane donna si è conclusa con l’applicazione di una misura cautelare personale disposta dall’autorità giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti emesso un divieto di avvicinamento alla persona offesa, accompagnato dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo di 75 anni, residente fino a poco tempo fa in una frazione del territorio di Città di Castello.
Il provvedimento è arrivato al termine delle indagini avviate dopo la denuncia presentata dalla presunta vittima al Commissariato di Polizia di Città di Castello. Gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno consentito di ricostruire il quadro che ha portato la Procura della Repubblica a chiedere l’applicazione delle misure cautelari a tutela della donna.
Una vicenda nata nel contesto di vicinato
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, e rirpotato da La Nazione oggi, la vicenda avrebbe avuto origine all’interno della piccola comunità nella quale abitavano sia l’indagato sia la giovane, una 28enne residente nella stessa frazione del comprensorio tifernate.
Gli elementi raccolti durante le indagini delineano una situazione nella quale quella che inizialmente poteva apparire come un’eccessiva attenzione nei confronti della vicina si sarebbe progressivamente trasformata in una condotta ritenuta persecutoria, incidendo sulla serenità e sulla libertà della donna.
L’attività investigativa ha preso forma dopo la denuncia della giovane, che ha riferito alle forze dell’ordine una serie di episodi ritenuti sempre più invasivi e preoccupanti.
L’episodio che ha portato alla denuncia
L’episodio ritenuto più grave si sarebbe verificato nei pressi delle abitazioni dei due protagonisti della vicenda.
Secondo la ricostruzione investigativa, il 75enne avrebbe iniziato a seguire la donna durante i suoi spostamenti quotidiani, arrivando a compiere gesti osceni proprio mentre la giovane usciva di casa. L’uomo sarebbe stato visto mentre teneva un comportamento ritenuto inequivocabile, senza preoccuparsi della possibile presenza di altre persone nella zona.
Di fronte all’escalation della situazione, la 28enne si è rivolta al Commissariato di Polizia di Città di Castello, formalizzando una denuncia che ha dato il via agli approfondimenti investigativi.
Le indagini e la misura cautelare
Gli accertamenti eseguiti dalle forze dell’ordine hanno consentito alla Procura di ritenere sussistenti gli elementi necessari per richiedere una misura cautelare a tutela della persona offesa.
Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto il divieto di avvicinamento, affiancato dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura che permette il controllo del rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Prima dell’emissione di questo provvedimento, nei confronti dell’indagato erano già stati applicati gli arresti domiciliari.
Il trasferimento in un altro Comune
Nel corso del procedimento, il difensore dell’uomo, l’avvocato Eugenio Zaganelli, ha preso atto della situazione emersa nel fascicolo e della necessità di evitare qualsiasi ulteriore contatto tra il proprio assistito e la persona offesa.
Su indicazione del legale, il 75enne ha quindi deciso di lasciare definitivamente la frazione nella quale risiedeva, trovando una nuova sistemazione abitativa nel territorio comunale di Sansepolcro, in provincia di Arezzo.
Il trasferimento oltre il confine regionale è stato effettuato con l’obiettivo di ridurre il rischio di eventuali contatti con la giovane donna e prevenire possibili ulteriori episodi.
Il monitoraggio resta attivo
Lo spostamento dell’indagato non modifica tuttavia le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
L’uomo rimane infatti sottoposto al divieto di avvicinamento e al costante controllo garantito dal braccialetto elettronico, che consente di verificare il rispetto delle limitazioni stabilite dal giudice.
L’indagine prosegue nell’ambito del procedimento penale, mentre le misure cautelari restano finalizzate alla tutela della presunta vittima e a impedire qualsiasi possibile reiterazione delle condotte contestate.

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