Smantellata rete della cocaina, cinque misure cautelari a Terni

Smantellata rete della cocaina, cinque misure cautelari a Terni

Oltre cento cessioni ricostruite, sequestrato oltre un chilo cocaina

La Squadra Mobile della Questura di Terni, nelle prime ore della giornata, ha eseguito cinque misure cautelari coercitive nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni su un’estesa attività di spaccio di cocaina nel capoluogo umbro. Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni al termine di un’articolata attività investigativa che ha consentito di ricostruire oltre cento episodi di cessione di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto reso noto dagli investigatori, gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, allo stato delle indagini, di aver preso parte a una rete di spaccio operativa nel territorio cittadino. L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa sviluppata nel tempo e finalizzata a contrastare il traffico di cocaina nella città di Terni.

Le misure cautelari eseguite

I provvedimenti cautelari riguardano cinque persone. Nel dettaglio sono state eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere, due arresti domiciliari e un divieto di dimora nella provincia di Terni.

Le misure sono state emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica.

L’attività investigativa ha consentito agli inquirenti di delineare un quadro indiziario che, secondo l’accusa, riguarda un numero significativo di episodi di spaccio avvenuti nel territorio comunale.

Sequestrati cocaina e denaro

Nel corso delle indagini gli investigatori hanno proceduto al sequestro di un chilogrammo e duecento grammi di cocaina, quantitativo ritenuto riconducibile all’attività di spaccio oggetto dell’inchiesta.

Oltre allo stupefacente è stato sequestrato anche denaro contante, ritenuto dagli investigatori provento dell’attività illecita. Gli accertamenti svolti hanno inoltre consentito di ricostruire la rete di distribuzione della sostanza e di raccogliere ulteriori elementi investigativi a supporto dell’inchiesta.

Il materiale sequestrato costituisce uno degli elementi emersi durante l’attività investigativa che ha portato all’emissione delle misure cautelari eseguite nella mattinata.

Identificati oltre sessanta acquirenti

L’indagine ha inoltre permesso di identificare oltre sessanta acquirenti di cocaina, successivamente segnalati alla competente autorità amministrativa secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

L’identificazione dei consumatori rappresenta uno degli aspetti emersi durante gli approfondimenti investigativi svolti dalla Squadra Mobile, che hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di acquisto e cessione della sostanza stupefacente.

L’attività degli investigatori si è concentrata sulla ricostruzione dei rapporti tra gli indagati e gli acquirenti, permettendo di documentare un numero elevato di episodi contestati e di delineare l’entità del fenomeno oggetto dell’inchiesta.

Il coordinamento della Procura

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Terni su delega della Procura della Repubblica di Terni, che ha coordinato tutte le fasi dell’indagine fino alla richiesta delle misure cautelari successivamente accolte dal Giudice per le indagini preliminari.

L’intervento eseguito nelle prime ore della giornata conclude una fase investigativa particolarmente articolata, sviluppata attraverso attività di polizia giudiziaria che hanno consentito di raccogliere gli elementi ritenuti necessari per l’emissione dei provvedimenti restrittivi.

La presunzione di innocenza

Come previsto dall’ordinamento italiano, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti delle persone raggiunte dalle misure cautelari vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Le contestazioni formulate dall’autorità giudiziaria saranno quindi oggetto delle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge.

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