Sequestro droga Capanne doppio blitz della polizia penitenziaria

Sequestro droga Capanne doppio blitz della polizia penitenziaria

Nel carcere di Perugia scovati hashish e cocaina ai colloqui

Ancora un doppio intervento operativo all’interno della Casa circondariale di Capanne, dove la Polizia Penitenziaria ha intercettato e sequestrato sostanze stupefacenti destinate al circuito detentivo, bloccando due distinti tentativi di introduzione di droga nel giro di poche ore. L’azione, maturata nel fine settimana e proseguita il giorno successivo, conferma l’intensificazione dei controlli e la costante pressione degli agenti contro il traffico illecito che tenta di infiltrarsi negli istituti di pena.

Controlli ordinari e scoperta dei panetti

Durante una perquisizione interna programmata, il personale ha rinvenuto otto panetti di hashish termosaldati, per un peso complessivo superiore agli ottanta grammi, nascosti tra effetti personali e suppellettili. Il materiale, confezionato in modo da eludere i controlli visivi e olfattivi, era destinato con ogni probabilità alla distribuzione tra più detenuti. Il sequestro ha impedito che la sostanza entrasse nel circuito interno, dove la presenza di stupefacenti alimenta tensioni, debiti e dinamiche di microcriminalità.

L’operazione è stata condotta con modalità ordinarie ma con particolare accuratezza, segno di un monitoraggio continuo delle aree più sensibili della struttura. La droga è stata repertata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Blocco all’ingresso dei colloqui

A distanza di poche ore, un secondo intervento ha interessato l’area dei colloqui con i familiari. Qui gli agenti hanno fermato un visitatore che tentava di introdurre cinque grammi di cocaina, occultati addosso con modalità ritenute compatibili con il passaggio dei controlli. L’ispezione ha consentito di intercettare la sostanza prima dell’accesso, evitando che venisse consegnata al destinatario.

Il sistema di vigilanza sugli ingressi, potenziato con verifiche mirate e controlli a campione, si è rivelato determinante. L’episodio conferma come il canale dei colloqui resti uno dei principali punti di pressione per i tentativi di introduzione di stupefacenti e telefoni cellulari.

L’apprezzamento del SAPPE

Sull’esito delle operazioni è intervenuto Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per l’Umbria, che ha espresso riconoscimento per il lavoro svolto dagli agenti. Il sindacato sottolinea come i risultati siano stati raggiunti in un contesto segnato da carenze di organico, dotazioni limitate e carichi di servizio elevati, condizioni che rendono più complessa l’attività di prevenzione.

Secondo il rappresentante sindacale, i sequestri rappresentano solo la parte visibile di un fenomeno più ampio, con tentativi ricorrenti di far entrare droga e dispositivi di comunicazione all’interno delle strutture detentive.

Richieste di misure straordinarie

Dal SAPPE arriva anche la richiesta di perquisizioni generali straordinarie, con l’impiego di unità cinofile e reparti specializzati, sul modello di quanto già sperimentato in altri istituti italiani. L’obiettivo è rafforzare la capacità di intercettazione e ridurre in modo strutturale i canali di approvvigionamento illecito.

Tra le proposte avanzate figura inoltre il trasferimento immediato dei detenuti coinvolti nei traffici, anche verso strutture lontane dal territorio di riferimento, così da interrompere eventuali reti di contatto esterne e spezzare le filiere organizzate.

Sicurezza e prevenzione quotidiana

Il doppio sequestro avvenuto a Capanne restituisce l’immagine di una sorveglianza costante, fatta di verifiche puntuali, esperienza sul campo e conoscenza delle dinamiche interne. L’attività quotidiana degli agenti si traduce in interventi rapidi e discreti che mirano a preservare la sicurezza dell’istituto, tutelare il personale e garantire condizioni di legalità.

Nel bilancio delle ultime quarantotto ore, l’azione della Polizia Penitenziaria ha impedito l’ingresso di sostanze che avrebbero potuto alimentare ulteriori criticità. Un risultato operativo che consolida la linea del contrasto continuo al traffico di stupefacenti all’interno del sistema carcerario umbro.

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