Sentenza appello tragedia Rigopiano, cambiamenti e condanne
Sentenza appello tragedia Rigopiano – Nel processo d’appello relativo alla tragica vicenda dell’Hotel Rigopiano del 2017, la Corte d’appello dell’Aquila ha emesso una sentenza che comporta significative modifiche rispetto al primo grado. La tragedia, che causò la morte di ventinove persone, tra cui il trentatreenne Alessandro Riccetti, originario di Terni, ha visto tre imputati assolti nel primo grado, mentre l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, è stato condannato a un anno e otto mesi per falso e omissioni di atti di ufficio.
In contrasto con la sentenza di primo grado, la Corte d’appello ha escluso l’ipotesi di disastro colposo, l’accusa più grave, ma ha confermato l’assoluzione per ventidue imputati. La novità più significativa è la condanna di Provolo, rappresentante dello Stato sul territorio, per aver omesso la convocazione della sala operativa, la quale avrebbe potuto prevenire il disastro, poiché le segnalazioni sulla turbina erano state avanzate tre giorni prima del tragico crollo.
La nuova sentenza ha portato a ulteriori condanne, rispetto al primo grado, includendo il sindaco, due funzionari della provincia, l’ex gestore dell’albergo e un consulente. Inoltre, sono stati ritenuti responsabili anche un collaboratore del prefetto e il tecnico comunale, quest’ultimo per aver consentito la costruzione dell’albergo in un’area a rischio valanghe.
Questi sviluppi aprono la strada al risarcimento per i familiari delle vittime, in particolare per coloro che hanno perso la vita nella tragedia dell’Hotel Rigopiano. L’avvocato Giovanni Ranalli, rappresentante legale della madre di Alessandro Riccetti, esprime una parziale soddisfazione per il riconoscimento di alcune responsabilità, evidenziando che la giustizia, sebbene non possa restituire i loro cari, sta avanzando nell’accertamento delle responsabilità.
Nonostante le modifiche nella sentenza di appello, persiste il dolore e l’amarezza per la conferma che la tragedia avrebbe potuto essere evitata, mettendo in luce la necessità di una maggiore attenzione e responsabilità nelle decisioni che riguardano la sicurezza pubblica. “La giustizia non può ridarmi Alessandro”, afferma la madre del giovane receptionist, sottolineando la perdita irreparabile e la necessità di rendere conto delle negligenze che hanno portato alla tragedia dell’Hotel Rigopiano.

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