Il giudice esamina lesioni e perizia, la difesa farà appello
📌 FLASH NEWS – Otto mesi con pena sospesa al carabiniere per lesioni a un sedicenne nella caserma di Assisi nel 2021. Il giudice ha valorizzato referto, foto e accertamenti medico legali. Provvisionale di 3.000 euro. La difesa farà appello.
Un carabiniere di 54 anni è stato condannato a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per le lesioni provocate a un sedicenne nella caserma della Compagnia di Assisi. La decisione è stata pronunciata da Angela Avila, giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Perugia, al termine del procedimento celebrato con rito abbreviato nel giugno scorso. Il difensore del militare, Delfo Berretti, ha annunciato che presenterà appello. Al giovane dovrà essere riconosciuto anche un risarcimento. La sentenza dispone intanto una provvisionale di 3.000 euro.
I fatti nella notte del giugno 2021
L’episodio risale alla notte tra il 10 e l’11 giugno 2021. Il ragazzo era stato accompagnato in caserma insieme ad altri minorenni dopo un intervento dei Carabinieri in una comunità.
Secondo il racconto del sedicenne, accolto dal giudice, il militare lo aveva portato in una stanza, ordinandogli di appoggiare le mani al muro. Negli uffici sarebbe quindi avvenuta l’aggressione, iniziata con schiaffi al volto e calci e proseguita con una gomitata al lato destro del torace e un pugno all’occhio sinistro. Gli accertamenti sanitari documentarono ecchimosi all’occhio sinistro e all’avambraccio sinistro, oltre a dolore post traumatico nella parte destra del torace. La prognosi fu di sei giorni.
Il confronto tra le testimonianze
Nelle 27 pagine della sentenza, le dichiarazioni della persona offesa vengono esaminate insieme a quelle degli altri ragazzi e dei militari presenti. Un minorenne riferì di aver visto il sedicenne afferrato al collo e di aver sentito rumori provenire dalla stanza. Un altro raccontò di averlo osservato uscire dall’ufficio con il volto arrossato. Il confronto tra queste versioni ha riguardato gli spostamenti all’interno della caserma e i momenti nei quali il giovane sarebbe rimasto solo con l’imputato.
L’interruzione della bodycam e le prove mediche
Nelle registrazioni della bodycam indossata dal carabiniere manca un’ora, tra le quattro e le cinque del mattino. L’interruzione coincide con la fascia temporale della permanenza del ragazzo negli uffici ed è stata ritenuta significativa dal giudice. Il peso principale nella motivazione viene però attribuito alla documentazione sanitaria. La consulente Anna Maria Verdelli ha analizzato il referto del pronto soccorso, le fotografie e la compatibilità delle lesioni con la dinamica denunciata. Per il giudice, la valutazione congiunta di questi elementi dimostra «con assoluta certezza» l’aggressione del militare ai danni del minorenne.
Le richieste di archiviazione e il processo
Prima di arrivare al giudizio, il procedimento aveva attraversato ulteriori fasi investigative. La Procura e la Procura generale avevano presentato, in momenti diversi, due richieste di archiviazione. La persona offesa, assistita dall’avvocata Donatella Donati, si era opposta. Il giudice per le indagini preliminari aveva quindi disposto nuovi accertamenti. Nel processo con rito abbreviato l’accusa è stata sostenuta dal sostituto procuratore generale Luca Semeraro, che aveva chiesto la condanna. La decisione sarà contestata dalla difesa attraverso l’appello annunciato.

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