Sanità, legale Barberini, Bocci e Valorosi: «Chiederemo revoca misure» 🔴Video🔴

Sanità, legale Barberini, Bocci e Valorosi: «Chiederemo revoca misure»

Sanità, legale Barberini, Bocci e Valorosi: «Chiederemo revoca misure»

«E’ presto per parlare della situazione in relazione ai reati che sono contestati, perché attorno a questi reati si stanno facendo delle indagini da parte della procura». Lo ha detto l’avvocato David Brunelli difensore di Luca Barberini, Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi, tutti ai domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi della sanità umbra, che vede anche 35 persone indagate.

«Non abbiamo nessuna idea di quale siano i risultati e quali possano essere in futuro – ha spiegato il legale –, rispetto a questi fatti non abbiamo ancora una precisa idea di linea difensiva».

L’avvocato David Brunelli ha anche detto che i suoi assistiti sono sereni: «Sono tre persone molto provate, ognuno ha reagito secondo quello che è il carattere di ciascuno di essi, però li vedo piuttosto battaglieri, risoluti, convinti della possibilità di mostrare la loro estraneità».

Il legale parlando delle esigenze cautelari ha spiegato: «Sin da ora posso dire di nutrire forti dubbi sulla sussistenza di esigenze cautelari così marcate da giustificare la misura degli arresti domiciliari. Rispetto a questo a me sembra, e lo dirò anche nelle sedi opportune, che queste esigenze cautelari non vi siano, né sotto il profilo dell’inquinamento delle prove, né sotto il profilo della reiterazione dei reati, del pericolo di reiterazione, perché come dimostreremo e come si sa sulla base degli atti, i miei assistiti erano a conoscenza dell’indagine fin dal settembre 2018 e forse anche nei mesi precedenti. Rispetto ad allora non capisco quali elementi siano sopravvenuti che abbiano imposto la privazione della libertà di persone».

E infine: «Su questo aspetto ci concentreremo dando la prova che mancano nei confronti di tutte e tre le persone che assisto le esigenze cautelari e quindi chiederemo la revoca delle misure. La gravità del reato non è mai la ragione principale per la quale si possano giustificare le misure, in particolare, nel nostro caso i reati sono appena sopra la soglia della ammissibilità delle misure e anche da questo punto di vista una riflessione si dovrà fare».

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