La rivolta scatenata dai carcerati per restrizioni anti coronavirus, morti e feriti

 
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La rivolta scatenata dai carcerati per restrizioni anti coronavirus

La rivolta scatenata dai carcerati per restrizioni anti coronavirus, morti e feriti

Disordini si stanno registrando nel carcere di Foggia dove alcuni detenuti hanno tentato l’evasione dopo aver divelto un cancello che li separa dalla zona che da’ sulla strada. Alcuni si sono arrampicati sulle inferiate e sui cancelli perimetrali dell’istituto penitenziario. Sul posto ci sono forze dell’ordine ed esercito. Alcuni dei carcerati riusciti a fuggire sono stati bloccati dagli agenti della polizia penitenziaria. A scatenare la rivolta e misure restrittive imposte per evitare il ridurre il rischio contagio nelle carceri.

Il segretario nazionale del Cosp, sindacato di polizia penitenziaria, Mimmo Mastrulli chiede al governo “il rientro con un apposito decreto di almeno 7mila agenti dal pensionamento, addestrati alle sommosse” per sedare le rivolte che nelle ultime ore stanno interessando anche le carceri pugliesi. A Foggia, in mattinata, un gruppo di circa 250 detenuti hanno distrutto una sala di informatica, due reparti e mandato in frantumi diverse vetrate. I posti letto non piu’ utilizzabili sono quaranta.

A Trani invece, nel carcere maschile e’ in corso una protesta da parte dei carcerati che al momento e’ sotto controllo: anche un elicottero sorvola la zona. Mastrulli chiede “l’intervento in tutta Italia dell’esercito e dei mezzi corazzati cingolati intorno alle carceri e sui muri perimetrali oltre all’abolizione della vigilanza dinamica e maggiore ristrettezza ma nel contempo maggiori spazi sanitari e specialistici nelle prigioni italiane”. “Serve – conclude – il recupero immediato da tutti gli uffici giudiziari, dipartimentale, provveditorato e uffici amministrativi di tutta la polizia penitenziaria destinandola immediatamente come rinforzo nelle carceri in sezione a rinforzare i colleghi stanchi come precedentemente fatto dalla polizia di Stato in emergenza”.

“Solidarieta’ agli agenti della polizia penitenziaria e di tutti i dipendenti delle carceri pugliesi che in queste ore sono costretti a gestire una situazione che rappresenta un problema nel problema. Piu’ volte a nome di Fratelli d’Italia e’ stata denunciata la condizione di precarieta’ della Polizia nelle case circondariali. Oggi siamo davanti alla protesta per le limitazioni alle visite familiari atte a contenere la diffusione del Coronavirus, e davanti a cio’ lo Stato deve intervenire, anche con l’Esercito qualora opportuno, per bloccare immediatamente la deriva delle ultime ore. Gli italiani sono chiamati ad un atto di responsabilita’, alla collaborazione civile. Un sacrificio che deve valere per tutti”. Lo dichiarano Erio Congedo e Francesco Ventola, esponenti di Fratelli di Italia Puglia.

Il segretario nazionale del Cosp, sindacato di polizia penitenziaria, Mimmo Mastrulli chiede al governo “il rientro con un apposito decreto di almeno 7mila agenti dal pensionamento, addestrati alle sommosse” per sedare le rivolte che nelle ultime ore stanno interessando anche le carceri pugliesi. A Foggia, in mattinata, un gruppo di circa 250 detenuti hanno distrutto una sala di informatica, due reparti e mandato in frantumi diverse vetrate.

I posti letto non piu’ utilizzabili sono quaranta. A Trani invece, nel carcere maschile e’ in corso una protesta da parte dei carcerati che al momento e’ sotto controllo: anche un elicottero sorvola la zona. Mastrulli chiede “l’intervento in tutta Italia dell’esercito e dei mezzi corazzati cingolati intorno alle carceri e sui muri perimetrali oltre all’abolizione della vigilanza dinamica e maggiore ristrettezza ma nel contempo maggiori spazi sanitari e specialistici nelle prigioni italiane”. “Serve – conclude – il recupero immediato da tutti gli uffici giudiziari, dipartimentale, provveditorato e uffici amministrativi di tutta la polizia penitenziaria destinandola immediatamente come rinforzo nelle carceri in sezione a rinforzare i colleghi stanchi come precedentemente fatto dalla polizia di Stato in emergenza”.

Il segretario nazionale del Cosp, sindacato di polizia penitenziaria, Mimmo Mastrulli chiede al governo “il rientro con un apposito decreto di almeno 7mila agenti dal pensionamento, addestrati alle sommosse” per sedare le rivolte che nelle ultime ore stanno interessando anche le carceri pugliesi. A Foggia, in mattinata, un gruppo di circa 250 detenuti hanno distrutto una sala di informatica, due reparti e mandato in frantumi diverse vetrate. I posti letto non piu’ utilizzabili sono quaranta. A Trani invece, nel carcere maschile e’ in corso una protesta da parte dei carcerati che al momento e’ sotto controllo: anche un elicottero sorvola la zona. Mastrulli chiede “l’intervento in tutta Italia dell’esercito e dei mezzi corazzati cingolati intorno alle carceri e sui muri perimetrali oltre all’abolizione della vigilanza dinamica e maggiore ristrettezza ma nel contempo maggiori spazi sanitari e specialistici nelle prigioni italiane”. “Serve – conclude – il recupero immediato da tutti gli uffici giudiziari, dipartimentale, provveditorato e uffici amministrativi di tutta la polizia penitenziaria destinandola immediatamente come rinforzo nelle carceri in sezione a rinforzare i colleghi stanchi come precedentemente fatto dalla polizia di Stato in emergenza”.

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