Rigopiano, appello bis a Perugia il 10 ottobre

Valanghe e responsabilità nel caso Rigopiano emergono in aula

Nuovo processo per 10 imputati dopo la Cassazione

È stata fissata per il 10 ottobre 2025, presso la Corte d’Appello di Perugia, la prima udienza del processo di secondo grado bis relativo alla tragedia di Rigopiano. Il nuovo procedimento si apre in seguito alla sentenza emessa dalla Corte di Cassazione il 4 dicembre 2023, che aveva disposto l’annullamento con rinvio delle condanne per quattro imputati, e al tempo stesso ordinato un nuovo giudizio per altri sei, tutti funzionari o dirigenti regionali assolti in precedenza.

Il caso, che riguarda la valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, causando la morte di 29 persone tra ospiti e personale della struttura, torna così in aula a distanza di otto anni dai fatti. Tra le vittime figura anche Alessandro Riccetti, ternano, receptionist dell’albergo.

Il processo d’appello bis si celebrerà a Perugia per ragioni di competenza territoriale stabilite dalla Suprema Corte. La decisione è giunta in seguito all’annullamento parziale della sentenza d’appello emessa a L’Aquila, nella quale erano state escluse responsabilità penali di alcuni dirigenti pubblici e tecnici locali.

Nel dettaglio, la Cassazione ha confermato la condanna per falso a carico dell’ex prefetto di Pescara, ma ha ritenuto necessario un nuovo esame per quanto riguarda le posizioni dell’ex sindaco di Farindola, del tecnico comunale responsabile dell’area, e di due dipendenti della Provincia di Pescara.

Il nuovo processo interesserà anche sei funzionari del Servizio di Protezione Civile della Regione Abruzzo. Per questi ultimi, la Corte ha stabilito che le precedenti assoluzioni devono essere rivalutate in relazione ai reati di disastro colposo, lesioni personali colpose e omicidio colposo plurimo.

Nel giudizio di secondo grado svoltosi a L’Aquila, i magistrati avevano escluso responsabilità a carico dei vertici tecnici regionali. Ora, però, la Cassazione ha riconosciuto elementi sufficienti per disporre un riesame del loro operato, soprattutto in merito alla gestione dell’emergenza, ai protocolli di allerta e al sistema di monitoraggio delle condizioni meteo.

Il crollo dell’hotel Rigopiano fu causato da una slavina di eccezionale portata, generata da intense nevicate e da una serie di scosse sismiche registrate nei giorni precedenti in Abruzzo. L’allarme lanciato da alcuni ospiti e operatori della struttura fu inizialmente sottovalutato, e i soccorsi riuscirono a raggiungere l’hotel solo dopo molte ore.

La Procura della Repubblica ha sempre sostenuto che, al di là dell’eccezionalità del fenomeno naturale, vi siano state gravi omissioni da parte degli enti pubblici preposti alla gestione del rischio, che avrebbero potuto ridurre l’impatto della tragedia. Le indagini hanno messo in evidenza carenze nei piani di emergenza, nella pianificazione territoriale e nella manutenzione della viabilità.

Nella sentenza d’appello annullata, i giudici avevano derubricato o escluso diverse imputazioni, tra cui quelle a carico degli organi regionali. Ora, il nuovo collegio giudicante dovrà valutare se vi siano stati comportamenti omissivi rilevanti dal punto di vista penale, anche in assenza di dolo.

Il procedimento che si aprirà a Perugia sarà dunque chiamato a riconsiderare un ampio spettro di responsabilità amministrative e istituzionali. Le parti civili, che rappresentano i familiari delle vittime, hanno sempre sostenuto che la tragedia poteva essere evitata o quantomeno contenuta, se fossero stati attivati correttamente i meccanismi di prevenzione e allarme.

Fin dall’inizio, la vicenda giudiziaria ha suscitato forti reazioni nell’opinione pubblica e nella politica, in particolare per la complessità del quadro accusatorio e per le numerose assoluzioni registrate nei primi due gradi di giudizio.

Ora la Corte d’Appello di Perugia dovrà pronunciarsi su una nuova porzione del processo, ponendo sotto esame documenti tecnici, testimonianze e atti amministrativi già acquisiti nei precedenti gradi. Non si tratta di un processo ex novo, ma di una rivalutazione parziale con riferimento alle responsabilità di dieci imputati, sulla base delle indicazioni fornite dalla Cassazione.

L’udienza del 10 ottobre rappresenterà il primo passo formale di questo nuovo capitolo giudiziario. È prevista la presenza degli avvocati difensori, delle parti civili e dei rappresentanti della pubblica accusa. Le prossime date verranno calendarizzate nel corso della seduta iniziale.

La tragedia di Rigopiano continua a essere una ferita aperta per l’Abruzzo e per il Paese intero. Il processo d’appello bis potrebbe offrire un ulteriore momento di verità giudiziaria e di analisi su quanto accadde in quei giorni drammatici del gennaio 2017.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*