Rapporto DIA, Umbria usata come base per approvvigionamento di altre regioni

 
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Rapporto DIA, Umbria usata come base per approvvigionamento di altre regioni

“Nella regione Umbria non emerge un radicamento di forme di criminalità gerarchicamente strutturate o che agiscono con le tipiche modalità mafiose”. Lo scrive la Direzione investigativa antimafia nell’ultimo rapporto relativo al secondo semestre 2019.

“L’assenza di una criminalità locale compatta – è scritto -, accompagnata dalla posizione centrale della regione nel territorio nazionale e da una situazione economica favorevole, costituiscono un habitat favorevole per le infiltrazioni criminali ai fini di riciclaggio e di reinvestimento di capitali illeciti”.

Comparto edile molto esposto

Il comparto edile appare molto esposto al pericolo di infiltrazioni da parte di soggetti legati a sodalizi campani e calabresi, attraverso il controllo delle imprese impegnate nelle fasi di ricostruzione dei numerosi centri abitati danneggiati dal sisma. In tal senso, si è espresso anche il Presidente della Corte di Appello di Perugia nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020. Un altro aspetto di rilevo è correlato al fatto che, nella regione, insistono 4 Istituti penitenziari, due dei quali (Spoleto e Terni), ospitano da tempo sia detenuti sottoposti al regime speciale ex art. 41 bis 2° comma O.P.1669, sia detenuti ubicati in sezioni “Alta Sicurezza 3”1670. Ne consegue un insediamento fisiologico, nelle aree limitrofe agli istituti di pena, di numerosi nuclei familiari dei detenuti, che si avvicinano ai congiunti per evitare il “pendolarismo” per ragioni di colloquio. Proiezioni della ‘ndrangheta hanno dimostrato di essere coinvolte nel traffico di sostanze stupefacenti anche in Umbria, mantenendo stretto il legame con le cosche di origine, ma senza disdegnare accordi con la criminalità albanese e romena.

Furti

Il territorio umbro è oggetto anche di reati predatori, come furti in abitazione e nei centri commerciali, nonché rapine, molto spesso ad opera di soggetti criminali originari dell’est Europa, soprattutto albanesi e rumeni, ma anche di siciliani e nomadi che si spostano dal Lazio, per attuare forme di pendolarismo criminale.

Spaccio

L’Umbria, ed in particolare la città di Perugia, hanno inoltre nel tempo assunto una rilevanza significativa anche come mercato di spaccio di sostanze stupefacenti, nel cui ambito hanno assunto un rilievo sempre più marcato sodalizi di origine straniera. I consumatori di droga sono prevalentemente giovani italiani, talvolta studenti, originari sia del territorio della regione che delle limitrofe province toscane. Il Procuratore Generale, nel suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, con riferimento alla “cessione di stupefacenti”, ha testualmente rappresentato che: “non è più, ad esempio, mercato esclusivo o, comunque, prevalente, di minori nord africani (tunisini o marocchini) – presenti in Italia senza permesso di soggiorno, spesso entrati clandestinamente, in pari frequenza affidati dai genitori a parenti o ad amici di famiglia che vivono sul nostro territorio e di cui, in assenza di documentazione regolare, è di fatto impossibile l’accertamento del legame di parentela- ma anche di albanesi, di romeni, o di minori nati in paesi europei (Ucraini) o extraeuropei (Repubblica Dominicana), e residenti in Italia. Lo spaccio di sostanze stupefacenti è appannaggio principalmente di sodalizi criminali albanesi, nordafricani e nigeriani”.

Tratta di essere umani

I gruppi criminali stranieri si occupano anche di altre attività delinquenziali, quali la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione. A tale riguardo vale la pena ricordare che, nel tempo, si è insediata in Umbria un’importante comunità albanese che, a fianco di una maggioranza operosa, annovera una componente criminale dedita, oltre che al traffico di droga, anche allo sfruttamento della prostituzione. Analogamente alle organizzazioni criminali albanesi, anche quelle nigeriane rivolgono i loro interessi verso la tratta di esseri umani, lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico e lo spaccio di stupefacenti, mentre i soggetti provenienti dall’Africa settentrionale sono normalmente impiegati nello smercio di droga al dettaglio. Ne costituiscono recente conferma le operazioni del luglio 2018, condotte dalla Polizia di Stato di Perugia, denominate “Pusher 3-Piazza Pulita” e “Nigerian Cultism”, che hanno condotto all’arresto di complessivi 33 cittadini nigeriani, ritenuti responsabili di vari reati, tra i quali lo spaccio di eroina e marijuana e lo sfruttamento sessuale attraverso le più svariate forme di prevaricazione ed assoggettamento (anche attraverso riti esoterici di tipo “voodoo” e “ju-ju”).

‘ndrine calabresi

Nella provincia di Perugia è stata rilevata, nel tempo, la presenza di soggetti collegati alle ‘ndrine calabresi. Nel semestre in esame, di rilievo sono le operazioni “Infectio” e “Core business”, condotte dalla Polizia di Stato di Perugia, Reggio Calabria e Catanzaro, che nel mese di dicembre 2019 ha dato esecuzione a due distinte ordinanze di custodia cautelare nei confronti di complessive 27 persone. Le indagini hanno messo in luce gli interessi delle cosche calabresi in Umbria, sia in relazione al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e al porto abusivo di armi (anche da guerra), che in ordine ai rapporti illeciti con professionisti e manager, alcuni dei quali ritenuti punti di riferimento delle organizzazioni criminali ai fini del riciclaggio. Questi, in territorio umbro, attraverso stabili collegamenti con la casa madre avevano, d’intesa con trafficanti albanesi, organizzato un lucroso traffico di stupefacenti, interferito nell’esecuzione di lavori edili attraverso minacce ed attività estorsive, rendendosi responsabili di una serie di reati di natura contabile ed economico-finanziari che avevano come obiettivo frodi ai danni del sistema bancario. Le manifestazioni criminali più evidenti a Perugia sono comunque collegate al settore degli stupefacenti, gestite, prevalentemente, da gruppi di origine nigeriana, albanese e del Maghreb. I nigeriani curano innanzitutto l’arrivo a Perugia dell’eroina mentre gli albanesi si occupano della cocaina. Lo spaccio al dettaglio verrebbe gestito per lo più da maghrebini. La città di Perugia costituisce, per i sodalizi criminali di origine nigeriana, una piazza importante per lo smercio di droga. A riprova di ciò l’operazione dell’11 luglio 2019 conclusa con l’esecuzione, da parte della Guardia di finanza, di un’OCC emessa dal GIP del Tribunale di Perugia nei confronti di 6 cittadini nigeriani e 2 tunisini, ritenuti responsabili di un vasto traffico di eroina e cocaina nella zona centrale del capoluogo umbro.

Più di recente, è stato rilevato anche un inedito tentativo di inserirsi nelle piazze di spaccio perugine da parte di cittadini tanzaniani, come emerge dall’operazione “Domitia” del 30 ottobre 2019, condotta a Perugia dai Carabinieri unitamente al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale e ad altri organismi di polizia internazionali. È stata così data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Perugia nei confronti di 19 soggetti, in prevalenza di nazionalità tanzaniana e del Burundi, dediti al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’organizzazione, ben strutturata e con compiti definiti per ogni membro, vantava proiezioni in varie nazioni europee, in diversi Stati dell’Africa ed in Brasile, con una capillare rete di collegamenti e corrieri di volta in volta reclutati, in grado di immettere sul mercato italiano consistenti quantitativi di eroina, cocaina, MDMA e marijuana.


Provincia di Terni

Le indagini svolte nella provincia hanno permesso di individuare e disarticolare sodalizi criminali (anche a composizione multietnica) responsabili di numerosi reati, tra i quali le rapine, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico di sostanze stupefacenti. Particolarmente significativa è l’operazione “Toner”, conclusa dai Carabinieri di Terni con l’esecuzione, nel luglio 2019, di un OCC emessa dal GIP del Tribunale di Perugia nei confronti di un sodalizio criminale composto da 19 soggetti di nazionalità marocchina ed italiana. L’organizzazione, dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana nelle zone di Terni, Roma e Rieti era caratterizzata da una organizzazione interna per ruoli. I componenti della banda di nazionalità marocchina avevano infatti il compito di reperire sostanze stupefacenti sul più ampio mercato di Roma, che venivano successivamente affidate ai pusher locali per la vendita al dettaglio. Al termine delle attività sono stati sequestrati circa 35 Kg. di hashish, oltre 400 gr. di cocaina, 500 gr. di marijuana e 10 mila euro in contanti. L’organizzazione criminale si è avvalsa anche della collaborazione di un appartenente alle Forze dell’ordine, che oltre ad essere attivo nel traffico degli stupefacenti, era solito fornire indicazioni ai componenti il sodalizio per evitare di essere scoperti.

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