CELEBRATI FUNERALI DI POLIZZI (mediagallery)

Funerali di Alessandro Polizzi (Ponte San Giovanni 30 marzo 2013) (12)(UJ.com3.0) PERUGIA – Rose bianche sulla bara di Alessandro Polizzi e tanto dolore nella chiesa parrocchiale di Ponte San Giovanni, dove si sono celebrati i funerali del 24enne ucciso lunedì notte a Perugia. “Sai cucciolotto in questi ultimi tre mesi mi hai restituito il sorriso e con te ho passato il periodo piu’ bello della mia vita”. E’ l’inizio della lettera che Julia Tosti ha letto nel corso del funerale. “Mi hai protetta – ha proseguito – e di questo non ti ringraziero’ mai abbastanza. Sei stato speciale, ringrazio i tuoi genitori che ci hanno regalato una persona come te. Ora mi rimane solo da sperare che sia fatta giustizia. Saro’ io adesso la tua guerriera”.

La chiesa, dove non sono stati ammessi fotografi e telecamere –  era piena di giovani. Julia Tosti ha preso posto accanto ai genitori e al fratello del suo compagno.  Julia Tosti si è presentata in chiesa ancora vistosamente  fasciata alla testa e a un braccio.

A loro si e’ rivolto il viceparroco Don Luca Delunghi nella sua omelia. “Se siete legati ad Alessandro – ha detto – nella vostra vita dovete fare delle scelte: se oggi scegliete di compiere una strada differente perché guardate che anche le piccole cose, come una ‘canna’ o una bottiglia rotta per terra, costruiscono chi sei”. Un discorso lungo e duro, con l’intenzione di scuotere i ragazzi.

“Conosco alcuni di voi – ha detto – perché so che la zona intorno alla parrocchia è una zona vissuta e non soltanto dal gruppo giovanile, c’e’ chi si diverte a imbrattare i muri, a stare insieme, ma tante volte questo stare insieme diventa sballo perché ci si annoia. Conosco tanti di voi annoiati – ha aggiunto – annoiati della propria vita, annoiati nelle sofferenze che vivono e quindi stanchi per questo”. Il sacerdote ha parlato della vita di quartiere: “Alcuni di voi preferiscono ubriacarsi, preferiscono danneggiare la vita degli altri. Conosco anche voi e lo so che la vita e’ difficile. Molti preferiscono girare per Ponte San Giovanni col cappello sulla testa e li occhiali in faccia perche’ forse si vergognano della propria vita”. Don Luca ha invitato i giovani presenti ad andare in chiesa domani sera per una veglia di preghiera. “Vi lancio la sfida – ha concluso – se siete stufi, se pensi che Dio possa aver una parola per te, domani sera vi aspetto qua sotto”.

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