Prostituzione, furti, spaccio, risse e violenza, Ponteggiani stremati

All'Amministrazione, subito però e senza aspettare, Ponte San Giovanni chiede aiuto

 
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Prostituzione, furti, spaccio, risse e violenza, Ponteggiani stremati

Prostituzione, furti, spaccio, risse e violenza, Ponteggiani stremati

del Direttore
Marcello Migliosi
Ponte San Giovanni, per chi ci crede o no, è una cittadina straordinaria. C’è quell’area, vicino al fiume Tevere – il Ponte Vecchio – che racconta tanta, ma tanta storia di quella che è, a tutti gli effetti, è la Capitale della cintura dei Ponti di Perugia. Un luogo dove le amministrazioni, che si sono succedute, han cercato di investire, un luogo anche e soprattutto del “cuore” dei Ponteggiani. I ponteggiani etruschi, i Ponteggiani dello sport e i ponteggiani delle industrie e della laboriosità.

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Ma gli abitanti del “Ponte” sono allo stremo. Non ne possono più. Ieri sera, dopo la feroce e sanguinaria lite che ha visto protagonisti quattro stranieri, due albanesi e due magrebini, abbiamo incontrato un po’ di persone e si ripropone con forza il problema di sempre. La città, dal Ponte Vecchio a via Volumni, dagli Apollo fin su in via Assisana, pieno di appartamenti dove ci si prostituisce, Via della Scuola e via Catanelli su tutte. Ma non solo questo, si spaccia a tutte le ore, giovani donne che si prostituiscono vicino alla chiesa, tossici che si bucano nei parchi, bande che si affrontano – come ieri sera – a coltellate, quando va bene. E poi violenza, scippi, minacce e prepotenze.

La gente che vive a Ponte è gente per bene, tutta gente che vive a ridosso di quei bei polmoni di verde che si trovano lungo via della Scuola. quei “grattaceli de noantri” che sono un po’ la firma di Ponte San Giovanni.

«Abbiamo visto tutto – ci dice uno degli abitanti, raccontando l’ennesimo fatto di sangue -, io ho paura, ero su in casa (piano alto ndr) eppure avevo paura». Si organizzano come possono, vogliono fare un comitato per riappropriarsi della loro città. Presto, venerdì prossimo, organizzeranno una cena nel parco. In quel parco dove è stato sferrato il primo terribile fendente, alla coscia di uno di quei malviventi che poi sono stati arrestati dai Carabinieri di Mirko Fringuello.

«Io ho visto tutto dal mio terrazzo ci dice una nostra giovanissima lettrice -, li ho visti rincorrersi, coltelli alla mano, uno aveva anche una rivoltella».

Sono bei palazzi, belle vie larghe, tutti condomini con tanto verde attorno. Ma sono anche case, dove, come detto, la prostituzione d’appartamento fa affari d’oro. E quei parchi che sono sotto ai palazzi sono “l’eco ambiente” ideale per balordi, senza fissa dimora, spacciatori e persone di malaffare.

Se ne fregano di tutto e di tutti, se provi a dire qualche cosa, “minimo ti insultano e poi ti minacciano“.

«Uno di loro – dice una signora – mi ha detto: “Tanto so dove abiti, ti conosco” e io…noi certo abbiamo paura, ma vogliamo riprenderci Ponte San Giovanni».

La paura e la tensione, ieri sera a Ponte, si sentiva nell’aria, “gocciava” come il sangue versato da quei balordi sul catrame della strada. Auto di polizia e carabinieri sfrecciavano in via della Scuola.

Sì organizzare iniziative può servire, ma fin quanto e fino a quando?

L’autunno poi arriva e poi l’inverno, e la gente, come è giusto che sia, sta chiusa nelle case, mentre fuori quei parchi, quegli spazi verdi, ridiventano proprietà dei violenti.  Quei malviventi contano sulla paura delle gente, saranno una ventina sì e no a Ponte San Giovanni, magari arrivano anche dalla “cintura“, si ritrovano lì controllano, arrivano con le auto, fanno perlustrazioni e poi colpiscono, rubano spacciano, si accoltellano e terrorizzano gli abitanti.

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Contano sulla paura sì, ed è quella che taglia le gambe alla rivolta sociale “contro chi si è preso le nostre città“. Non va bene chiudersi in casa, non va bene, “io non ci metto la faccia” non serve, la paura alimenta questi “animali“, siano loro stranieri o italiani, belluini sono e belluini restano. Vi immaginate cosa avrà vissuto la gente di Ponte ieri sera, vi immaginate in quale condizione psicologica saranno andati a dormire magari in una casa a due passi dal luogo dove si sono accoltellati?

Serrati in casa. No, così non va bene! Serve il coraggio della popolazione e serve che l’Amministrazione “faccia sentire la sua voce” e va a sincerarsi di persona di come stanno le cose, ignorare non fa altro che rendere il problema più grande.

Ad un certo punto, ieri notte, abbiamo visto arrivare due auto, una con i colori della Polizia e un’altra senza, ma si capiva che, anche nell’altro mezzo, c’erano poliziotti. Sono scesi dall’auto e via di corsa dove era stato sferrato il primo fendente. Tutti giovani, anche una donna tra loro, tutti affiatati tra loro, ma cosa possono fare se la città ha paura? Cosa può un manipolo di persone? Ieri sera, tra Poliziotti e Carabinieri, Ponte San Giovanni è stata messa a ferro e fuoco, ma poi? Quando le pattuglie van via? Chi resta? Restano i cittadini, restano i veri proprietari del loro paese e che hanno il dovere e il diritto di difendere la loro terra.


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E se serve metterci la faccia, ci va messa, se serve scendere in strada si scende, se serve comunicare, cazzo, si comunichi e non si metta la testa sotto la sabbia. In quella maniera non si risolve un fico secco. Anzi si dà prova che noi italiani siamo dei fifoni. Sì, perché quel gruppo (non sono più di una ventina perché sono sempre gli stessi ndr) non possono tenere prigioniera una città intera, non possono “recludere” in casa chi sta sulla propria terra, non possono rendere prigioniero chi ha diritto alla libertà e alla sicurezza.

Qui, signori miei, è tempo di tirar fuori il carattere. Si faccia come si sono organizzati a Nord di Perugia, con gruppi WhatsApp, si conoscono tutti, tutti sono pronti a darsi una mano. Non si tratta di fare le “ronde”, ma si tratta di creare una rete tra cittadini, una rete che passi per i mezzi di comuniazione, per gli instant message. Oramai gli smartphone sono a disposizione di chiunque. Si creino gruppi social. Su Facebook ne esiste già uno: I Ponti di Perugia

Gli abitanti si mettano in rete e vigilino, segnalino, non lascino mai nessuna area senza controllo. Sono gli abitanti, da sempre le Forze dell’ordine lo dicono, le migliori sentinelle sul territorio.

Ponte San Giovanni è una realtà che merita tanto rispetto, c’è una comunità religiosa fortissima, oratori, c’è la Pro Ponte, ha un fervido tessuto di associazioni.

Cacciate questi delinquenti, segnalate, scattate foto con i cellulari, video riprese e poi passate tutto alle forze dell’Ordine.

All’Amministrazione invece e subito però e senza aspettare, Ponte San Giovanni chiede aiuto, e lo chiede da anni e aiuto gli va dato. Trovate il modo!

Come è possibile che in quella che potrebbe, di fatto, essere la cintura più preziosa della città che si fregia di essere bellissima (e lo è), la qualità della vita sia resa difficile, “financo” impossibile, da quattro balordi. Non si può contare solo sulle forze di Polizia, credeteci tra il caldo e la tensione, ieri notte agenti e militari, erano stremati. I Cittadini si organizzino e la Giunta guardi la Luna e non solo il dito.

Il territorio comunale di Perugia è amplissimo, e le richieste di aiuto devono essere ascoltate.

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