Prosciuttina cercasi, non si placa la polemica, riderci su e mangiarsi un panino no?

Prosciuttina cercasi, non si placa la polemica, riderci su e mangiarsi un panino no?

di Morena Zingales
Prosciuttina cercasi, non si placa la polemica, riderci su e mangiarsi un panino no?
PERUGIA – Non si placa la polemica scatenata in seguito all’annuncio di un locale di prossima apertura a Perugia. E’ la Prosciutteria di Firenze che aprirà in Piazza Matteotti 44. La polemica è stata scatenata a causa del cartello affisso fuori dal locale, in allestimento con l’immagine di una maialina in minigonna alzata, ammiccante e a fianco la scritta “La Prosciutteria di Firenze cerca prosciuttina Part-time o Full-time inviare curriculum vitae a talenti@prosciutteria.com” . La maialina rappresenta Miss Piggy dei Muppets che e ricorda anche Marilyn Monroe In ‘The Seven Year Itch’. La notizia è stata riportata oggi sulla stampa locale, sia il Corriere dell’Umbria, sia la Nazione.

Sul caso è intervenutto il Centro Pari Opportunità con la consigliera Simona Fabbrizzi: «Intendiamo intervenire con decisione rispetto a questa continua denigrazione della figura femminile». Ma il titolare della Prosciutteria di Firenze ha risposto: «Sono state le stesse ragazze che lavorano qui a volersi farsi chiamare così, in quanto addetta ad affettare il prosciutto suonava proprio male». E parlando di una delle sue Prosciuttine risponde: «Si chiama Negin, è iraniana, studia ingegneria all’Università e non si sente sfruttata o maltrattata».

Anche Vanda Scarpelli segretaria della Cgil di Perugia e responsabile del coordinamento donne della Camera del Lavoro è intervenuta con una sua nota oggi

Se a Leoncini piace riderci su, Simona Fabbrizzi non ci trova niente di spiritoso. E replicando dice: «Questi fatti dimostrano purtroppo che nonostante il lavoro fatto sulle pari opportunità siamo ancora lontani dal raggiungere dei veri risultati. Se gli uomini sono prosciuttai le donne si sarebbero dovute chiamare prosciuttaie e non prosciuttine. Il termine è denigradorio».

«E poi parliamoci chiaro è più bello prosciuttina che prosciuttaia. La denigrazione più che nella prima parola la vedrei nella seconda. Prosciuttina sa di dolcezza e tenerezza». Ha commentato una ragazza che in passato ha lavorato in una salumeria: «Prosciuttaia mi affetta un etto di crudo o forse sarebbe meglio prosciuttina mi affetta un etto di crudo? Dove sta il tono denigratorio? Solo il centro pari opportunità lo vede, mah! Se fossi io una lavoratrice di quella prosciutteria anch’io mi farei chiamare prosciuttina, è molto dolce questo termine».

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