Il 32enne recuperato all’alba dopo una lunga notte di ricerche
Una notte di apprensione si è conclusa con un salvataggio che ha evitato conseguenze drammatiche lungo la costa marchigiana. Un uomo di 32 anni residente a Foligno è stato recuperato in mare aperto dopo essere rimasto per diverse ore tra le onde al largo di Marotta, nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino.
L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino di sabato 20 giugno, quando alcune persone hanno percepito distintamente delle grida provenire dal mare. Le richieste di aiuto sono state udite nella zona degli scogli nei pressi dello storico stabilimento Bagni Riccardo, facendo scattare immediatamente la mobilitazione dei soccorsi.
Le segnalazioni giunte al numero unico di emergenza hanno attivato una complessa operazione di ricerca.
Sul posto sono intervenuti i militari della Capitaneria di porto di Pesaro con una motovedetta, i vigili del fuoco con mezzi nautici specializzati, il personale sanitario del 118, i carabinieri e una pattuglia della Capitaneria di porto di Fano.
Le operazioni si sono rivelate particolarmente delicate a causa dell’oscurità e della distanza dalla costa. I soccorritori riuscivano a sentire le richieste di aiuto, ma individuare con precisione il punto da cui provenivano si è rivelato estremamente complesso. Le condizioni della notte hanno rallentato le ricerche e richiesto un’attenta attività di coordinamento tra tutte le squadre impegnate.
Tra i primi a rendersi conto della situazione è stato Riccardo Donati, storico assistente bagnanti della zona.
Dopo aver sentito le urla provenire dal mare, si è diretto verso l’acqua con il moscone di salvataggio nel tentativo di localizzare la persona in difficoltà. Nel frattempo altri presenti sulla spiaggia hanno confermato di aver udito la stessa voce e hanno allertato i soccorsi.
Per lungo tempo le ricerche sono proseguite senza risultati. A rendere ancora più difficile l’intervento è stato il fatto che, a un certo punto, le richieste di aiuto si sono improvvisamente interrotte. Un elemento che ha aumentato la preoccupazione delle squadre operative, inducendole a intensificare ulteriormente le verifiche lungo il tratto di mare interessato.
La svolta è arrivata dopo ore di lavoro. La motovedetta della Capitaneria è riuscita infatti a individuare il 32enne oltre la barriera degli scogli, in una zona distante circa duecento metri dalla riva. L’uomo appariva fortemente provato dalla lunga permanenza in acqua e si trovava in stato di semicoscienza al momento del recupero.
Una volta riportato a terra, il giovane è stato immediatamente affidato al personale del 118. I sanitari hanno prestato le prime cure sul posto e successivamente disposto il trasferimento all’ospedale di Fano, dove è stato sottoposto agli accertamenti necessari e tenuto sotto osservazione.
Secondo le prime ricostruzioni, il folignate sarebbe rimasto in mare per circa quattro ore, dall’una di notte fino al momento del recupero. Restano ancora da chiarire le circostanze che hanno portato il 32enne a trovarsi in acqua, lontano dalla costa, nel cuore della notte. Gli accertamenti delle autorità proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto.
L’episodio si è comunque concluso nel migliore dei modi grazie alla rapidità delle segnalazioni e all’efficace collaborazione tra bagnini, Capitaneria di porto, vigili del fuoco, forze dell’ordine e operatori sanitari. Un intervento che ha consentito di salvare la vita al giovane umbro dopo una lunga e difficile notte trascorsa tra le acque dell’Adriatico.

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