Paolo Rossi è tornato al Renato Curi per l’ultimo saluto della città e dei tifosi 📸 FOTO 🔴 VIDEO

 
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Paolo Rossi è tornato al Renato Curi per l’ultimo saluto della città e dei tifosi

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “Vi ringrazio tanto: sono orgogliosa di essere perugina. Questi momenti sono la conferma di “un cuore ricongiunto” tra Perugia, i tifosi biancorossi e il mio Paolo che amava tanto la città e aveva scelto proprio Perugia per la sua mostra. Un amore che, per le note vicende, era rimasto come in sospeso…”

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Queste le parole di Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi al quale ha dato le figlie Sofia Elena e Maria Vittoria. La toccante, commovente cerimonia si é tenuta sul terreno del Renato Curi, sul quale Pablito aveva corso e segnato con la maglia col disegno del Grifo sul cuore.

Sulla bara di legno chiaro, posizionata sul baldacchino coperto da una grande bandiera biancorossa col simbolo di Perugia, i presenti hanno steso sciarpe, la maglia rossa numero 9, fiori e corone. Una dimostrazione di amicizia, rispetto, amore. I tifosi della nord, al passaggio del feretro hanno innalzato uno striscione con la scritta: “Ciao Pablito Rossi”

E pensare – a contrasto di queste immagini – che ieri, durante la celebrazione dei funerali a Vicenza, mani ignote – da definire come profanatorie, sacrileghe – hanno svaligiato, dopo aver forzato una finestra l’agriturismo di Bucine, dove il campione viveva con la famiglia, portando via tra gli altri oggetti anche l’orologio d’oro ricordo del mondiale di Spagna, al quale il campione teneva in maniera particolare. Il cuore dell’uomo resta, davvero, un mistero insondabile…

Alla cerimonia hanno presenziato il sindaco Andrea Romizi e l’assessore allo sport Clara Pastorelli, il presidente del club Massimiliano Santopadre accompagnato dal Dg Gianluca Comotto e dal ds Marco Giannitti, l’allenatore Fabio Caserta, l’ex calciatore Franco Vannini, in rappresentanza della squadra e dell’allenatore (Castagner) del “Perugia dei miracoli” e della stagione 1979-80.

Altamente profonde le parole di don Mauro Angelini, cappellano del club, che ha citato frasi di San Paolo tratte della seconda lettera ai Corinzi, per sottolineare soprattutto l’umanità, i sentimenti di fraternità e di solidarietà del campione. “Chi semina scarsamente, con scarsità raccoglie; chi semina largamente, con larghezza raccoglie. E il nostro Paolo ha seminato in abbondanza. Perché accoglieva tutti, teneva compagnia agli umili, andava a cena con le famiglie più modeste. Lieto e gioioso come il nostro Francesco d’Assisi. E il bene lo faceva con discrezione come negli ultimi venticinque anni quando andava a visitare negli ospedali i bambini malati di leucemia… Paolo, ti abbiamo voluto bene. Arrivederci”. Poi la benedizione

Il sindaco Romizi ha definito Rossi quale “vero eroe del nostro patrimonio nazionale”. Ed ha aggiunto: “Siamo grati a Paolo che Perugia e noi perugini siamo parte della sua grandezza”. Il primo cittadino ha annunciato l’impegno a legare il nome di Rossi a Perugia ed alla sua storia con iniziative che verranno valutate nelle prossime settimane (cittadinanza onoraria, iscrizione nell’albo d’oro, intitolazione di un qualche luogo: il modo verrà deciso nelle opportune sedi, nda)”.

Santopadre ha ricordato come, allora quattordicenne, avesse esultato come tutti gli italiani alla vittoria mondiale. Confessando in aggiunta di aver sognato Paolo Rossi, a quella età “più delle donne”. E come, solo recentemente, avesse potuto conoscere la profonda umanità del grande campione. “Se la famiglia ce lo concederà – ha rivelato – titoleremo il nostro settore giovanile con il suo nome”.

Anche Franco Vannini ha speso parole d’affetto per il “suo compagno di squadra” e conterraneo. Paolo di Prato, Franco di San Giovanni Valdarno, cittadina vicina a Bucine dove fino a poche settimane fa viveva Pablito, le cui figlie frequentano lo stesso istituto scolastico che aveva visto sui banchi il “condor” bambino. “Paolo resterà per sempre una icona del calcio italiano. E noi conserveremo sempre il suo ricordo nella nostra mente, nei nostri pensieri”, ha concluso.

La bara é stata poi trasportata al cimitero monumentale dove il corpo é stato cremato. Perché Federica e le figlie vorranno tenere sempre, accanto a loro, il rispettivo marito e padre.

Tra i presenti anche l’onorevole di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco.



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