Carabinieri smantellano rete di spaccio attiva tra Roma e l’Umbria
Sono sei le misure cautelari eseguite dai Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Terni, nell’ambito di un’indagine antidroga denominata ‘Rovi’. L’operazione ha preso avvio dal rinvenimento, avvenuto nel 2023, di un sacco contenente 3,3 chilogrammi di marijuana in una zona boschiva della città. Da lì gli investigatori hanno avviato una serie di accertamenti che hanno portato alla ricostruzione di un articolato sistema di approvvigionamento e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le misure cautelari, disposte dal gip Barbara Di Giovannantonio su richiesta del pm Giorgio Panucci, sono state eseguite nella giornata di mercoledì 3 aprile. Due persone sono state condotte in carcere, mentre altre quattro si trovano agli arresti domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico. Una settima persona è stata denunciata a piede libero.
Le attività investigative hanno documentato oltre cinquanta episodi di spaccio tra gennaio e maggio 2023, con un flusso costante di cocaina proveniente principalmente dall’area di Tor Bella Monaca, a Roma, e destinata al mercato locale. Nel corso delle indagini sono state effettuate anche intercettazioni telefoniche, ambientali, videoriprese a distanza e l’impiego di trojan informatici per monitorare le comunicazioni via Whatsapp, Telegram e Instagram.
I sequestri preventivi hanno riguardato beni per un valore complessivo di circa 60.000 euro, inclusi orologi, denaro contante e altri oggetti di valore ritenuti riconducibili all’attività illecita.
Secondo quanto emerso, al vertice del gruppo ci sarebbe stato il 38enne S.S., nato a Napoli e residente a Terni, che si sarebbe occupato del coordinamento operativo. Due soggetti, L.E. (38 anni, originario di Biella) e L.C. (44 anni, originario della provincia di Caserta, detenuto per altri reati nel carcere di vocabolo Sabbione), avrebbero svolto il ruolo di intermediari per l’approvvigionamento della cocaina da M.V., 35 anni, domiciliato a Roma.
In carcere sono finiti M.V. e L.N.V., 38 anni, originaria della provincia di Milano e residente a Terni, indicata come responsabile della gestione degli spacciatori locali. Tra questi, figura M.R., 37 anni, anch’egli ternano, sottoposto ai domiciliari insieme agli altri tre.
La donna di 44 anni, non colpita da misure restrittive, resta indagata a piede libero.
Durante la conferenza stampa sono intervenuti il procuratore della Repubblica di Terni, Andrea Claudiani, il sostituto procuratore Panucci, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Antonio De Rosa, il comandante del Reparto operativo, tenente colonnello Giancarlo Caporaso, e il comandante del Nucleo investigativo, maggiore Marco Ruffini.
Il nome ‘Rovi’ è legato al metodo di occultamento della droga: la sostanza veniva spesso nascosta in barattoli di vetro e collocata in aree boscose, come quella di Palmetta, per eludere i controlli. Secondo gli inquirenti, i clienti si recavano direttamente nelle abitazioni degli spacciatori per limitare i rischi di essere notati.
I difensori degli indagati comprendono, tra gli altri, gli avvocati Francesco Mattiangeli, Marco Francescangeli, Leonardo Capri e Luigi Fiocchi. Le indagini proseguono per verificare ulteriori collegamenti e responsabilità all’interno del gruppo.

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