Indagini a Perugia ricostruiscono la fuga dopo l’impatto
Omicidio stradale Moise Bama – Il quadro investigativo che si sta consolidando nelle ultime ore descrive un’azione rapida, violenta e seguita da un tentativo di depistaggio, secondo gli inquirenti, dopo l’investimento mortale avvenuto sul raccordo Perugia-Bettolle. La vittima, Moise Bama, 46 anni, residente a Chianciano Terme e molto conosciuto nel volontariato locale, è morto in ospedale a Perugia dopo un giorno di agonia. Le lesioni riportate nell’impatto non gli hanno lasciato scampo.
La vittima e il contesto umano della tragedia
Moise Bama, originario dell’Africa occidentale e in Italia da circa dieci anni, era un lavoratore stimato in un’azienda vitivinicola del Senese e un volontario attivo nella Croce Verde di Chianciano. Nel calcio dilettantistico locale era un punto di riferimento della Virtus Chianciano, che in queste ore lo ricorda come un uomo generoso e sempre disponibile.
La sua morte ha scosso profondamente la comunità, che ora attende l’esito degli accertamenti disposti dalla Procura di Perugia. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli approfondimenti necessari a definire ogni dettaglio della dinamica.
Un’indagine che punta a chiarire ogni passaggio
Gli investigatori stanno completando gli ultimi riscontri tecnici sulla vettura e sulle immagini di videosorveglianza raccolte tra Passignano, Magione e il tratto di superstrada teatro dell’incidente. L’obiettivo è consolidare una ricostruzione che, secondo la Procura, appare già coerente e supportata da elementi oggettivi.
Il caso, che ha colpito l’opinione pubblica per la gravità dei fatti e per il presunto tentativo di depistaggio, resta ora nelle mani degli inquirenti, impegnati a definire con precisione ogni responsabilità…

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