Omicidio borgo Bovio a Terni, arrestato 26enne

Omicidio borgo Bovio a Terni, arrestato 26enne

Omicidio borgo Bovio a Terni, arrestato 26enne

Ridha Jamaaoui, il tunisino di 39 anni morto a Terni a causa di una lite, è stato “massacrato” con calci e pugni. Per l’omicidio volontario è stato fermato un nigeriano 26enne. Lo ha detto il procuratore di Terni, Alberto Liguori facendo il punto sulle indagini nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri. Gli inquirenti hanno tra l’ altro spiegato che si sta valutando se in quanto è successo abbia avuto un ruolo l’eventuale abuso di alcol.

Il 26enne è padre di famiglia ed è residente in via Tre Venezie a Terni. L’uomo è stato sottoposto a fermo di persona indiziata di delitto e quindi e condotto in carcere – dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria – con l’accusa di omicidio.

La ricostruzione dei fatti

A ricostruire l’arresto del 26enne nigeriano  è stato il procuratore Alberto Liguori nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì pomeriggio presso il comando dei carabinieri di Terni in via Radice.

«Terni – ha detto Liguori – non è una città violenta ma vive difficoltà comuni a tante altre realtà. La pandemia, la guerra, hanno messo a dura prova i freni inibitori dei cittadini ed anche Terni deve interrogarsi su alcune questioni, come il consumo smodato di stupefacenti e alcol. Dico questo perché l’alcol, e nell’ultimo anno abbiamo fatto 200 denunce penali sul punto, è un elemento non estraneo anche a quanto accaduto domenica sera in via Romagna».

Alla conferenza erano presenti anche il colonnello Davide Milano (comandante provinciale), il tenente colonnello Marco De Martino (comandante reparto operativo), il maggiore Valentino Iacovacci (comandante Compagnia Terni), il capitano Francesco Caccetta (comandante nucleo investigativo), il tenente Alessandro Gianforte (comandante sezione operativa).

Liguori ha parlato di «una vicenda complessa. Partiamo dalle telecamere di un esercizio pubblico, un bar, che alle ore 22.07 immortalano due persone, poi identificate come cittadini nigeriani, mentre bivaccano nei pressi del locale, consumando qualcosa insieme. Pochi minuti dopo le telecamere pubbliche delle acciaierie li inquadrano mentre spingono una bici e si dirigono verso via Romagna, dopo aver lasciato il bar. Ingrandendo quelle immagini siamo riusciti ad acquisire elementi chiari su come fossero vestiti, sulle loro identità. Parliamo di due persone che si conoscono bene, che sono amiche, come risultato anche dalle numerose testimonianze raccolte in fase di indagine».

L’incidente e la lite

Il procuratore prosegue dicendo che in via Romagna «uno dei due sembra avanzare, in maniera barcollante, e arrivare da solo all’altezza del distributore di carburanti. Lì spunta l’auto condotta da un italiano, con a bordo anche una donna, che in fase di sorpasso sembra urtare la bici con la fiancata destra, facendo cadere a terra il nigeriano. L’automobilista si ferma, i due iniziano a discutere su chi abbia ragione o torto. A quel punto le testimonianze ci dicono che il cittadino nigeriano avanza pretese economiche, chiede un centinaio di euro come risarcimento per chiudere la questione. Ma l’automobilista italiano non è d’accordo, tratta sulla cifra e a quel punto il diverbio fra i due, con il ciclista in stato di ubriachezza, degenera e si passa alle vie di fatto. L’italiano lo percuote e lo picchia come un fabbro, l’altro rotola a terra».

I due soccorritori si picchiano e la morte del tunisino

«Sulla scena – continua Liguori – spuntano altre due persone. Il primo è l’altro cittadino nigeriano che poco prima era al bar insieme al ciclista. Accorre sul posto, e non capiamo bene il perché, comunque a supporto dell’amico in bici. Il secondo è un cittadino tunisino (colui che perderà la vita) che arriva e sembra sostenere, spalleggiare, l’automobilista di nazionalità italiana. Questi due ‘soccorritori’, se vogliamo chiamarli così, iniziano a menarsi. Nella scazzottata il giovane nigeriano ha la meglio sul tunisino. Mentre l’italiano decide di allontanarsi, avendo intuito la malaparata, il giovane nigeriano insegue e massacra il ‘rivale’ a suon di calci e pugni. Non ci risulta che abbia usato armi o oggetti contundenti: solo colpi assestati a mani nude contro punti vitali e tali da lasciare esanime il tunisino. Il 118 giunto sul posto, non può fare altro che constatarne il decesso».

In carcere a Spoleto

Il 26enne è stato portato al carcere di Spoleto. Verrà sentito dall’autorità giudiziaria nel corso delle prossime ore. Il giovane, incensurato e in Italia come richiedente asilo e che vive con la moglie e i suoi due figli nella zona di borgo Bovio, è stato rintracciato nella tarda serata di lunedì.

Il comunicato del procuratore Liguori

Nel corso della serata di domenica 27 novembre 2022, tra le 22,00 e le 22,30, a Terni si è verificato un grave fatto di sangue che ha registratoil decesso di un cittadino extracomunitario, regolarmente presente in Italia e con regolare permesso di soggiorno e stabile occupazione lavorativa.

In occasione di un diverbio, insorto per ragioni di viabilità tra un cittadino italiano e un cittadino nigeriano, l’investitore passava alle vie di fatto percuotendo il ciclista nigeriano.

Sulla scena compaiono due soggetti, entrambi extracomunitari, il primo nigeriano in aiuto al ciclista ferito, il secondo, tunisino, in appoggio dell’investitore.

Dalla ricostruzione della vicenda sono emersi elementi a carico del nigeriano, intervenuto per sostenere la causa del ciclista che, in attesa di approfondimenti, condurrebbero a farlo ritenere il probabile autore dell’aggressione in danno del tunisino, venuto in soccorso dell’investitore italiano.

In attesa di riscontri dall’esame autoptico in corso di conferimento e tenuto conto delle verifiche condotte dai Carabinieri di Terni, tale ultimo organo di p.g. ha proceduto d’iniziativa al fermo del nigeriano ritenuto probabile autore dell’omicidio del tunisino avvenuto in Terni il 27.11.2022.

In attesa della richiesta di convalida del fermo da parte dell’a.g. competente, lo stato del procedimento penale in corso (indagini preliminari) rilascia, comunque, sullo sfondo un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, custodito in carcere, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna.

Le ragioni della conferenza stampa alla luce della presunzione di innocenza. Le ragioni di interesse pubblico che giustificano l’indizione della conferenza stampa.

Terni, come tate altre città italiane, vive un momento di difficoltà causa fatti violenti di rilevanza penale. La difficile convivenza tra i popoli, in un periodo storico complicato stretto tra pandemia e crisi economiche anche derivanti dal conflitto russo-ucraino, unitamente all’abuso di sostanze alcoliche, hanno fatto da detonatore del fatto di sangue di cui in narrativa, occupando paginate di giornali, specie on line, con la conseguente necessità di rassicurare la città che la sicurezza dei cittadini e la difesa del principio di convivenza tra i popoli sarà sempre assicurata dallo Stato, tenuto a mediare tra i il diritto all’esercizio dell’azione penale e la salvaguardia per ogni cittadino del principio di innocenza, garantendo specie a chi si trova ristretto temporaneamente i diritti di difesa.

Terni è una città tranquilla e serena. Eventi come quelli del 27 sera sono estranei alla cultura di un popolo civile come quello ternano e che anche in questa circostanza ha reagito collaborando con le Forze dell’ordine per fare chiarezza sull’accaduto, dimostrando ampiamente di avere gli anticorpi per reagire nel rispetto dei diritti di tutti.

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