Elisoccorso Umbria, l’87% interventi in codice rosso
Oltre mille missioni in due anni di operatività per Nibbio, il servizio di elisoccorso entrato nella rete dell’emergenza urgenza 118 dell’Umbria il 1° marzo 2024. Il bilancio, tracciato a Perugia il 1° marzo 2026, fotografa un’attività che ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel sistema sanitario regionale.
Delle oltre 1.000 attivazioni registrate, l’87% ha riguardato interventi classificati in codice rosso, l’11% in codice giallo, mentre la restante quota è riferita a codici minori, operazioni in ambiente impervio e trasporti sanitari programmati. La casistica clinica evidenzia una prevalenza di traumi, che rappresentano più della metà degli interventi complessivi: incidenti stradali, domestici e sul lavoro costituiscono la parte più consistente delle richieste di soccorso. Il 15% delle missioni ha interessato patologie cardiovascolari gravi, tra cui infarti, arresti cardiaci, ictus e dissezioni aortiche.
Il servizio opera con un elicottero Airbus H145, velivolo considerato tra i più avanzati in dotazione in Italia per questo tipo di attività. Tra le sue caratteristiche operative vi è la possibilità di effettuare atterraggi notturni in aree idonee, elemento che amplia la capacità di intervento sul territorio regionale.
Numerose missioni si sono svolte in contesti complessi, in zone montane o difficilmente raggiungibili via terra. In tali circostanze sono state effettuate operazioni speciali con l’impiego del verricello, rese possibili grazie alla collaborazione con il SASU – Soccorso Alpino Speleologico dell’Umbria, che garantisce la presenza a bordo di un tecnico specializzato a supporto dell’équipe sanitaria.
Un passaggio significativo nell’evoluzione del servizio è stato l’avvio dei voli notturni, attivati nel luglio 2025. In pochi mesi le missioni effettuate dopo il tramonto hanno raggiunto circa un centinaio di interventi.
L’estensione dell’operatività h24 è stata accompagnata dalla realizzazione di una rete diffusa di elisuperfici sul territorio regionale, sviluppata in collaborazione con Federsanità ANCI e con i Comuni umbri, con l’obiettivo di ridurre i tempi di decollo e atterraggio e di garantire una maggiore capillarità del servizio.
Tra i progetti in fase di sviluppo figura la possibilità di trasportare scorte di sangue a bordo dell’elicottero, così da consentire trasfusioni direttamente durante la missione di soccorso. È inoltre prevista l’implementazione di operazioni speciali notturne, come il recupero con verricello e manovre di hovering in condizioni di oscurità, che collocherebbero l’elisoccorso umbro tra i pochi servizi in Italia abilitati a questo livello di intervento avanzato, e tra i primi nel Centro Italia.
“I numeri dimostrano che il servizio di elisoccorso, incardinato nella centrale regionale del 118, è un servizio indispensabile in una regione come l’Umbria con zone orograficamente molto movimentate. Gli sviluppi futuri ci porteranno ad essere tra i pochi in Italia formati e preparati per gli interventi speciali”, ha dichiarato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.

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