La Procura Generale anticipa dati dell’Anno giudiziario 2027
📌 FLASH NEWS – Criminalità umbra in trasformazione: narcotraffico più strutturato, frodi digitali e violenza di genere nella relazione della Procura Generale. Dati da luglio 2025 a giugno 2026, prima del bilancio dell’Anno giudiziario 2027.
Organizzazioni del narcotraffico più strutturate, crescita delle frodi digitali e persistente gravità della violenza di genere caratterizzano il quadro delineato dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia. La relazione sull’attività giudiziaria requirente nel distretto umbro è stata trasmessa al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione in preparazione dell’Anno giudiziario 2027.
Il documento riguarda il periodo dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026. Non rappresenta ancora il bilancio definitivo dell’inaugurazione, ma raccoglie una prima analisi dei fenomeni criminali e delle iniziative di contrasto. Alla sua elaborazione hanno contribuito le Procure della Repubblica di Perugia, Terni e Spoleto e la Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Umbria.
Perugia, il narcotraffico assume dimensioni maggiori
Nel circondario di Perugia, la relazione segnala il progressivo consolidamento di gruppi criminali, in particolare di matrice albanese, impegnati nel traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini descrivono strutture gerarchiche con capacità economiche e logistiche crescenti.
I sequestri recenti hanno riguardato partite di cocaina comprese tra 16 e 65 chilogrammi, superiori ai quantitativi generalmente rilevati in passato. L’Umbria emerge quindi anche come territorio di deposito, stoccaggio e transito verso altre regioni, con collegamenti a organizzazioni criminali nazionali.
Un ulteriore elemento riguarda l’impiego di giovani italiani come corrieri. Il documento collega questo coinvolgimento alla capacità dei gruppi di reclutare persone in condizioni di vulnerabilità economica.
Restano inoltre significative le relazioni tra operatori presenti in Umbria e consorterie attive nei settori dei carburanti, dell’energia, del GPL e del reinvestimento di capitali illeciti.
Frodi informatiche e violenza di genere
A Perugia, i reati informatici contro il patrimonio hanno raggiunto 1.907 iscrizioni. Il dato si inserisce in un contesto nel quale strumenti digitali, reti organizzate e collegamenti internazionali contribuiscono all’evoluzione della criminalità economica.
La Procura ha registrato anche 564 procedimenti per violenza di genere, formulando 190 richieste di misure cautelari, delle quali 12 sono state rigettate. La relazione evidenzia l’incremento dei reati che coinvolgono persone vulnerabili e delle fattispecie riconducibili al Codice Rosso.
Terni, aumentano droga e reati contro la pubblica amministrazione
Nel circondario di Terni, i procedimenti per stupefacenti sono passati da 206 a 241. Le reti di spaccio risultano sempre più organizzate e, in alcuni casi, collegate a persone inserite in circuiti di criminalità organizzata.
I procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione sono cresciuti da 203 a 289. Si tratta prevalentemente di condotte commesse da privati ai danni dell’amministrazione. Tra queste assumono rilievo le aggressioni al personale penitenziario, fenomeno che la relazione mette in rapporto anche con il sovraffollamento degli istituti.
Pur in presenza di una diminuzione delle iscrizioni complessive per Codice Rosso, la violenza di genere resta prioritaria. Il documento riferisce che nel territorio ternano è stato contestato per la prima volta il nuovo delitto di femminicidio nella forma tentata e aggravata, con applicazione anche della nuova aggravante relativa alle condotte di dominio e controllo sulla donna.
Spoleto, più iscrizioni per stupefacenti
Nel circondario di Spoleto, le iscrizioni relative ai reati in materia di droga sono aumentate da 74 a 127. A Foligno è stata individuata anche una raffineria di cocaina.
Restano frequenti le truffe via Internet e i reati contro il patrimonio, mentre crescono criminalità informatica, reati fiscali e societari.
Per il Codice Rosso sono stati iscritti 405 procedimenti: 203 per maltrattamenti in famiglia, 149 per atti persecutori e 53 per violenza sessuale.
Minori, cresce la gravità delle condotte contestate
La giustizia minorile registra 720 procedimenti penali, contro i 706 dell’anno precedente. La relazione sottolinea soprattutto la maggiore gravità delle condotte contestate: due procedimenti per tentato omicidio, due per terrorismo, 48 rapine e 10 estorsioni.
Sono segnalate anche la diffusione di armi e oggetti atti a offendere, i reati sessuali, la pornografia minorile e virtuale e la violenza tra coetanei.
Web e social network attraversano le dinamiche di aggressività, isolamento, bullismo e disagio psicologico. Per la Procura Generale, la prevenzione richiede una rete capace di riconoscere precocemente marginalità e modelli relazionali fondati sul controllo, prima dell’intervento penale.
Protocolli comuni e nuove strutture investigative
La Procura Generale ha rafforzato il coordinamento distrettuale mediante riunioni, direttive, linee guida e protocolli. Un nuovo accordo riguarda criminalità organizzata, terrorismo e reati informatici, con attenzione ai reati che possono segnalare fenomeni più ampi e alla condivisione delle informazioni investigative.
Sono stati promossi protocolli per la protezione e il recupero dei minorenni inseriti in contesti terroristici o criminali. Con l’Università degli Studi di Perugia è stata realizzata la ricerca “Giovani e territorio”, basata sull’analisi di 601 sentenze minorili.
Il programma comprende il rafforzamento delle collaborazioni con psicologi, servizi sociali, strutture sanitarie e centri antiviolenza. Con la Procura Generale di Ancona è stato istituito l’Osservatorio interdistrettuale sul caporalato e sugli infortuni sul lavoro.
Presso la Procura Generale è stato inoltre costituito il Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria per Umbria e Marche, indicato come il primo organismo di questo tipo in Italia con sede presso una Procura Generale.
L’obiettivo dichiarato è trasformare le informazioni raccolte nei singoli territori in strategie comuni di prevenzione e contrasto, adeguando la risposta giudiziaria alla mobilità e alla capacità organizzativa dei fenomeni criminali.

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